Coronavirus: in quali negozi posso andare? Vassallo interroga Bini risponde

Continua il botta e risposta a distanza tra il sindaco di Castelnovo ne’ Monti Enrico Bini e il gruppo consigliare di minoranza, Castelnovo ne’ Cuori. Dopo la multa al dottor Sciaboni, medico di Villa Minozzo multato dalla polizia montana, la portavoce Nadia Vassallo aveva sollevato preoccupazione, in merito alle norme relative agli spostamenti presso gli esercizi commerciali aperti nel periodo di quarantena.

«Ci si può recare nei negozi ai quali è consentita l’apertura? Vogliamo risposte precise per i cittadini. […] Ci vengono segnalate azioni della polizia locale dell’Unione montana dei Comuni volte alla dissuasione dei cittadini a recarsi nei negozi ai quali è consentita l’apertura per effettuare acquisti» accusavano.

Il sindaco di Castelnovo Monti e presidente dell'Unione montana, Enrico Bini, dopo alcuni giorni, ha accennato al tema in un comunicato stampa dichiarando: «Vorrei partire da una premessa: l’emergenza non può dirsi superata. I dati di questi ultimi giorni sono confortanti, la curva dei contagi appare in calo, ma questo risultato è frutto delle limitazioni e dei sacrifici che abbiamo tutti insieme compiuto nelle ultime settimane. So benissimo che più si va avanti, più è difficile permanere in questa situazione di isolamento, ma un allentamento delle misure di contenimento potrà essere deciso solo dal Governo ed eventualmente dalle Regioni, dietro il parere dei comitati tecnici, dei medici e dei virologi. […]

Le ultime disposizioni emanate dal Governo hanno concesso la riapertura di un’ulteriore serie di attività, e da parte di diversi cittadini questa riapertura è stata colta come se sottintendesse la possibilità di recarsi presso queste attività in qualsiasi occasione e momento. In realtà non è così: per uscire e andare in un supermercato, un negozio, una rivendita di articoli resta ancora preminente il criterio dell’urgenza e della necessità impellente. In generale sarebbe buona norma scegliere, anche per i casi di necessità, l’esercizio del tipo al quale intendiamo rivolgerci che sia il più vicino alla nostra abitazione. Inoltre, sarebbe consigliabile sempre valutare se esiste un’attività che possa consegnarci ciò di cui abbiamo bisogno a domicilio: a Castelnovo sono davvero tante quelle che hanno attivato questo servizio, non solo nelle categorie alimentari ma anche molte altre tipologie. […]  Ribadisco – conclude Bini-  che comprendo la difficoltà che tutti stiamo vivendo nelle condizioni di reclusi, ma fino a che non ci saranno indicazioni diverse, permangono le norme disposte per affrontare l’emergenza e arginare i contagi e a queste ci dobbiamo attenere».

Castelnovo ne’ Cuori, ci tiene a sottolineare, non vuole accusare le forze dell’ordine che continuano a fare il loro lavoro in tutta la comunità montana, ma chiede che valgano le stesse regole che valgono sul territorio nazionale.

«Prendiamo atto – risponde in un secondo comunicato Nadia Vassallo -  che il sindaco Bini conferma il buon operato della polizia locale e ritiene che le multe date senza validi motivi siano chiacchiere distanti dalla realtà.

Ci preme tuttavia sottolineare che la risposta nel suo complesso contiene passaggi che non ci rassicurano. Se da una parte viene dichiarato che “tutto il personale” assolve al proprio ruolo con competenza, si continua invece a far ricadere sui cittadini una colpa, un vizio o un peccato.

Lo si rileva nell’affermazione che “da parte di diversi cittadini la riapertura di una serie di attività è stata colta come se sottintendesse la possibilità di recarsi presso queste attività in qualsiasi occasione e momento”. Non è chiaro quali siano da parte dell’Unione “le occasioni e i momenti” opportuni per andare nei negozi aperti. Il Governo invece chiarisce molto bene cosa ha inteso rendere legittimo con il suo decreto, attraverso la FAQ pubblicata nel suo sito istituzionale.

