Tre piste ciclabili in Appennino saranno realizzate dal Parco per 1,360 milioni di euro

Tre piste ciclabili, in aree panoramiche e altamente suggestive dell’Appennino, per salvaguardare e valorizzare ulteriormente l’ambiente, ma anche per non sprecare l’opportunità di rilancio offerta dal vero e proprio boom turistico che, in quest’estate post-lockdown, si è registrato in tutta la montagna reggiana. Saranno realizzate dal Parco nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano – d’intesa con la Provincia di Reggio Emilia ed i Comuni interessati - da Cerreto Laghi al Passo, lungo la Gatta-Pianello nella valle dei Gessi triassici e dal borgo di Sologno a Minozzo e Villa.

I tre progetti, candidati dal Parco nell’ambito del programma “Parchi per il clima” in adesione ai bandi e criteri del Ministero dell’Ambiente per gli anni 2020/2021, ammontano complessivamente a 1 milione e 360.000 euro e saranno realizzati, si conta entro un paio d’anni, grazie a un comitato di coordinamento composto da Provincia di Reggio Emilia, Parco nazionale, Comuni di Ventasso e Villa Minozzo. E proprio a Palazzo Allende il protocollo tra i quattro enti è stato presentato questa mattina dai presidenti di Provincia e Parco, Giorgio Zanni e Fausto Giovanelli, e dai sindaci Antonio Manari ed Elio Ivo Sassi.

“E’ un progetto ambizioso, che coinvolge gran parte del nostro Appennino e che ci permette di proseguire un percorso di valorizzazione della nostra montagna che abbiamo avviato da tempo – ha detto il presidente della Provincia di Reggio Emilia, Giorgio Zanni – Lo faremo attraverso la mobilità dolce, che da sempre rappresenta un fiore all’occhiello dei reggiani e per la quale investiamo 1,5 milioni all’anno, per sostenere ulteriormente un territorio ricco di eccellenze, ambientali ed eno-gastronomiche, che rappresenta una importante vetrina della nostra provincia”.

“Saranno le prime ciclabili dell’Appennino, a loro modo opere emblematiche per la nostra montagna, in grado di aprire la strada a nuovi turismi”, ha sottolineato il presidente del Parco nazionale, Fausto Giovanelli, illustrando nel dettaglio i tre progetti: la pista in alta quota che da Cerreto Laghi porterà fino al Passo (728.000 euro), quella che costeggerà la Gatta-Pianello nei pressi delle Fonti di Poiano (432.000 euro) e che, un domani, potrebbe connettersi alla Fondovalle del Secchia e la via “di estrema qualità panoramica” che da Sologno, un borgo nel perimetro del Parco, raggiungerà Villa (200.000 euro).

“Il nostro Appennino sta entrando nella bike economy e può competere con Svizzera e Alto Adige in un settore con enormi potenzialità, non solo turistiche”, ha aggiunto Giovanelli sottolineando come “la bicicletta stia diventando un marchio più appetibile dello sci e come le piste ciclabili, oggi, rivestano la stessa importanza che avevano un tempo gli impianti di risalita”.

“Il turismo rappresenta una voce fondamentale per i comuni di crinale e questa estate abbiamo registrato un numero di presenze davvero enorme, abbiamo avuto alberghi e ristoranti quasi sempre pieni, ma anche tanti acquisti di unità abitative da parte di persone che da anni non frequentavano più questi territori”, ha detto il sindaco di Ventasso, Antonio Manari, ricordando anche l’importante lavoro che, con alcuni imprenditori e un finanziamento dell’Unione montana, “si sta compiendo per potenziare le piste ciclabili fuori strada, con ormai quasi 100 chilometri percorribili in carraie o boschi, o, grazie proprio alla sensibilità del Parco, per ristrutturare e rilanciare il palaghiaccio, un polo di attrazione che non ha eguali in tutta la regione”.

