Fausto Nicolini in pensione, le critiche di Castelnovo ne’ Cuori sull’operato

Nei giorni scorsi alla guida dell'Ausl di Reggio Emilia è avvenuto l'avvicendamento tra Fausto Nicolini, che ha scelto la pensione e la dottoressa Cristina Marchesi, nuova direttrice. Molti gli attestati di stima al direttore generale, ma anche qualche critica.

Dall'Appennino la voce di Castelnovo ne' Cuori.

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La lista civica Castelnovo ne’ Cuori ritiene molto importante e aderente alla realtà la riflessione della dottoressa Diana Salvo, ex direttore di Medicina Nucleare dell’ospedale Santa Maria da 8 anni in pensione.

Aggiungiamo che ieri i medici di base sono stati incaricati tramite mail di avvisare le partorienti che i punti nascita chiusi in provincia non riapriranno fino al 30 settembre, senza fornire alcuna giustificazione per questa decisione.

Ora se c’è un motivo, questo non dipende dall’emergenza dei mesi scorsi ma, andando a senso, da quello che potrebbe succedere da ora in avanti. Di fatto oggi la Ausl senza fornire spiegazioni e obiettivi continua ad adottare provvedimenti sospensivi che passano di temporaneo in temporaneo. Ciò significa per i punti nascita una riorganizzazione capoluogo-centrica e per le altre prestazioni ambulatoriali e per i ricoveri il demandare sempre più al privato, anch’esso centralizzato a Reggio.

Siamo molto perplessi da una politica della sanità regionale che brilla per faraonici investimenti edilizi e non riesce più ad attrarre risorse mediche qualificate, perdendole a favore del privato.

La sanità deve tornare ad essere un servizio per i cittadini e non un motore di spesa pubblica vuota al suo interno.

Riportiamo per sintesi i contenuti della lettera della dottoressa Salvo.

“Ritengo che queste celebrazioni di plauso all’operato di Nicolini non rendano giustizia al reale sentire di tutti coloro che hanno vissuto ed operato per la crescita e che ora ne vivono con apprensione la decadenza:

  • Perdita di rapporti democratici all’interno, mancanza di dialettica e demotivazione del personale.
  • Perdita di attrattività della struttura ospedaliera per le professionalità medico chirurgiche che anziché entrare escono. Drammatica situazione di mancanza di professionisti nei settori Pronto Soccorso e Anestesia Rianimazione, con conseguenza su attività chirurgica.
  • Prestazioni ambulatoriali oltre i tempi stabiliti dalle norme regionali e crescente esternalizzazione ai privati.
  • Emergenza Covid ha spostato gran parte dell’attività chirurgica sulle Case di Cura della città. Ora che non c’è più l’emergenza comunque non riprende l’attività di chirurgia vascolare, urologica, toracica e protesica ortopedica con inutilizzo di un intero comparto operatorio e del personale infermieristico.
  • Concorsi primariali disertati dagli esterni per profili richiesti troppo personalizzati.

Occorre smettere toni autocelebrativi e avviare una riflessione sugli obiettivi di sanità di alto livello che dia soddisfazione ai cittadini e ai professionisti.”

 

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