D: Recarsi in una qualsiasi delle attività commerciali aperte (es. edicole, tabaccai, librerie, cartolerie ecc.) costituisce una ragione legittima di spostamento?

R: Sì, lo spostamento è ammesso, purché nei limiti del tragitto più breve. Le attività commerciali aperte vanno considerate essenziali in base alla normativa emergenziale vigente, perciò l'acquisto dei beni e servizi da esse erogati si configura in termini di necessità. Conseguentemente, tale ragione di spostamento, in caso di eventuali controlli, dovrà essere dichiarata nelle forme e con le modalità dellautocertificazione e comunque dovrà sempre essere rispettata la distanza interpersonale di almeno 1 metro da ogni altra persona.

A questo punto, poiché spetta all’Unione la gestione e l’indirizzo d’azione della propria polizia locale, temiamo che questa possa essere stata influenzata da opinioni, preferenze o timori soggettivi dell’Amministrazione, abbastanza evidenti in tutto il percorso della risposta pervenuta dal Presidente dell’Unione.

La legge è molto chiara nel merito: è vietato passeggiare, è concesso invece recarsi nei negozi che il dpcm del 18 aprile ha riaperto. Auspichiamo pertanto che anche nella nostra comunità montana si applichi la legge nazionale per come è e per come è spiegata dal Governo medesimo».

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36 Commenti

  1. Per cui, per ipotesi, un abitante nel capoluogo Castelnovo ne Monti può andare in un negozio di Felina a fare spesa o deve limitarsi ai negozi di quantiere ( tragitto più breve ) ?

    Dubbioso

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  2. La logica come e’ stato piu’ volte detto dal governo e’ che bisogna ottimizzare le uscite in modo da poter effettuare piu’ acquisti o attivita’ possibili con la medesima uscita. Se il fioraio e il giornalaio sono aperti ed e’ lecito andarci in quello piu’ vicino, non e’ logico che uno esca al mattino per comprare una rosa e al pomeriggio per comprare un giornale. Magari si esce una volta e si fa’ spesa alimentare, si va in farmacia e si va a comprare le calze per il bambino neonato e si compra il giornale. Ci vuole misura e logica. Credo che sia comunque condivisibile che, se tutti escono piu’ volte al giorno per far compere nei negozi aperti o a far benzina o a cambiar le gomme o per andare al lavoro o per portare qualcosa ai parenti anziani ect ect si tornerebbe al traffico di prima del blocco. Meglio allora aprire tutto e sperare per il meglio.

    Stalingrado

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  3. L’ autocertificazione ( che ha valore legale poiche’firmata) recita tra le opzioni :motivi di salute,lavoro, urgenza e situazione di necessita’ ;inoltre e’ possibile argomentare nella riga in cui dice “a tal fine dichiara che…”.
    La dicitura “situazione di necessita’ ” e’ abbastanza chiara.

    IC

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  4. Mi è capitato di chiedere sia ai vigili di Castelnuovo e al sindaco, visto che ho letto ora, che bisogna recarsi a fare la spesa nei negozi più vicini a dove si vive, come mai mi è stato risposto che chi vive a Vetto può recarsi a fare spesa a Castelnuovo? Io vivo a Rosano e spesso vedo parecchio via vai venire verso Castelnuovo! Ma mi è stato detto che possono farlo! Come funzionano le regole? So che a Vetto esistono due supermercati.

    Cristina Tagliati

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  5. Cristina, CREDO che la disposizione sia chiara: posso andare a fare la spesa ? La risposta è : sì nel proprio comune. Quindi io faccio la spesa nel mio comune, dopo essermi confrontato con le Forze dell’ordine. Poi , se mi fanno la multa, la impugno fino alla Corte Europea e ne riparliamo. Il Governo ha precisato che, nel caso in cui tu avessi un supermercato più comodo a casa (l’esempio di Rosano e Coop calza a pennello !) tu possa andarci ANCHE se devi andare così, fuori dal tuo comune. Alcuni confondono il POSSA col DEBBA. C’è una bella differenza….

    Umberto

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  6. Il caso del dr Sciaboni è particolare perchè i quotidiani escono tutti i giorni. Le riviste no. Quindi per le edicole è impossibile applicare il criterio della concentrazione di acquisto con il minore impatto possibile sulle norme sanitarie in essere. Ve lo dice un piccolo giornalaio rurale.

