Dopo il lockdown riprende l’ascesa della sinistrosità stradale: una nota dell’Osservatorio provinciale

Sono stati 283 gli incidenti stradali con lesioni che si sono registrati nella nostra provincia nei primi sei mesi dell’anno, con otto vittime mortali e 358 feriti. E’ questo il risultato del monitoraggio che l’Osservatorio Provinciale Sicurezza Stradale effettua quotidianamente sulla base delle cronache giornalistiche, alle quali sfuggono alcuni incidenti meno gravi e quelli con soli danni a cose (generalmente di minore interesse). Le cifre sono pertanto sensibilmente approssimate per difetto.

Il dato è in apparenza inferiore al passato, se si considera che durante il periodo del lockdown si è registrata un’incidentalità prossima allo zero.Ciononostante il fenomeno infortunistico provinciale appare in tutta la sua gravità, se si considera che nei mesi di maggio e giugno la curva degli incidenti ha subito un forte rialzo ed ha mostrato taluni aspetti fino ad ora sconosciuti nella nostra provincia.

Un esempio per tutti la sinistrosità “autonoma”, ovvero, la fuoriuscita solitaria dei veicoli dalla sede stradale senza alcun apparente motivo. Dei 283 incidenti, quelli dove la fuoriuscita non è dipesa da altri veicoli sono stati 54, vale a dire il 20% del totale.  Questo significa che un veicolo su cinque esce improvvisamente dalla strada ponendo così a forte rischio il conducente ed anche chi si trova in quel momento a circolare a piedi o su di un altro mezzo.

L’aspetto più inquietante, tuttavia, è rappresentato dal fatto che il fenomeno riguarda tutte le tipologie di veicoli: dalle biciclette alle moto, dalle autovetture ai mezzi pesanti e persino ai pullman. Certamente fra le cause di una simile sinistrosità padroneggia la velocità, ma oramai non è più la componente esclusiva. Distrazione, uso del telefono cellulare, eccessiva fiducia nella padronanza del mezzo (e la sovrastima delle proprie capacità), guida in stato di ebrezza o alterata da sostanze stupefacenti, sono diventati il motivo principale degli incidenti di questo genere.

Da maggio, inoltre, ha subito un forte rialzo anche la sinistrosità legata ai motocicli: 34 i sinistri con feriti, con una percentuale prossima al 12%; fra questi alcuni conducenti sono risultati gravemente feriti e tuttora un paio di loro si trovano ricoverati ed in fase di prognosi riservata.

Sono stati 31, invece, i sinistri con feriti che hanno riguardato i ciclisti, alcuni dei quali in fase di attraversamento regolare sulle strisce ciclopedonali. Per questa categoria la percentuale di sinistrosità rispetto al numero complessivo di incidenti è del 11%. Sette i pedoni investiti, la maggior parte investiti sulle  strisce pedonali.

 Fra le 8 vittime che hanno perso la vita si sono registrati 3 conducenti di autovetture, 2 di mezzi pesanti, 2 pedoni ed un ciclista, con un’età media di 47 anni. Un tributo di sangue e di sofferenza, dunque, troppo alto per la nostra provincia.

 

IL COMMENTO DEL DIRETTIVO DELL’OSSERVATORIO PROVINCIALE SICUREZZA STRADALE

 Alla fine, dopo la fase 1, 2, 3  è tornata la piena libertà di movimento e ce ne siamo accorti bene guardando forse per la prima volta con occhi diversi la “strada”, quasi che fosse qualcosa di apparentemente diverso da ciò che era prima dell’avvio della pandemia. Nonostante il graduale ritorno alla “normalità”, non sono cambiati i problemi che si registravano sulle strade fino allo scorso febbraio, a cominciare da una sconcertante insicurezza stradale.

Basti pensare che nel solo ultimo fine settimana di maggio, in tutta Italia si sono registrati 12 incidenti con conseguenze mortali fra i motociclisti; 18 le vittime (fra conducenti e passeggeri), con un picco di 7 motociclisti morti in soli 3 schianti. Non solo. Fra gli effetti della pandemia sono tornate alla ribalta anche le oramai dimenticate “stragi del sabato sera”: nelle notti del primo fine settimana di luglio, si sono contati in tutta la Penisola 11 sinistri gravi con 5 vittime mortali e 24 feriti (fonte Asaps). Una vera ecatombe se si considera che le discoteche sono ancora chiuse!

E la nostra provincia non è stata da meno. Lo confermano i controlli delle forze di polizia nei fine settimana soprattutto in ambito montano, dove l’utenza motociclistica decuplica e scompare nell’arco di 48 ore. Non da meno gli incidenti dove protagonisti sono pedoni e ciclisti, in gran parte “colpiti” sui rispettivi attraversamenti ciclo-pedonali o in condizioni di ordinaria circolazione.

Ma il dato più inquietante sono quei 54 sinistri (su 283 totali nei primi sei mesi dell’anno) avvenuti per fuoriuscita autonoma. Un veicolo su cinque, nella nostra provincia, esce improvvisamente di strada per schiantarsi contro un muro, un albero, un ostacolo.

Quali siano le cause possiamo immaginarcelo: distrazione, uso indiscriminato e patologico del cellulare, condizioni psico-fisiche non idonee. Ma non sono le cause a preoccuparci, semmai il rimedio. Senza una chiara consapevolezza di ciò che si è abbattuto improvvisamente sulle nostre strade, si prospetta una estate molto difficile. Per questo motivo, non possiamo rimanere indifferenti ed occorre mettere in campo tutte le forze disponibili per far rientrare la sicurezza stradale nelle agende politiche locali e nazionali.

Il Consiglio direttivo: Sergio Alboni, Matteo Iori, Mirco Baraldi, Pierpaolo Comastri, Lazzaro Fontana, Ermanno Mazzoni, Roberto Rocchi

 

 

 

 

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