Nicolini a Redacon: “Abbiamo dovuto concentrare l’emergenza Coronavirus su Reggio e Guastalla. Ecco come”

ffSulla riorganizzazione della terapia intensiva in provincia, che ha visto la sospensione temporanea del reparto di terapia intensiva a Castelnovo Monti, abbiamo chiesto un intervento a Fausto Nicolini, direttore generale dell’Ausl di Reggio Emilia.

“La nostra dotazione pre-epidemia Covid – spiega Nicolini - prevedeva: 14 posti letto di rianimazione a Reggio Emilia, 6 a Guastalla e due a Castelnovo.  In totale 22 posti letto.  La emergenza Covid ha determinato la necessità di dedicare posti letto ordinari e posti letto di terapia intensiva ai pazienti Covid affetti da polmonite interstiziale che è la patologia di gran lunga prevalente in questi pazienti.

Questo ha determinato la necessità di riorganizzare l’offerta di posti letto nell’ambito della rete provinciale nel rispetto delle indicazioni fornite dalla regione.

Il piano ha previsto e attuato  in fasi successive: il potenziamento delle unità operative di malattie infettive e pneumologia, il potenziamento dei posti letto di rianimazione, l’istituzione di sezioni di degenza Covid fino alla implementazione di interi ospedali Covid di strutture di appoggio e per la dimissione, compreso il privato accreditato”.

Quindi il direttore generale analizza i numeri.

 

Posti letto ordinari

“Rispetto ad una dotazione di circa 1.520 posti letto per tutto il presidio ospedaliero si è arrivati in fasi successive a definire una dotazione di posti letto dedicati a pazienti Covid di 774 posti letto così distribuiti:

-          375 al Santa Maria Nuova di Reggio

-          216 a Guastalla (ospedale interamente Covid per cui sono state trasferite al Santa Maria Nuova chirurgia, ortopedia, cardiologia, ostetricia e ginecologia)

-          90 a Scandiano (ospedale Covid per pazienti  a minore intensità assistenziale in quanto non dotato di terapia intensiva)

-          40 posti letto di sezione Covid a Villa Verde

-          24 posti letto di sezione Covid ad Albinea

-          30 posti letto alla REMS - residenza per l'esecuzione delle misure di sicurezza chiamata a ospitare i pazienti dell'ex Ospedale psichiatrico giudiziario ndr -

I punti nascita di Scandiano, Guastalla e Montecchio sono stati in fasi successive concentrati all’arcispedale di Reggio. Fino in ultimo si è cercato di preservare l’ospedale di Castelnovo Monti che solo negli ultimi giorni ha attivato una sezione Covid di 18 posti letto nella  lungodegenza (2,5% dei posti letto Covid complessivi)”

 

Terapia intensiva

“Presso il Santa Maria Nuova – prosegue Nicolini – posti letto di rianimazione sono stati portati da 14 a 48 con trasformazione della Sipo (Semintensiva post operatoria) in rianimazione. Di questi 42 sono Covid  dedicati e 6 per pazienti non Covid  cui si sono aggiunti i 6 posti letto di intensiva a Villa Salus per le urgenze cardiochirurgiche e chirurgia, oncologica indifferibile.

A Guastalla i posti letto di rianimazione sono stati portati da 6 a 12. Pertanto la dotazione è passata da 20 a 60 posti letto tra Reggio e Guastalla.

A Castelnovo ne’ Monti fin che si è potuto si sono mantenuti attivati i 2 posti letto di terapia intensiva “Covid  free” garantendo il personale anestesiologico in guardia H24. Purtroppo le malattie di alcuni operatori hanno reso impossibile garantire la turnazione degli anestesisti sulle 24 ore considerando tra l’altro la scarsa occupazione dei 2 posti letto castelnovesi e la impossibilità di dedicarne anche uno solo a pazienti Covid”.

“La carenza di personale anestesiologico e rianimatorio già impegnato (in carenza significativa di organico) a dover garantire la gestione di un numero triplo di posti letto ha reso necessario concentrare le risorse su Reggio e Guastalla”.

