Un appello dalla missione diocesana in Amazzonia

"La situazione qui sta peggiorando ogni giorno, aumentano le persone infettate e anche i morti. Siamo ancora nella fase della crescita, tutto è fermo e le nostre città sono praticamente isolate. Questo da una parte dovrebbe aiutare a contenere il contagio che viene da Manaus, dall’altra crea un senso di insicurezza”

Così scrivono i missionari diocesani “Fidei donum” in Amazzonia don Gabriele Burani e don Gabriele Carlotti, aggiornando sulla missione, sullo sviluppo del progetto “Kurupira” e sulle preoccupanti condizioni sanitarie dovute all’emergenza coronavirus.

“Il 13 giugno, festa di Sant'Antonio, dopo due mesi di messe virtuali, abbiamo celebrato l’eucarestia nel campo sportivo della parrocchia, con maschere e a distanza di sicurezza, mentre domenica 21 giugno abbiamo ripreso nelle sei Comunità più piccole, nella periferia della città. Giovedì 11 giugno abbiamo celebrato la solennità del Corpus Domini, la sera con la messa irradiata via radio comunitaria, mentre la processione non è stata possibile a causa della pandemia. Così al mattino siamo usciti con due macchine, due pick-up, uno caricato di altoparlanti e con alcuni giovani che cantavano e suonavano le chitarre, l’altro con il sacerdote e alcuni ministranti portando la pisside con l’Eucaristia. Siamo passati nelle sette comunità e anche all’ospedale invitando la gente, dopo due mesi di digiuno eucaristico, a venire nelle cappelle delle comunità e a fare la comunione per festeggiare il Corpus Domini. Pensavamo di cavarcela con due ore di ‘processione’ percorrendo la città seguendo il cammino delle Comunità nei quartieri … ma siamo tornati solo all’una dopo mezzogiorno.

La gente e gli animatori hanno cominciato a chiedere che il prete passasse col Santissimo nella casa di alcuni anziani e ammalati e così é stato portando in processione il Signore a chi non poteva uscire di casa, tra canti e musica di festa.

Prosegue la lettera: “Il comune di Sant'Antonio do Içá, sede della nostra missione, ha 23.688 abitanti secondo i dati statistici del 2015. I problemi sociali presenti nel comune di Santo Antonio do Içá sono: traffico di droga proveniente dalla Colombia via fluviale, sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti, povertà generalizzata, condizioni abitative precarie, mancanza di rete fognaria in molti quartieri.

Davanti a questa situazione di rischio e vulnerabilità sociale, principalmente in relazione al traffico di droga e allo sfruttamento sessuale di bambini e adolescenti, nel 2010 é nato il progetto “Kurupira” per offrire a bambini, adolescenti e giovani attività sportive che li tenessero lontano dalla strada.

Vorremmo riorganizzare questo progetto, valorizzando il servizio di alcuni volontari che in questi anni hanno continuato alcune attività, come pure creare una rete tra ragazzi, le loro famiglie molto precarie e chi ha responsabilità politico-sociale nel Comune. Come chiesa ci mettiamo le strutture: palestra, sale di incontro, attrezzature sportive, l’accompagnamento etico con una certa presenza negli incontri con ragazzi e loro genitori. Cerchiamo aiuti e finanziamenti nel governo dell’Amazzonia e anche da entità di appoggio straniere come industrie, diocesi missionarie e gruppi spontanei solidali. Chiediamo al Comune locale una collaborazione mettendo a disposizione assistente sociale e psicologa, come pure alcuni operatori nel campo educativo. Cercheremo di coinvolgere le comunità cristiane che formano la nostra parrocchia e anche il commercio locale.

Per ora stiamo cercando di formare una associazione che possa sostenere giuridicamente il progetto e abbia accesso alle linee di finanziamento del governo locale.”

Per aiutare lo sviluppo di questo progetto, in una situazione tanto più provata dalla pandemia di Covid-19 (è notizia di lunedì 22 giugno che in tutto il Brasile i morti hanno superato il numero di 50.000 e i contagi il milione di persone; i quattro ospedali di Manaus sono ormai al collasso a causa del numero di contagiati), e per assicurare un aiuto significativo alla missione diocesana in Amazzonia è possibile contattare il Centro Missionario Diocesano (Via Vittorio Veneto 6, Reggio Emilia, tel.0522/436840)

Giuseppe Adriano Rossi

Nella foto 1: i missionari diocesani don Gabriele Burani e don Gabriele Arlotti assieme a don Pietro Adani direttore del Centro Missionario Diocesano

Nella foto 2: don Burani e don Carlotti concelebrano con il vescovo in  Amazzonia

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