    Prospero Marazzi

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  7. Giusto Prospero e per Cristina preciso che, fatto salvo (È SOLO IL MIO PARERE !) il principio che io possa fare la spesa al Conad, devo fare il percorso più breve per raggiungerlo. Non via Bagnoli-Maillo-Fontanabona-Villaberza-Felina. Quello no !

    Umberto

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  8. Premesso che adesso che non c’è il calcio (quando c’era eravamo tutti commissari tecnici) ora siamo diventati tutti esperti virologhi, medici e giuristi ritengo che ora a anche agli albori di questa pandemia si dovesse fare riferimento al sito ministero della salute. È vero che le faq sono evolute ma, tempo per tempo, sono sempre state abbastanza chiare. Penso quindi che oggi qualche zelante amministratore che già in passato fece una crociata contro chi girava a piedi o in bici da solo, rispettando le regole, oggi la faccia contro chi cerca di non andare in esaurimento e va comprare un giornale. Sempre d’accordo sul stare a casa ma anche sul fatto che sia inutile enfatizzare personalizzare norme e regole già di per sé pesanti

    Massimo

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  9. In tutta questa faccenda manca la chiarezza delle regole e non c’è nulla di peggiore di regole con diverse interpretazioni, tanto più che non ci si dovrebbe mai dover mettersi a discutere con le forze dell’ordine perché si rischia solo di peggiorare le cose. Uso il condizionale perché, per senso di giustizia, io in certi casi lo farei. Credo che si sia usata molta, troppa approssimazione nel determinare le restrizioni ed in qualche caso si è con leggerezza, ecceduto. Per esempio continuo a non comprendere quale rischio può essere causato da chi passeggia in solitaria sui nostri sentieri, o di chi va a tagliare la legna nel proprio bosco. Così come non capisco perché si facciano riaprire attività se non si permette di usufruirne. Siamo tutti in difficoltà ma questo complicare le cose crea maggiore insicurezza, non ci può e non ci si deve sentire in colpa o perseguitati se, nel rispetto delle norme, distanza da mantenere e masherine, ci si reca ad acquistare qualcosa che serve. Quale sia lo stato di necessità e cosa riguardi non è poi così facile da stabilire, quindi ben vengano le regole ma accompagnate da immancabile buonsenso da parte di tutti.

    Antonio D. Manini

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  10. A quanto sembra, Cristina ed Umberto hanno avuto risposte un po’ diverse riguardo ad una domanda analoga o similare, e ciò starebbe a dire che la norma ha verosimilmente margini di interpretabilità, il che motiva e giustifica a sua volta l’interrogazione avanzata dal gruppo consigliare Castelnovo né Cuori (per saperne di più su quanto sia permesso).

    Gli inviti alla prudenza contenuti nel comunicato stampa del Sindaco, vedi “in generale sarebbe buona norma scegliere, anche per i casi di necessità, l’esercizio del tipo al quale intendiamo rivolgerci che sia il più vicino alla nostra abitazione”, sono sicuramente importanti, ma credo non si possano equiparare le raccomandazioni alle prescrizioni.

    Dal momento che solo l’inosservanza delle seconde dovrebbe portare all’eventuale sanzione – mentre le prime sono affidate al nostro buon senso, ma anche alle condizioni in essere nei vari luoghi – andrebbe compreso bene cosa sia o no consentito, perché non tutti possono permettersi di arrivare alla Corte Europea per far valere i propri diritti.

    E’ senz’altro comprensibile che un disposto nazionale non possa normare tutto, e ogni circostanza, specie in questa emergenza, ma allora valeva forse la pena di prevedere che la parte “scoperta” potesse essere regolata dalle Istituzioni territoriali, ossia i Comuni in forma singola od associata, tenendo appunto conto delle situazioni e peculiarità locali.

    P.B. 23.04.2020

    P.B.

