La valle del Dolo affronta un progetto di turismo sostenibile partendo dalla centrale di Farneta e dalla diga di Fontanaluccia

Un ambizioso progetto di turismo sostenibile volto a promuovere itinerari inesplorati, paesaggi naturalistici mozzafiato, tesori architettonici nascosti, anche attraverso la mobilità elettrica, nella Valle del Dolo, in un esteso territorio che attraversa e unisce l’Appennino modenese e reggiano.

Parte dalla Centrale idroelettrica di Farneta e dalla Diga di Fontanaluccia l’inedita e innovativa iniziativa promossa da Enel Green Power, proprietaria degli impianti, i comuni di FrassinoroVilla MinozzoMontefiorinol’Ente Parco Nazionale Appennino Tosco-Emilianol’Ente Parchi e biodiversità Emilia Centrale che, insieme, hanno immaginato un nuovo modo di fruire e vivere l’Appennino collaborando alla realizzazione di un grande progetto di turismo sostenibile nell’area modenese-reggiana.

E’ stato firmato da tutti gli attori del cosiddetto “Progetto Fontanaluccia” il Memorandum d’intesa che dà il via alla parte operativa dell’iniziativa ovvero alla creazione di una “Cabina di Regia” la quale, attraverso gruppi di lavoro tematici, proceda alla programmazione delle singole attività turistiche, culturali e naturalistiche.

Entrando nel merito del Progetto, le idee da concretizzare vanno in diverse direzioni con un unico comune denominatore, la valorizzazione e il rilancio culturale, economico e sociale del territorio attraverso la creazione di un sistema turistico che ruoti attorno ai temi dell’acqua e dell’energia: dalla realizzazione di un percorso in sponda destra del lago artificiale di Fontanaluccia e Gazzano, nel comune di Frassinoro, collegato con il paese di Gazzano nel comune di Villa Minozzo ed in continuità con la Via Matildica del Volto Santo alla creazione di percorsi sicuri per visite guidate presso la Centrale di Farneta; dalla creazione di un processo di coinvolgimento e partecipazione di tutti gli operatori turistici e delle comunità locali al Progetto alla realizzazione di una Cartoguida che riporti tutti i luoghi di interesse, i sentieri che li collegano e  i servizi turistici presenti alla promozione di una mobilità sostenibile all’interno dell’Area con l’installazione di un circuito di infrastrutture di ricarica per i veicoli elettrici; dalla riqualificazione dell’ambiente naturale delle aree interessate agli interventi volti al rilancio di luoghi di grande valore storico e simbolico  quali il Museo della Resistenza a Montefiorino.

Il “Progetto Fontanaluccia” vuole disegnare un nuovo laboratorio turistico  in cui ogni singolo tassello, dalla grande monumentale diga di Fontanaluccia al piccolo edificio contadino, dall'importante emergenza naturalistica al piccolo albero che produce frutti antichi, dalla produzione agricola DOP del Parmigiano Reggiano alla piccola produzione di nicchia, permette di arrivare a comprendere in profondità la ricchezza del territorio.  Ai turisti che sceglieranno di “vivere” questi luoghi, verranno offerte itinerari e proposte, che favoriscano una fruizione lenta e consapevole dei luoghi, un “racconto” del territorio, coordinato e coerente, che sappia cogliere la complessità e la ricchezza in tutti i suoi elementi.

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2 Commenti

  1. Ottima iniziativa c’è così tanto da scoprire in un territorio meraviglioso dal punto di vista naturalistico e storico – culturale.

    MB

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  2. Mi complimento con gli autori di questo progetto, un sistema turistico funziona se si possono offrire tante opportunità di intrattenimento. Questo progetto, alle attività culturali e naturalistiche può aggiungere quelle tecniche, sono poche le occasioni di poter visitare una Centrale storica come quella di Farneta, è un’opera d’arte meccanica; dalle turbine, agli alternatori alle condotte forzate; ma la cosa più importante è far capire ai ragazzi le grandi potenzialità delle acqua di un invaso di produrre energia pulita nel momento in cui serve.

    Franzini Lino

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