Il governatore Bonaccini e una forma eccezionale di 15 anni di Parmigiano Reggiano al posto… della Fiera di Casina

Sarà il taglio di un’eccezionale forma di Parmigiano Reggiano di montagna di 15 anni della Latteria del Parco (Ventasso) a celebrare quella che avrebbe

dovuto essere la 54° edizione della Fiera del Parmigiano Reggiano di Casina, nell’Appennino Reggiano. Il ricavato della forma che sarà tagliata dopo l’intervento governatore della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini e dei vertici consortili, sarà devoluto a sostegno dei volontari del soccorso della Croce Verde Alto Appennino.

“L’emergenza dettata dalla pandemia -  spiega Stefano Costi, sindaco – quest’anno ci impone di rimandare all’anno prossimo attività che possano generare pericolosi assembramenti. Ricordo che ogni anno questa particolare fiera richiama 20 mila persone, coinvolge 35 caseifici di montagna col Palio e la Gara del taglio della forma, vende 50 forme di prodotto. Ciò nonostante sabato 1 agosto 2020 avremo un importante momento di incontro all’aperto sul tema tradizionale della Fiera: il Parmigiano Reggiano e il vivere in montagna”.

In occasione del mercato cittadino, salirà a Casina, infatti, il governatore della Regione Stefano Bonaccini che visiterà, dalle ore 10, le due latterie del territorio, San Giorgio e Migliara.

In una mattinata che ha per titolo “C’è e ci sarà la Fiera del Parmigiano Reggiano: prospettive di sviluppo per il prodotto di montagna”, nel giardino di fronte al municipio alle 11.15 interverranno quindi lo stesso Stefano Bonaccini, presidente della Regione Emilia Romagna, Alessio Mammi, assessore regionale all’agricoltura, Guglielmo Garagnani, vicepresidente vicario del Consorzio Parmigiano Reggiano, Lorenzo Pinetti, presidente Sezione di Reggio del Consorzio Parmigiano Reggiano, Stefano Costi, sindaco di Casina. Coordina Gabriele Arlotti, giornalista.

A seguire avverrà il taglio della forma del Parmigiano Reggiano di Montagna della Latteria del Parco, prodotta nell’anno 2005. Il Parmigiano Reggiano è un prodotto che può  sostenere stagionature anche ultradecennali, le quali hanno un mercato di estimatori tra gli chef e nel mondo della gastronomia anche dell’Oriente, spesso con quotazioni record. “Credo – spiega Martino Dolci, presidente della Latteria del Parco – che questa fiera rappresenti l’occasione migliore per presentare un prodotto unico che, grazie alle sue qualità intrinseche, lo rende il formaggio che può stagionare di più al mondo. Riteniamo sia altrettanto doveroso sostenere le persone che, in questi mesi, si sono spese per gli altri”.

Chi volesse prenotare un chilo (o più) di questa forma può contattare il numero 3425182153 (offerte per beneficenza di 30 euro o superiori al chilo). L’intero ricavato sarà devoluto appunto a sostegno dei volontari della Croce Verde Alto Appennino.

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Un Commento

  1. Fa piacere che il presidente faccia visita a due Caseifici importanti del nostro territorio, ma attenzione che nella nostra regione siamo ancora in tanti che non abbiamo ricevuto da marzo un euro di cassa integrazione in deroga e alcuni dei dipendenti pubblici, che avrebbero dovuto lavorare le nostre domande mentre lavoravano (?) da casa, ora vanno anche in ferie ad agosto senza evadere decine di migliaia di pratiche di cittadini in attesa di un segnale. Nelle imprese private le ferie si fanno quando finisce l’emergenza, ma lo stato e la regione sono bravissimi a dettare le regole per loro.
    E non veniteci a dire di chiedere un anticipo di cassa alle banche. Se qualcuno non ha visto quanto è farraginoso l’accordo tra inps e banche vi invito ad informarvi o a chiedere ad un vostro amico che lavora in banca quando è scritto male quell’accordo (in sintesi: serve l’apertura di un fido e il cittadino deve praticamente denunciare che non arriva a fine mese, se lo stato non paga la responsabilità ricade sul cittadino!…w la dignità, la burocrazia e lo scaricabarile). Chiedetegli anche del cura italia e dei prestiti alle imprese già che ci siete.
    Non so se andiamo avanti così se sia meglio che ci occupiamo di quanto è buono il nostro formaggio o è meglio che pensiamo prima a chi da marzo non lo può più comperare. Nessun elemosina, nessun reddito di cittadinanza, basterebbe rispettare le promesse (facile annunciare miliardi che non arrivano) e non prendere in giro la gente che lavora(va).
    Immagino che Salvini avrebbe fatto di peggio, ma una volta tanto, in un momento così delicato, riusciamo a fare a gara a chi fa meglio e governare un minimo seriamente?

    FP

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