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  11. Un buon Consigliere, a maggior ragione se dell’opposizione, invece che cercare la polemica petulantemente, dovrebbe aiutare a migliorare la situazione della collettività. Perchè, obiettivamente, questa polemica dove porta? Che valore aggiunto da? Credo da nessuna parte e senza nessun valore aggiunto. Un buon consigliere osserverebbe che ci sono persone che, con scuse banali, escono anche quattro volte al giorno con necessità più o meno sensate. Necessità che potrebbero assolvere tranquillamente il giorno successivo, e non nelle due ore successive all’ultima uscita di casa.Se un vigile ferma lo stesso cittadino 4 volte nella stessa giornata, allora dobbiamo capire che ha più ragione il vigile nel multare, che non il Consigliere a fare dei copia incolla delle FAQ.

    Alessandro Torri Giorgi

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    • Cercare la chiarezza nei comportamenti da tenere non è petulante polemica ma un pretendere risposte a quesiti che, se lei si degnasse di leggere anche commenti dissonanti dal suo pensiero, potrebbe intuire. A chi si deve rivolgere il cittadino per non subire sanzione di carattere interpretativo ? Cosa dovrebbe fare un cittadino, pagare e tacere ? Le ricordo che tra i compiti dei consiglieri c’è quello di interessarsi e cercare di risolvere i problemi di tutti. Mi sorprende molto che ragionamenti da regime totalitario provengano proprio da coloro predisposti ad ogni occasione a dare dei fascisti agli altri.

      Antonio D.Manini

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    • Alessandro Torri, il suo modo di fare ricorda a tutti com’era brutto il fascismo perché durante il regime tutti la dovevano pensare allo stesso modo e se qualcuno non si adattava c’erano i fanatici di regime che li denunciava.

      Gianpaolo

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      • Vedete, domani festeggerò il 25 aprile, commemorando tutte le giovani ed i giovani che morirono per la nostra libertà. Non so se voi lo farete. Ma va beh, non è problema mio. Cari Antonio e Gianpaolo, visto che a me sfugge, i contenuti nella risposfa della Vassallo dove sono? Tolto quello, domande di questo tipo credo che andrebbero fatte nelle sedi opportune, perché fatte al di fuori di quelle, si rischia di fare la figura di quelli che fanno dirette FB dicendo che è stato approvato il MES. Essere uomini e donne delle istituzioni, vuol dire rispettarle le istituzioni. Diversamente si rischia di far la figura di chi fa polemica e basta. Magari non è l’intento, ma credo che così appaia a molti; non solo a me.

        Alessandro Torri Giorgi

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        • Mi dispiace deluderti ma ho sempre festeggiato il 25 Aprile e ogni volta mi hanno dato fastidio le strumentalizzazioni politiche di questa celebrazione. Sono figlio di un partigiano che aveva smesso di andare alle commemorazioni, stanco di vedere politici farsi belli con la parola Resistenza senza sapere bene cosa sia stata e l’ho convinto io a parteciparvi di nuovo. Tornando al punto in oggetto, probabilmente ti sfugge il fatto che ci sono domande, risposte ed eventuali osservazioni. Un consigliere interroga chi di dovere dovrebbe rispondere ma è difficile rispondere chiaramente basandosi su regole che non lo sono. Questa mia è una osservazione ed il concetto che voglio esprimere è semplicissimo da comprendere. Venendo alle sedi opportune, non ho mai capito perchè si tema di parlare di problemi che interessano la gente davanti alla gente stessa. La libertà è anche quella di informare e di essere informati, quella di poter dissentire come di essere d’accordo. Anche quella di discutere ma non di giudicare chi è bravo e chi no in funzione del proprio pensiero politico e proprio parlando del pensiero politico ritorniamo a parlare di libertà. Ricordiamoci anche della libertà degli altri.

          Antonio D.Manini

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        • Forse non è il caso, almeno qui in Redacon, parlare di “ sedi opportune”. Alcuni anni fa, chi è venuto qui ad invitare un Direttore Generale con un “parliamone nelle sedi appropriate” è finito col sentirsi dire che avevano chiuso il punto nascita di Castelnuovo mentre andava in Regione a discuterne la deroga. La mia non vuole essere assolutamente una polemica, ma solo un invito alla prudenza, certi modi di dire portano sfiga.

