“E se facessimo una metropolitana tra l’Alta Velocità e Puianello?”

Metropolitana, a Reggio Emilia.

Fausto Giovanelli, presidente del Parco nazionale dell'Appennino tosco emiliano e, in passato, segretario del Pci-Ds non rinuncia a far sentire la sua voce anche sulle tematiche della città, soprattutto se queste sono connesse all'Appennino.

Lo fa con un nuovo post e una foto emblematica. A Rivalta, infatti, immortala in una foto l'interminabile 'tappo' (o per dirla all'inglese, 'traffic jam') di auto. Una vera odissea che porta via venti minuti di tempo chi dalla montagna scende in città e che allontana, al mattino, di parecchi minuti la distanza tra la montagna e la Stazione dell'Alta Velocità.

"Ss63  - scrive Giovanelli su Facebook - ecco la coda a Rivalta nell'ora di punta come sempre". Quindi condisce il post con l'icona di alcune lumache. "Sempre peggio - aggiunge e, quindi, ricorda: - con una metropolitana tra Puianello e l'Alta Velocità attraverso la città si dimezza la distanza tra  l'Appennino e la città".

Lo stesso Giovanelli nei giorni scorsi, intervistato da Redacon in merito all'allargamento della Riserva di Biosfera dell'Appennino tosco-emiliano, di cui è coordinatore, aveva auspicato un patto metromontano tra le aree urbane e quelle montane che possa concretizzarsi nella Riserva Mab allargata.

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AGGIORNAMENTO

 

Mi scuso se chiedo spazio supplementare, ma passare da un post di Facebook personale a una testata giornalistica on line , come è Redacon, richiede qualche ulteriore informazione e precisazione.
La proposta di una linea elettrica metropolitana di superficie tra Rivalta e Mancasale e la Stazione Mediopadana è già in campo ed è già finanziata la progettazione (non è - sia chiaro - una mia estemporanea pensata). Il Comune di Quattro Castella ha già fatto rilevare ufficialmente l’opportunità di prolungare (la progettazione) fino a Puianello (cioè all'incrocio con la pedemontana ).
Non è facile né semplice che ciò si faccia ed ancor meno semplice è che ciò si concretizzi a breve. Personalmente faccio notare quanto ciò sarebbe importante non solo per la città e i suoi dintorni ma anche per tutto l’Appennino.
E apprezzo molto che che ci sia un’attenzione a un asse di mobilità nord sud , oltreche est ovest e che si proponga un’infrastruttura moderna e amica dell'ambiente, che può aiutare insieme mobilità pendolarismo qualità dell’aria e riduzione di emissioni. Sarebbe una cosa veramente innovativa che ritengo possa sposarsi con le strategie europee (green deal) e relative risorse per giungere alla neutralità carbonica. Quindi se da un lato appare cosa molto ambiziosa -e lo è-, dall’altro va in una direzione ormai ineludibile obbligata: quella della sostenibilità. Penso che anche le persone, le comunità e i comuni dell'Appennino siano interessati a riguardo e debbano impegnarsi a sostegno. Grazie per l’attenzione

 

(Fausto Giovanelli)

 

 

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9 Commenti

  1. Per fortuna che c’è l’Europa a sorvegliare su come verranno spesi i 209 miliardi del Recovery Fund.

    Roberto Sala

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  2. Argomento più volte affrontato quello del “tappo” di Rivalta ed ancora una volta ennisima dimostrazione di come(a mio parere) nei nostri territori,soprattutto nei decenni passati,i soldi siano stati spesso spesi male o con poca lungimiranza. Vagonate di miliardi e poi milioni spesi sulla SS63 per raggiungere,a fatica,solo la periferia di Reggio ed ora si cerca il solito rimedio(e meno male!).Non so per quale visione,forse solo vecchio campanilismo territoriale/politico ma credo che se all’epoca parte di questi investimenti avessero interessato la viabilità sulla Valle dell’Enza,avremmo sicuramente “avvicinato” la nostra montagna non solo alla città di Reggio ma anche a quella di Parma raddoppiando di fatto il bacino d’utenza,di servizi e non ultimo possibilità di lavoro per noi pendolari.

    E.C.