“Ricordo – conclude Nicolini – che alla rianimazione di Reggio e nelle sezioni Covid del Santa Maria Nuova afferiscono la stragrande maggioranza dei pazienti provenienti dal distretto montano sia sui

posti letto ordinari, di malattie infettive che di semintensiva pneumologica e  di rianimazione. Ad oggi su 1.375 pazienti Covid ricoverati dall’inizio della epidemia sono 96 quelli residenti nei comuni montani ricoverati nelle sezioni e ospedali Covid pari al 7% della casistica, dato assolutamente in linea con la popolazione residente che è all’incirca il 6,2% della popolazione provinciale”.

Ultima nota: “Abbiamo più volte ribadito che questa riorganizzazione è temporanea per affrontare in modo efficiente la emergenza Covid e possiamo tranquillamente affermare che rispetto agli altri ospedali della provincia il Sant’Anna sia quello che ha avuto l’impatto meno rilevante rispetto a tutti gli altri ospedali per acuti della provincia”.

 

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16 Commenti

  1. L informazione, doverosa, è chiara e trasparente.
    Le scelte fatte sono dettate da inderogabili esigenze di sicurezza operativa.
    Ci auguriamo che al più presto possano essere ripristinate le condizioni di operatività ordinaria dell’assistenza in tutta la rete ospedaliera, compreso il S.Anna.
    Buon lavoro !

    Luca Fioroni

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  2. Perchè non date i dati numerici riferiti ai vari distretti e comuni dei casi accertati e verificati del distretto di C.MOMNTI ?
    Grazie.

    giuse22250

    Rispondi
  3. Ho letto con attenzione la strategia del Dott.Nicolini Mi è sorta immediatamente una domanda, considerando la storia recente dell’Ospedale S.,Anna. Come può un Generale che in questi anni ha avuto verso il S.Anna un atteggiamento miope (o addirittura cieco) riacquistare miracolosamente la vista in tempi di emergenza Coronavirus? Ho già avuto modo di esprimere il mio pensiero in una lettera inviata e pubblicata dalla Redazione di Redacon. Se consideriamo la storia (la storia mi affascina perchè ci insegna tante cose utili alla vita di tutti i giorni) ai tempi del glorioso Impero Romano, Roma manteneva forti i distaccamenti delle Legioni nei territori più lontani ed estremi dell’Impero (Gallia, Britannia, Romania, ecc) per evitare incursioni nemiche e problemi della popolazione locale. Regioni come la Lombardia hanno potenziato Ospedali periferici, hanno costruito nuovi ospedali, potenziando la rete soprattutto nei territori con fasce più deboli o disagiate di popolazione,. assumendo in tempi record nuovo personale medico e paramedico oppure richiamando quello in quiescenza. Sono ovviamente strategie diverse. Solo la storia futura ci dirà chi ha avuto ragione nell’attuare l’una o l’altra strategia.
    Montanari, tenete duro…ce la faremo!!
    Dott.Cavana, nonchè Roberto , .

    Dott.Cavana

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    • Anche io mi auruguro che il S.Anna torni come prima, con anche il punto nascite aperto. Però non porterei ad esempio la sanità lombarda in questo momento.
      Non mi sembra stia facendo una figura all’altezza del nome che aveva.

      AG

      Rispondi
    • Egregio Dottor Cavana, leggo i suoi commenti/comunicati e mi domando: visto il suo spiccato acume, come mai non sia lei il direttore generale dell’AUSL al posto di Nicolini. Dall’altra poi mi rispondo con un bel: per fortuna. Già, se il suo modello, a livello di sanità, è quello lombardo allora possiamo ritenerci fortunati a non averla come direttore generale dell’AUSL.

      Simon

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  4. Vedrete che finita l’emergenza coronavirus l’ospedale S.Anna rimarrà così com’ è adesso, senza terapia intensiva e senza reparto maternità. La scusa sarà: abbiamo esaurito i fondi a causa del virus!