          Giovanni Annigoni

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        • Alessandro Torri spero che almeno venga ripagato per questo suo lavoro di gendarme del web. Non si preoccupi, io il 25 aprile lo festeggio continuando ad esercitare quello spirito critico che il fascismo perseguitava, mentre lei continua a fare la stampella del vincitore. Lasci stare, ormai è evidente che lei è attivo per sparare su tutti quelli che pongono problemi.
          Provi a rispettare le persone e la loro libertà d’espressione: il fascismo venne vomitato dal popolo proprio perché faceva quello che sta facendo lei.

          Gianpaolo

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  12. Siamo in un paese dove vengono stabilite regiole non chiare e comprensibili, sembra facciano apposta a lasciare libera interpretazione. Oggi non esiste l’ obbligo di uscire e di recarsi nei negozi con la mascherina, dal 4 di maggio, parole di Conte, si dovrà usare le mascherine quasi ovunque, ma dove? poche regole ma chiare per tutti. I sindaci docvrebbero intervenire e fare chiarezza, sono i primi responsabili della salute dei cittadini.

    fabio

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  13. Umberto, la mia domanda era per chi, da Vetto, viene a fare spesa a Castelnuovo, io da Rosano lo so che è più vicino Castelnuovo, quindi vengo a fare spesa lì, ma siccome c è un po’ troppo via vai e io lo vedo, abitando sulla strada principale, nn lo trovo giusto, le regole dovrebbero essere uguali per tutti!

    Cristina Tagliati

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  14. Comunque ci sono troppi furbi, per nn dire altro, ormai mi sono rotta, nelle zone limitrofe di Castelnuovo la gente gira, eccome, in bici piuttosto che a piedi, in tre per spingere un passeggino! Nn aggiungo altro, in questa situazione il buon senso è una dote di pochi!

    Cristina Tagliati

    Rispondi
  15. Lo stesso vigile che ferma la stessa persona 4 volte nella stessa giornata? Ma neanche se vedo ci posso credere. Siamo in casa da più di 40 giorni, giustamente, e si continua a sentire la stessa lamentela. Pare che nei negozi ci sia sempre la ressa. Non posso dichiararlo con certezza perché sia io che mio marito, gli unici componenti della nostra famiglia, rispettiamo le regole. Esco ogni 8/10 gg per la spesa e quando esco per questo cerco di raggruppare le varie incombenze. Sono entrata in qualche negozio e praticamente ero sola. Questa settimana ho parcheggiato in piazza Gramsci: veterinario, farmacia per animali, erboristeria: tutte e tre in quella piazza. Non ho visto nemmeno un cane tranne la mia Lola. Settimana prima acquisto mascherine in un negozio x bambini. C’eravamo in due: io e la titolare. Naturalmente stando parecchio in casa vedo poco ma non credo che tutti i cittadini escano tante volte al giorno, mi rifiuto proprio di credere che ci sia la ressa nei negozi. Questa non vuole essere la verità assoluta ma solamente il mio punto di vista.

    Paola Bizzarri

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  16. Abito a Gombio, frazione nel comune di Castelnovo Monti .Il 15 di aprile mi sono recata a far spesa alla coop di Castelnovo in un orario (12.40-1300) che mi ha permesso di non dover attendere per entrare e senza fila alla cassa.
    Al rientro, sono stata fermata dai Carabinieri che, nonostante abbia mostrato borse della spesa e scontrino, mi hanno fatto la contravvenzione di 530 euro per ” aver contravvenuto all’ordinanza in vigore ” perché, a detta del carabiniere, avrei dovuto fermarmi a felina ( dove sarei dovuta entrare in più negozi per la spesa che dovevo fare!) di conseguenza io mi trovavo lì senza un giustificato motivo.
    I Vigili urbani e gli stessi Carabinieri della stazione di Castelnovo ai quali ho successivamente chiesto chiarimenti mi hanno confermato la possibilità di poter andare da Gombio a Castelnovo a fare spesa, come appunto prevede l’ordinanza. Si mettessero d’accordo!!!