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  3. Mi scuso se chiedo spazio supplementare, ma passare da un post di Facebook personale a una testata giornalistica on line , come è Redacon, richiede qualche ulteriore informazione e precisazione.
    La proposta di una linea elettrica metropolitana di superficie tra Rivalta e Mancasale e la Stazione Mediopadana è già in campo ed è già finanziata la progettazione (non è – sia chiaro – una mia estemporanea pensata). Il Comune di Quattro Castella ha già fatto rilevare ufficialmente l’opportunità di prolungare (la progettazione) fino a Puianello (cioè all’incrocio con la pedemontana ).
    Non è facile né semplice che ciò si faccia ed ancor meno semplice è che ciò si concretizzi a breve. Personalmente faccio notare quanto ciò sarebbe importante non solo per la città e i suoi dintorni ma anche per tutto l’Appennino.
    E apprezzo molto che che ci sia un’attenzione a un asse di mobilità nord sud , oltreche est ovest e che si proponga un’infrastruttura moderna e amica dell’ambiente, che può aiutare insieme mobilità pendolarismo qualità dell’aria e riduzione di emissioni. Sarebbe una cosa veramente innovativa che ritengo possa sposarsi con le strategie europee (green deal) e relative risorse per giungere alla neutralità carbonica. Quindi se da un lato appare cosa molto ambiziosa -e lo è-, dall’altro va in una direzione ormai ineludibile obbligata: quella della sostenibilità. Penso che anche le persone, le comunità e i comuni dell’Appennino siano interessati a riguardo e debbano impegnarsi a sostegno. Grazie per l’attenzione

    Fausto Giovanelli

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  4. DUE VALLI PER AVVICINARE LA MONTAGNA ALLA TAV E ALL’AEROPORTO DI BOLOGNA ..
    I montanari non finiscono mai di stupire …
    Strano ma vero . Chi ha osteggiato con tutiti i mezzi possibili la fondovalle secchia e perche no anche una viabilità scorrevola nella valle d’enza ora inventa una metropolitana Puianello / Reggio Emila.
    Pare pero che siano in molti a crederci .
    Vorrei capire inoltre se il parco nazionale inizia e finsice sulla pietra di bismantova e se cosi non è ….. ebbene la statale 63 perche è scorrevole fino a Cast ne monti e non fino al passo del cerreto ?
    Forse sono domande inutili …. ma non troppo .
    FRIGGERI MARINO

    Marino Friggeri

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  5. Signor Friggeri,
    non so se Giovanelli si opponesse a migliorare la viabilità in vald’Enza, in fondo Secchia e spingesse solo sulla viabilità verso Castelnovo, fermando l’interesse lì senza arrivare al valico. Di certo c’è una responsabilità politica di chi ha governato la provincia dal dopoguerra ad oggi se ci troviamo una situazione viabilistica in montagna che neanche il terzo mondo e di conseguenza una fuga degli abitanti verso la pianura. E’ la montagna che piace agli intellettualoidi: amena, distante, fuori dal tempo, con persone arcaiche che testimoniano un tempo che fu. E’ la montagna delle seconde case e delle ristrutturazioncine finanziate al 50%, del buon ritiro, della grigliata di Pasqua. E’ un modellino che fa dire che il verde è verde, l’aria è buona, manca solo il trenino che arriva magari a Vezzano e la favola è compiuta. Sarebbe ridicolo ma invece è tragico sapere che chi ha tenuto la montagna dentro la palla di vetro ancora la governa e gli fa avere qualche soldo di elemosina.

    Gian Paolo Mara

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  6. E’ apprezzabile ogni idea e contributo che possa concorrere a rendere più agevoli i nostri spostamenti, visto che il traffico stradale si fa sempre più intenso, formando su certe direttrici quelle code e “tappi” che provocano non poco disagio, specie al mattino o nelle “ore di punta”, a quanti si muovono per lavoro o impegni vari.

