Bulloni svitati, signora cade dalla panchina

Un lungo sfogo di una signora che vive e lavora a Reggio, sui social. Anna Pelegrinelli racconta quanto accaduto alla madre nella giornata di ieri.

"Oggi - ieri ndr - pomeriggio mia madre è caduta da una panchina situata vicino al bocciodromo. Alla panchina erano stati svitati i bulloni che la tenevano fissa a terra e poiché è situata in prossimità di una riva, mia madre cadendo indietro è letteralmente rotolata in fondo.
Se la è cavata con un piccolo taglietto in testa e si spera nient'altro di grave, poiché si è sottoposta un mese fa a un'operazione delicata, motivo per cui una caduta del genere proprio non ci voleva".

"Però magari qualcun'altro poteva rompersi l'osso del collo.  O subire un trauma cranico.  O farsi veramente molto male - prosegue con la propria denuncia la figlia  - Tra l'altro ho visto poco dopo sedersi su quelle panchine due signore anziane. Ora, non so se fossero i dipendenti o i proprietari del bocciodromo, che tra l'altro ringrazio perché hanno soccorso mia mamma e si sono resi disponibili, mi hanno riferito che purtroppo stanno accadendo atti di vandalismo in paese e questo è chiaramente uno dei tanti, perché una panchina fino a prova contraria non si svita da sola i bulloni. E no, non era logorata e non era rotta, infatti è già stata nuovamente fissata a terra".

"Ho anche scoperto che c è una telecamera che dà proprio sulle panchine in questione e in questi giorni verrà presa in esame, perché ovviamente abbiamo già avvisato il Comune e Forze dell'Ordine. Il mio appello sarebbe quello di chiedere ai responsabili di questo gesto di farsi avanti, perché se ci sarà il filmato sicuramente verranno riconosciuti e perché magari il tutto si può risolvere con delle scuse invece che in un aula di tribunale, perché questo sarà il passo successivo. Dico 'sarebbe' perché so già che queste persone si nasconderanno ed è esattamente quello che mi aspetto da dei vigliacchi del genere, ma sono sempre pronta a ricredermi. Comunque oggi è capitato a me, domani capita a voi".

"Quindi chi sa parli - conclude la Pelegrinelli - e in qualche modo lo faccia sapere direttamente a me o a chi di dovere.  Non ho intenzione di mettere alla pubblica gogna nessuno, bastano delle scuse e il tutto si risolve. Mi rivolgo eventualmente anche ai genitori o ai parenti o agli amici di chi possa avere fatto questa bastardata: queste non sono ragazzate, non sono cose da ragazzi, non c è nessun tipo di giustificazione perché si può morire o rimanere infermi per una bravata. Chi sa parli, grazie oppure ci si rivedrà nelle sedi opportune".

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Un Commento

  1. Signora Paganelli questa non è stata una ragazzata ma la maleducazione e irresponsabilità che serpeggia in persone sprezzanti della vita altrui!! Vorrei sperare che queste persone vengano identificate e che paghino le loro malefatte. Se le famiglie non sono capaci di educare almeno devono pagare!!!!

    jimmy

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