“I turisti sono tornati a frequentare l’Appennino reggiano, ora dobbiamo essere bravi a non perderli e ci riusciremo solo rendendo sempre più appetibile questo territorio”, ha concluso il sindaco di Villa Minozzo, Elio Ivo Sassi, per il quale “la nuova pista ciclopedonale che da Sologno porterà a Villa è un ottimo modo per fare nuovo turismo e, contemporaneamente, dare una risposta alle esigenze delle sempre più numerose persone che, grazie alla nuova tendenza delle e-bike, vogliono percorrere in sicurezza le belle strade che attraversano le nostre montagne”.

La progettazione dei tre nuovi percorsi, che in parte già stata affidata, sfrutterà anche le nuove norme del Decreto semplificazione che introducono le corsie ciclabili - spazi riservati a ciclisti su strade ordinarie, con semplice segnaletica orizzontale - di più facile realizzazione e comunque valide su strade poco trafficate come quelle dell’Appennino.

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5 Commenti

  1. Buone notizie ma la Gatta – Pianello avrebbe anche bisogno di essere asfaltata e di vedere realizzata la segnaletica orizzontale ora assente, visto che versa in condizioni indecenti, ricordo che rappresenta un collegamento molto importante per chi sul crinale ci vive e lavora. Trasformarla in una pista ciclabile penalizza ancora di più i residenti della parte ovest del comune di Villa e dell’ex comune di Ligonchio. Non doveva diventare una strada provinciale?

    Ken

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  2. il sig Ken mi ha preceduto, la Gatta – Pianello è stata osteggiata da tanti, il Parco in primis.
    Adesso viene affiancata da una ciclabile
    Forse sarebbe meglio ralizzare una Strada, con lettera maiuscola, e non una pista con le relative protezioni lato fiume, segnaletica orizzontale e tutti i crismi che prevede una Strada di collegamento come l’innominabile Fondovalle
    (luk)

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  3. Questi finanziamenti sono rigidamente vincolati ad obiettivi di contenimento CO2. Nn possono essere impiegati X viabilità ordinaria (info Parchi per il Clima su sito del Min dell Ambiente). Circa la storia della gatta Pianello e del Parco è agli atti che il Parco Naz non ha “osteggiato”; ma nella causa intentata davanti al tar (è conclusa con il si a una “pista” )dalle associazioni ambientaliste, il Parco NON è stato promotore del ricorso con le associazioni, ma al contrario parte convenuta e resistente,insieme a provincia di RE e comune di VillaMinozzo. Anzi il fatto che la pista gatta Pianello fosse riportata nella perimetrazione iniziale del Parco Naz prima della causa è stato uno degli argomenti a favore per la sentenza, che ne ha legittimato la realizzazione e esistenza( coi limiti noti.. pista e non strada). È tutto agli atti . La sentenza riporta nome cognome delle parti in causa ( comune provincia e Parco da una parte e ass.ni ambientaliste dall altra)e gli argomenti sostenuti dalle due parti. La sentenza è scritta e accessibile al pubblico. Parco Naz APPENNINO .

    Parco Nazionale Appennino

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  4. Se non verranno svolti interventi definitivi con opere di difesa spondale però la sorte della nuova ciclabile tra gatta e Pianello sarà uguale a quella della pista ad essa affiancata: cioè essere erosa dal Secchia alla prima piena importante. Inoltre per quanto riguarda il cicloturismo mi auguro si raggiunga un’intesa tra comune e parco anche per quanto riguarda i sentieri chiusi a Ligonchio ( deucaville e Presa bassa ) visto che ormai sono passati due anni dalla chiusura senza che non ci sia stato nessuno sviluppo.

    Ken

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  5. Al di la di tutto…,
    sarebbe molto più intelligente, più saggio destinare ogni risorsa disponibile alla difesa del suolo, tra un po sarà problema drammatico. Prima cura i tuoi monti in modo che il territorio non frani in pianura, poi…
    In tanti anni di “parco”, ho visto inselvatichire le campagne attorno ai paesi e rendere tristemente domestico l ambiente selvatico che è la nostra vera ricchezza

    R.B.

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