Parto prematuro a Castelnovo ne’ Monti. Il M5S: “basta far correre rischi a mamme e bambini, il punto nascita deve riaprire al più presto”

Nella prima mattinata di oggi, domenica 26 luglio, una donna residente nel comune di Castelnovo ne’ Monti, alla 24° settimana di gravidanza, si è presentata al Pronto Soccorso dell’ospedale montano per dolori addominali.

I sanitari, in continuo contatto con il personale dell’Arcispedale Santa Maria Nuova di Reggio Emilia, hanno deciso di attivare l’elisoccorso per l’immediato trasporto a Reggio. All'arrivo dell’elicottero,  poiché era già iniziato il travaglio attivo, i sanitari hanno deciso di espletare il parto all’Ospedale Sant’Anna, dove è nata una bambina, assistita dal personale ostetrico e anestesiologico che ha provveduto alla sua stabilizzazione.

Successivamente la bambina è stata presa in carico dall’èquipe neonatologica del Santa Maria Nuova giunta nel frattempo a Castelnovo ne' Monti e quindi trasferita in neonatologia a Reggio Emilia. Contemporaneamente anche la madre, le cui condizioni sono sempre state buone, è stata trasferita in ambulanza a Reggio Emilia.

Le condizioni della piccola sono attualmente stabili, sebbene critiche, in relazione alla sua prematurità estrema e al bassissimo peso.

La risposta del M5S: “basta far correre rischi a mamme e bambini. Il punto nascita deve riaprire al più presto”

Questo quanto afferma Silvia Piccinini, capogruppo regionale del Movimento 5 stelle, riguardo al parto prematuro che si è verificato all’ospedale Sant’Anna di Castelnovo ne’ Monti. “Il parto in emergenza che si è verificato all’ospedale Sant’Anna dimostra ancora una volta l’assoluta necessità della riapertura del punto nascite di Castelnovo. Non si può continuare a mettere a rischio la vita delle mamme e dei loro bambini. La Regione acceleri l’iter di riapertura”.

Soltanto pochi giorni fa l’assessore regionale alla Sanità, Raffaele Donini, ha spiegato come l’emergenza Covid-19 abbia congelato l’iter per la riapertura dei punti nascita di montagna, compreso quello di Castelnovo ne’ Monti. "Crediamo che ora sia il momento di dare una netta accelerata a questo processo, perché le mamme che vivono in Appennino hanno tutto il diritto di usufruire di un’assistenza sanitaria degna di questo nome" - continua la capogruppo.

Come dimostrano episodi come quello dell'altra sera all'ospedale Sant'Anna, nemmeno il trasporto con l’elisoccorso all’ospedale di Reggio Emilia può essere definito sicuro, perché in molti casi è reso impraticabile per i tempi strettissimi di intervento. "Per questo il punto nascita di Castelnovo deve riaprire al più presto, questa è l’unica soluzione possibile per garantire la sicurezza necessaria” conclude Silvia Piccinini.

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9 Commenti

  1. Grande ospedale di Castelnovo ne Monti,sono stati in grado di fare vedere quanto valgono un augurio alla mamma e alla nasciturna, che sia stata di buon ospizio per un’eventuale speranza !!!

    Gilioli Chiara

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  2. Questo ci fa capire quanto poco sia tutelata la salute delle donne e mamme e dei futuri montanari. Eppure anche noi donne paghiamo le tasse e contribuiamo regolarmente al funzionamento dei servizi. Continuiamo pure a nasconderci dietro la “sicurezza” della neonatologia di Reggio. Ricordiamoci solo che le ostetriche che ci sono adesso in ospedale a Castelnovo hanno ancora tanta esperienza di parti, ma nel futuro non sarà più così. Ma non sono problemi che toccano direttamente chi dall’alto prende le decisioni.

    Francesca

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  3. Non a caso la pupa è nata il giorno di sant Anna. Festa dell ospedale..auguri alla piccola e genitori .

    Mariapia

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  4. Ma qualcuno si è reso conto che la piccolina ha solo 24 settimane?! Per fortuna che esiste la neonatologia di Reggio dove ci sono operatori competenti in grado di dare la giusta assistenza. Visto che è nata il giorno di Sant’Anna preghiamo perchè vegli sulla fragile vita di questa bimba e che possa dare forza ai genitori di vivere questo tempo di grande e dolorosissima prova!