    Ivanna

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  17. Signora Ivana, lei ha fatto la spesa nel suo comune di residenza e ciò è consentito dal decreto. Il fatto stesso che le Forze dell’ordine le abbiano poi dato una diversa interpretazione, conferma le sue perplessità. Se lei ha già pagato, ha ammesso la sua colpa e parlarne serve a poco…..Se invece non ha pagato, credo che un suo ricorso, avrebbe più di una probabilità di essere accolto….

    Umberto

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  18. Essendo io residente nella frazione di Casale di Bismantova ed avendo un abitazione da cui posso scorgere la strada, ho notato che in questo periodo le forze dell’ordine transitano regolarmente 3 volte al giorno. Cessato il confinamento mi auguro che questi ” sceriffi ” continuino a vigilare con la stessa regolarità per contrastare la malavita. In passato forse si vedeva passare una pattuglia 3 volte al mese.
    Buona giornata

    Giordano Baroncini

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  19. Se non ne ho frainteso il senso, il commento di Alessandro si iscrive a quella linea di pensiero secondo la quale nulla si può esprimere, e men che meno eccepire, riguardo alle misure prese, pena il venir additati come chi vuole ad ogni costo sollevar polemiche sterili ed inopportune, e semmai prendersi anche dei petulanti, o suppergiù, qualora si insistesse nel .cercare una risposta ai propri interrogativi

    Una tale linea di pensiero ignora a mio avviso quella moltitudine di persone ligie e rispettose delle disposizioni, e che sono desiderose di non commettere infrazioni, ma si trovano talora nell’incertezza sul come doversi comportare, e chiedono semplicemente spiegazioni, e se queste arrivano in modo poco chiaro, o non arrivano, si corre il rischio di veder calare, anche di molto, la fiducia nelle Istituzioni.

    P.B. 24.04.2020

    P.B.

    Rispondi
  20. Il buon senso ci sta e ci deve essere…Ma aimè la maggior parte non conosce la legge fino on fondo..
    L’Autocertificazione non serve assolutamente e solo una pompata dei media..le multe se si fa ricorso vengono annullate sempliceme perché chi le fa dichiarerebbe il falso..
    La costituzione italiana parla chiaro!!
    Detto ciò Buon senso sempre!!! Che non si sbaglia mai ma anche da parte delle autorità e richiesto Buon senso.

    Deiv

    Rispondi
  21. Il problema è che il virus è invisibile …se fosse grande come un tirannosauro Rex non ci vorrebbe nessuno a dirci di stare a casa ….ma anche se invisibile è pericoloso più del dinosauro…non siamo costretti in casa, siamo protetti in casa…

    MB

    Rispondi
  22. Antonio Manini, in risposta ad Alessandro, scrive “mi dispiace deluderti ma ho sempre festeggiato il 25 Aprile e ogni volta mi hanno dato fastidio le strumentalizzazioni politiche di questa celebrazione”, e sono parole nelle quali mi riconosco, essendo questa la ragione che mi ha portato a non prender più parte. a ricorrenze cui avevo partecipato per tanti anni.

    P.B. 25.04.2020

    P.B.

    Rispondi
    • Caro P.B. ovviamente tra le ricorrenze a cui ha smesso di partecipare, annovera anche il Family Day, strumentalizzato dai fascisti e da Forza Italia mentre Berlusconi faceva i festini a Villa Certosa?

      Andrea

      Rispondi
  23. Caro Andrea, dal momento che ha evocato il Cavaliere, questi era proprio uno dei “bersagli” di chi utilizzava le ricorrenze, cui ero solito assistere, per “attaccare” gli avversari politici del momento (e prima di lui una eguale sorte era toccata al Segretario socialista).

    Quanto al Family Day, io non vi ho mai preso parte, e non sono pertanto in grado di sapere cosa dicessero in tali occasioni i rispettivi promotori, o partecipanti, ma non ho in ogni caso difficoltà a dire che io sono un convinto “simpatizzante” della famiglia tradizionale.