    Giovanni

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  5. Caro AG non ho parole. Nel leggere “Non porterei ad esempio la sanità lombarda…” e “Non mi sembra stia facendo una figura…” mi viene la pelle d’oca. Quando si sente ispirato ad uscire con sparate del genere, porti almeno rispetto ai morti ed ai contagiati (Sanitari e Forze dell’Ordine) e prima di dire certe cose…..si sciacqui bene la gola col Tantum Rosa.
    Dott.Cavana, nonchè Roberto

    Dott.Cavana

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    • Parole molto dure le sue. Forse mi ha male interpretato. Non parlo degli operatori sanitari. Ma del sistema sanitario. Con un alta percentuale di sanità privata e con i ritardi emersi in questi giorni sulle chiusure di alcune zone. Mi stia bene e magari da dottore si prescriva qualche mg di tavor.

      AG

      Rispondi
    • Egregio dott. Cavana nonchè Roberto, condivido molti dei suoi argomenti e aggiungo che oltre ad essere sicuramente un capace medico lei gode di molte altre virtù e le più rilevanti sono certamente l’umiltà e la simpatia. Forse è anche per questo che alle recenti elezioni amministrative alle quali lei si era candidato è stato eletto con la quasi unanimità dei voti.
      Cordialmente Giovanni nonchè Romei.

      Giovanni

      Rispondi
  6. Caro Roberto premettendo che condivido tutto quello che hai scritto visto che provengono da esperienza vissuta sul campo e altresi premettendo di non aver mai avuto in tasca una tessera politica, lavorando come sai in Lombardia ho potuto toccare con mano quanto è stato fatto qui. Posso smentire le sciocchezze del Signor AG(bello l’anonimato eh). Nel mio ospedale sospesa l’attività elettiva restano attive le sale per urgenze e noi abbiamo aperto due unità Covid19 con 40 posti letto tutti occupati e guardia attiva Anestesia-Rianimazione h 24 con Due Anestesisti 8/20 e due 20/08 sette giorni su sette. In nome dell’emergenza e carenza di Rianimatori il S. Anna è stato sguarnito tutte le notti e nei preferivi festivi di una figura fondamentale per emergenze. Motivata da carenza di queste figure professionali. Ma dimenticandosi che una struttura dotata di ps DEVE avere la guardia attiva anestesiologica h24 sette giorni su sette. Evidentemente due pesi due misure. Dico questo per informare. Lungi da me qualsiasi polemica in questo triste momento emergenziale. Ti Abbraccio Idealmente e buon rientro a Cuneo Alfredo Baisi

    Alfredo Baisi

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  7. Uno sforzo straordinario per fronteggiare un evento catadtrofico che ha coinvolto il mondo intero. lo sforzo della sanita reggiana di rimodellare in corsa il suo sistema di cura partendo dalla emergenza va ricordato e vannno ringraziati tutti coloro che si stanno operando in tale senso! Non e’ tempo di accuse o di polemiche c’e’ancora tanta strada da fare’,sapendo che cio che si prospetta lo costruiamo giorno per giiorno in uno scenario incerto e passibile ancora di cambiamenti inaspettati! Verra’ anche il tempo per capire cosa ha funzionato e quali gli errori da non ripetre! Rimbocchiamoci le maniche con umilta”passione e speranza! Paolo ruffini

    Ruffini paolo

    Rispondi
  8. Egregio Giovanni Romei, la ringrazio del commento, soprattutto perchè in tempi di profonda tristezza e sconcerto è riuscito a farmi fare due risate. Pensavo di essere arrivato, invece mi accorgo che non si ha mai finito di imparare. Innanzitutto i commenti si dividono in due tipi: 1) quelli che argomentano più o meno intelligentemente e con cognizione di causa per cui nella normale dialettica sono i benvenuti 2) quelli che senza argomentazioni (mi vengono in mente le sardine…a proposito..che fine avranno fatto? forse che siano tornate tutte dentro alle scatolette?) quelli che senza argomentazioni, dicevo, danno giudizi o consigli ad altri assumendo il ruolo di “Tutor Supremus”. Egregio Giovanni, mi ha fatto piacere ricordare che la politica non è il mio mestiere, e l’avevo capito da subito, ancor prima del suo gradito commento. Dicendo che in politica ci vuole umiltà e simpatia, doti per le quali non sono stato votato alle ultime amministrative (e per fortuna, sia mia che dei miei concittadini!!), Lei ha certamente centrato il bersaglio per cui mi auguro che ai prossimi impegni elettorali (se e quando ci saranno!!) si presentino Checco Zalone e Papa Bergoglio. Le vanno bene come paladini di simpatia ed umiltà?
    Un cordiale saluto.
    Ce la faremo!
    Dott.Cavana, nonchè Roberto