    Chiars

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  5. Certo,per fortuna che esiste la neonatologia a Reggio ed un grazie di cuore a tutti coloro che sono intervenuti per salvare la vita di mamma e bimba!
    Ma chi auspica la riapertura del punto nascite a Castelnuovo e la riattivazione di tutti quei servizi eliminati nel corso della gravidanza per cui le future mamme sono costrette ad andare a Reggio anche per un tracciato di controllo(almeno così è quanto si dice),non pretende nulla di particolare se non il regolare procedere di una gravidanza seguita fino al suo compimento.Poi è chiaro che le prestazioni specialistiche a volte necessarie,si possono trovare solo là dove i servizi sono debitamente attrezzati;e questo vale sia per quanto riguarda il parto come,in genere,per le patologie.
    In questo caso la piccolina ha deciso per conto suo,in barba a tutte le motivazioni più o meno pretestuose messe in atto da chi,a suo tempo,ha deciso di privare la montagna di un servizio essenziale.
    Le 24 settimane sarebbero state comunque tali anche se la signora si fosse trovata su un’ambulanza o su un elicottero…almeno ha dato alla luce la sua creatura nella serenità di un ambiente ospedaliero,circondata di attenzioni.
    Auguro con tutto il cuore a lei ed alla sua piccolina tutto il bene possibile,sicura che a Reggio troverà le cure necessarie per lei e per la bimba.
    S.Anna e la Madonna della Pietra le proteggano!

    Cagnoli Maria Gabriella

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  6. Buongiorno.
    Volevo brevemente intervenire (sulla base di quanto so dalle notizie di stampa) in quanto ostetrica (ormai in pensione) e figlia di “levatrice” del crinale toscano, da sempre vissuta a cavallo tra i due versanti dell’appennino.
    Se questo parto “prematuro” fosse accaduto nel 2017, quando la maternità dell’ospedale di Castelnovo era in funzione, le fasi dell’intervento sarebbero probabilmente state identiche:
    L’ostetrica e l’anestesista avrebbero curato il neonato,assieme al ginecologo che, in questo caso, davvero poco avrebbe potuto fare perché l’opzione Teglio Cesareo era impraticabile.
    La sola differenza era che avrebbero operato nei locali della sala parto anziché in Pronto Soccorso, ma il neonato sarebbe stato assistito, ventilato e riscaldato in termoculla così come fatto in Pronto soccorso, sino all’arrivo degli Specialisti neonatologi da Reggio.
    Quello che invece mi preme sottolineare è che, nel 2020, con tutte le tecnologie a disposizione, una gravida alla 24° settimana con problemi riconducibili alla gravidanza non dovrebbe mai accedere ad un Pronto Soccorso senza Punto Nascita e Neonatologia ma essere subito accompagnata, dal 118 e, in caso, dai Volontari e/o Parenti, al Centro di Riferimento di Reggio.
    Questo “disguido” non è colpa della gravida, ma va imputato sicuramente ad una scarsa capacità di comunicazione da parte dell’Azienda Sanitaria che, sin dall’inizio della gravidanza, ha preso in carico la gravida, con tutte le ansie, paure, dubbi e incertezze che caratterizzano questo felice momento della vita di una donna.
    Il mio piccolo monito, indipendentemente da dove nasceranno i futuri bambini montanari, è quello che l’Azienda Sanitaria curi molto ma molto di più la trasmissione della cultura di sicurezza con le future mamme.
    Grazie a tutti

    Agnese

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  7. Agnese, cosa ne sapeva questa giovane mamma, i parenti o il 118 che i dolori di pancia della gravida erano dovuti ad un parto imminente alla 24 settimana? Una futura mamma ha da attraversare e superare 9 mesi di pensieri… dovrebbe tutte le volte andare a Reggio a verificare poiché, come dice lei, non dovrebbe partorire in emergenza a Castelnovo?
    Il ragionamento mi sembra che non porti da nessuna parte. Sarebbe invece più utile affermare che non si possono lasciare le donne senza punto nascita in un territorio così vasto e difficile.

    Gianpaolo

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  8. Buongiorno Gianpaolo,
    credevo di aver ben precisato che la gravida, con tutti i giusti dubbi e pensieri che costellano la felicità del momento, non deve essere lasciata sola a pensare cosa fare ma l’Azienda sanitaria, preposta a questo dalla Legge, deve tutelare la Sua sicurezza e quella del nascituro spiegandoLe chiaramente cosa, come e quando rivolgersi al Centro di riferimento ove, in caso di evento prematuro, è presente la miglior struttura per Lei ed il neonato.
    Questo è quello che il 118 e le strutture sanitarie di emergenza territoriale sanno di dover fare, ma ai neo-genitori va chiaramente spiegato che, in gravidanza, chiamare il 118 o i riferimenti che l’Azienda fornisce non è mai un “eccesso improprio” anzi…
    Il difetto grave dell’Azienda Sanitaria è non aver curato questa comunicazione, difetto che in casi simili a quello occorso (e stavolta no, ma per fortuna) può, disgraziatamente, portare a conseguenze irreparabili.
    Non è un problema di Punto Nascita, è un problema di Assistenza Neonatale!
    Grazie per la Sua attenzione.
    Agnese

    Agnese

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