    P.B. 26.04.2020

    Rispondi
    • Gli attacchi agli avversari politici, che siano essi o meno “del momento”, dovrebbero essere a mio avviso considerati legittima espressione della libertà di pensiero, garanzia costituzionale che lei se non ricordo male ha evocato in mille occasioni. Che essi possano avvenire in occasione nelle manifestazioni organizzate per il 25 Aprile lo trovo altrettanto legittimo, semprechè non si sconfini nel teppismo o nel tifo da stadio con scontri tra le opposte fazioni.

      Andrea

      Rispondi
  24. Egr. Andrea, confermo di essere per la libera espressione del proprio pensiero, quale garanzia costituzionale, anche rispetto a chi vorrebbe invece ingabbiarla inasprendo le pene verso determinati “reati di opinione” (così da selezionare quanto ci è concesso di dire, alla faccia della libera espressione del proprio pensiero) .

    Ciò premesso, non si possono far passare per ricorrenze unitarie, ossia che appartengono a tutti – come qualcuno dice o “proclama” – quelle manifestazioni in cui si sferrano “attacchi agli avversari politici”, né ci si può poi stupire se vi è chi decide di disertarle (proprio perché si rivelano iniziative di parte).

    Infine, se si considerano legittimi gli ““attacchi agli avversari politici” in qualsivoglia occasione, si dovrebbero pure ammettere, con altrettanta “accondiscendenza”, le riserve eventualmente espresse circa le misure adottate in questa emergenza, senza etichettarle come una polemica strumentale, che non porta a nulla.

    P.B. 28.04.2020

    P.B.

    Rispondi
    • Mi stupisco del fatto che, dal suo commento, non emerga alcuna distinzione tra “ricorrenza” e “manifestazione”. In occasione di ogni ricorrenza, le manifestazioni possono essere organizzate in modo unitario o separato a seconda del fatto che i partecipanti si trovino o meno d’accordo dal punto di vista politico. Anche se ci si trova in disaccordo su quasi tutto (organizzando quindi manifestazioni separate), si può comunque celebrare ricorrenze che rimangono unitarie perchè il sentire su quel determinato argomento non è divisivo. Lo dimostra ad esempio il fatto che, storicamente, sinistra e cattolici per il 25 aprile hanno sempre manifestato entrambi, a volte insieme e a volte no. Ho invece l’impressione, ma potrei sbagliarmi, che una certa parte politica abbia deciso di utlizzare le argomentazione che lei ora mette in campo come scusa per non celebrare più il 25 aprile, strizzando per l’ennesima volta l’occhio alla destra estrema, come non ha mai disdegnato di fare (d’altra parte Berlusconi ha pubblicamente ed esplicitamente detto che “non avevano mai permesso che Lega e fascismo entrassero al governo. Li abbiamo fatti entrare noi nel ’94, li abbiamo legittimati noi, li abbiamo costituzionalizzati noi!” Fonte: discorso tenuto da Berlusconi al Teatro Manzoni di Milano, durante un convegno di Forza Italia nel settembre 2019).

      Andrea

      Rispondi
  25. Per quanto riguarda invece le riserve espresse circa le misure adottate in questa emergenza, è certamente leggittimo che esse vengano esternate. Come è altrettanto legittimo che chi pensa siano una polemica strumentale abbia il diritto di dirlo. Come spesso accade, ho l’impressione che lei confonda le critiche ad un opinione con la censura della stessa. Ognuno ha diritto di dire ciò che pensa, come gli altri hanno altrettanto diritto a dire che non sono d’accordo.

    Andrea

    Rispondi
  26. Con Andrea mi sembrerebbe di poter concludere così: in mezzo alle tante e manifeste differenze intercorrenti tra i rispettivi punti di vista, e che sono ripetutamente emerse su queste pagine, c’è forse una concomitanza di vedute nel ritenere che “ognuno ha diritto di dire ciò che pensa, come gli altri hanno altrettanto diritto a dire che non sono d’accordo”.

    Un solo accenno alle “ricorrenze” o “manifestazioni”, riguardo alle quali io non ho parlato di quelle promosse in modo separato, dove ogni parte dice la sua, in base alla propria cultura politica, ma di quelle che venivano presentate come unitarie (ma per essere tali non avrebbero dovuto entrare nella diatriba e contesa politica, quantomeno a mio avviso).

    P.B. 28.04.2020

    P.B.

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