La nostalgia di Giulia Ovi, montanara in città

Riceviamo e pubblichiamo

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NOSTALGIA MONTANARA

Pensieri di una montanara in città in questo tempo sospeso…

Mi manca la mia montagna: mai come in questi giorni ne sento una mancanza quasi fisica, mi manca l'abbraccio avvolgente delle sue cime allineate.
Mi mancano i suoi colori, le sue sfumature, quella tavolozza di colori che ci offre, donandoci i quadri più belli che s'imprimono nella mente, nei ricordi.
Mi manca quella sensazione che ti da quando nel raggiungerla, curva dopo curva, inizi a intravedere i suoi profili e i suoi paesaggi che si scoprono lentamente. Dietro i suoi tornanti c'è un pezzetto di lei che si svela e regala le sue emozioni.

Se chiudo gli occhi la vedo, la sento, riesco a respirare la sua aria, avverto i suoi suoni e i suoi silenzi.
Mi manca la mia casa di sasso, che si inchina alla chiesa del paese, con la sua pietra che da calore, col suo tetto di piagne, con le sue stanza piccole, raccolte…quella dimora che sembra quasi uscita dalle favole…
In questi giorni così strani mi immagino lì davanti, sui gradini a contemplare le montagne e i suoi segreti, mi Immagino di respirare quell'aria pulita, limpida che ti riempie dentro.
Sento il suono dello scacciapensieri appeso, che a ogni refolo d’aria vibra e ti regala una sensazione bella, di pace, che calma il cuore.
Mi mancano le voci di montagna, quei suoi tanti dialetti che si incontrano e si mescolano da un paese all'altro.
Basta poco, una manciata di chilometri e le parole cambiano: ogni borgo ha i suoi accenti, modi di dire, codici che ti restituiscono un pezzetto di geografia.
Mi mancano le stradine, i vicoli con le sue targhe scolpite, le aie con i suoi nomi che segnano il territorio, fungendo da bussola, mi mancano le strade sconnesse…
Ogni posto, ogni angolo, ogni via ha i suoi segreti e una sua storia, che racchiude persone, emozioni, tradizioni.
Vorrei essere li e sentire il suono del fiume che scorre, che scivola via, che porta via i pensieri.
Vorrei essere li perché in ogni luogo c'è un ricordo…
Ma se chiudo gli occhi mi vedo lì , perché tutto è impresso nella mente e nell'anima… posso scorrere nella memoria ogni luogo e ogni particolare, che fanno talmente parte di me che posso descriverli e raccontarli come se fossi li, come se non fossi mai andata via.
E quando potro’ tornare sarà un’emozione che si rinnoverà per gli occhi, per la mente, per il cuore…

(foto di Cecilia Maria Tondelli)

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Un Commento

  1. Buongiorno,
    come la capisco. Sono proprietario di una casetta nei pressi di Coriano di Villa Minozzo con un po’ di terreno da una quindicina di anni e starne lontano in questo momento di crisi, non esagero, è un enorme sofferenza. Non appartengo al territorio, non ho parenti stretti, ma ottimi amici. Mi manca adesso, in primavera soprattutto: non potere ascoltare l’allocco che compare all’imbrunire, la volpe ”la Cesarina” che mi viene a trovare la sera tardi, i cani del mio vicino che ogni volta che mi vedono mi fanno delle feste da neanche immaginare. Mi manca non poter fare l’orto, piantare le patate, raccogliere la legna per la stufa economica per cucinare cene deliziose. E mi manca anche quella vicinanza con i commercianti, il ferramenta, la bottega, dove alla fine incontri quasi sempre qualcuno che conosci, vicinanza che purtroppo qui in città manca. Mi manca tutto insomma, a presto montagna e grazie.

    Marco Salotti

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