    Dott.Cavana

    Rispondi
  9. E qui nessuno si indigna per questi commenti ? Mi chiedo se esiste ancora la vergogna, ma forse, considerando che non hanno il coraggio di firmarsi con nome e cognome, sotto qualche forma esiste ancora.

    Antonio D. Manini

    Rispondi
  10. Mi sembra di impazzire… siamo in una situazione che potrebbe definirsi una guerra e ci sono ancora delle persone che fanno becero populismo politico. Ogni persona che si definisce “umana” dovrebbe togliersi la divisa del partito politico e mettersi, ognuno con le proprie conoscenze e disponibilità, assieme a TUTTI gli altri per combattere questa pandemia. Basta con queste critiche politiche sia da dx che da sx, bisogna lavorare tutti uniti per il bene di tutti. STIAMO TUTTI A CASA!

    Max Carpineti

    Rispondi
  11. Max Carpineti, apprezzo l’impegno ed il consiglio di STARE A CASA! Non so a chi si rivolgeva a proposito del becero populismo politico. Sul fatto di lavorare tutti uniti…beh io regolarmente mi reco al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cuneo a prestare la mia opera. Se Lei legge tra le lettere a Redacon. ce n’è una in cui dico: Nemo Profeta in Patria.
    A Simon rispondo che si stupisce che io non sia il Direttore Generale dell’AUSL. Io sono un soggetto da Sala Operatoria e da battaglia; ciò non toglie che possa avere le mie idee e le possa esprimere. Le sue le ho capite e si riassumono nell’atteggiamento dello “Yes Man”; va tutto bene ciò che dice il capo (il suo naturalmente!). Non ho detto che Nicolini ha sbagliato a prendere certe decisioni; io avrei fatto diversamente, ma comunque la Storia futura e i cittadini (pensanti…non Yes Man) ci diranno chi ha ragione. Non sono stato io d’altronde a dire che la montagna è in testa per numero di contagiati e che forse sarebbe stato meglio potenziare l’Ospedale S.Anna (vedi richieste delle opposizioni). Per fare il Direttore Generale bisogna avere delle doti che io non ho e appena ho capito questa mia insufficienza (per la verità molto velocemente) sono sceso dal carrozzone della politica. Ribadisco che ciò non toglie la possibilità di esprimere liberamente le mie idee, che regolarmente la irritano, quasi che Lei si fosse proclamato difensore ufficiale del potere precostituito (chissà che non ne abbia un ritorno in termini di favori personali!). Comunque, caro Simon, non so che lavoro faccia Lei, se in questo periodo è fermo o in attività. Prima di due mesi fa conoscevo il modello di sanità di altre Regioni per sentito dire (avevo lavorato in Lombardia ed in Veneto anni fa e sinceramente questa “privatizzazione” della Sanità pubblica che a voi fa tanta paura non l’avevo avvertita troppo miinacciosa); attualmente ho voluto provare anche l’esperienza del Piemonte e visto che “Nemo Profeta in Patria” sto lavorando in turni di servizio al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cuneo e…..sinceramente non trovo così male questa organizzazione sanitaria (ah..dimenticavo di specificare che non conosco il Direttore generale dell’ASl per cui il mio giudizio è completamente asettico e basato su quello che vedo ed esperimento giornalmente!)
    Un saluto a tutti i montanari…tenete duro!!
    Da Cuneo, Dott. Cavana, nonchè Roberto , .

    Dott.Cavana

    Rispondi

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