    Ma alle idee occorre poi dar corpo, trasformandole in un realistico progetto, ossia qualcosa di abbastanza preciso, che comprovi la loro materiale fattibilità, nel senso di capire, se si parla come qui di collegamenti ferroviari, dove possono ad es. passare i binari, visto che ci troviamo in aree fortemente urbanizzate

    In questo caso sembra che la fase progettuale sia già partita, o fors’anche in ultimazione, il che ci darebbe modo di capire a breve dove sorgerà la “Stazione” di Puianello, e la zona di parcheggio per la sosta delle auto di chi si avvarrà della Metropolitana, e sapere inoltre se e dove sono previste fermate intermedie.

    A lume di naso non penso infatti che la Metropolitana debba servire soltanto a quanti, dalla montagna, e dintorni di Puianello, hanno da recarsi all’Alta Velocità – il cui numero non so quanto alto possa essere – e se intanto ci si è occupati del “tappo” sulla Statale 63, quale punto critico, non è detto che ci si voglia fermare qui.

    Mi riferisco alla tesi di quanti ritengono che vadano trovate in generale alternative al traffico su strada, tramite appunto le vie ferrate viste come supporto ed integrazione, il che ha la sua logica, ma occorrerebbe allora predisporre un piano provinciale che dica come si dovrebbe sviluppare nel dettaglio una tale “soluzione”.

    E far pure sapere come si rapporterebbero, quanto a servizi, tratti di metro e strade; rimanendo sull’astratto si rischia di alimentare aspettative destinate semmai a restare tali perché le passate scelte urbanistiche non paiono aver lasciato gli spazi e i “corridoi” necessari per la sede dei binari (salvo intendere metro sotterranee e non di superficie).

    Circa i commenti di Marino e Gian Paolo, io credo esistere realmente la corrente di pensiero cui fa cenno il secondo, ossia quella che vorrebbe una montagna quanto più “selvaggia e rinaturalizzata”, per il “buon ritiro” e la grigliata di fine settimana, o per una escursione giornaliera, e non si preoccupa più di tanto se la montagna si spopola.

    Mentre c’è invece chi cerca, da un lato, di salvaguardare l’ambiente montano, ritenendolo una risorsa, anche per il legittimo svago e piacere di chi lo frequenta occasionalmente, e ama l’aria buona e il bel paesaggio, ma al tempo stesso vorrebbe creare o mantenere le condizioni perché vi si possa risiedere stabilmente con la propria famiglia.

    P.B. 08.10.2020

    P.B.

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  7. Non mi ritrovo nelle narrazioni del passato-perché non vere o molto molto “soggettive” che riportano alcuni commenti . Ricordo bene qualcosa del genere,ai tempi della realizzazione della grande Galleria Migliara Cá del Merlo sulla SS 63..Fu proposto -pubblicamente-di organizzare una manifestazione contro l’inaugurazione… .Qlc si ricorderà. È agli atti.Ritrovo tal quale lo stesso approccio: il crinale CONTRO Castelnovo Monti ,la montagna CONTRO la città, l’ambiente CONTRO lo sviluppo..ecc.ecc.

    Credo che alla base ci fosse e ci sia ancora una divergenza di opinioni e considerazione dell’ambiente.Sembra essere tal quale ieri come oggi,nonostante l’evidenza dei cambiamenti climatici. Per qlcuno l’ambiente è un pericolo per lo sviluppo della montagna. Per me è stato ed è sempre più chiaramente un bene di straordinario valore per tutti, anche per noi,qui in questo Appennino, che ha molte qualità e risorse non solo naturali .Anche qui valori e modelli di vita e della mobilità delle persone possono cambiare in meglio .

    Fausto Giovanelli

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  8. La motivazione della manifestazione invocata non era contro la galleria del seminario sulla s.s 63, ma contro le garanzie di sicurezza di tale opera inaugurata più di 20 anni fa…
    Tali garanzie di sicurezza, nonostante il traffico a scendere e a salire verso la montagna, di tale opera mi pare siano ancora assenti.
    Credo che il presidente del parco nazionale possa confermarlo se percorre per raggiungere RE la s.s 63 !
    Non ci sono differenze sul come intervenire sull’ambiente, non so quali siano i veri punti di vista del presidente del parco.
    Sono e resto fedele alla “LAUDATO SI ” di Papa Francesco e vorrei che si iniziasse a costruire un progetto per la montagna partendo dal punto più alto del crinale e non dai bisogni di chi vive ad altitudini inferiori.
    Grazie per l’attenzione.
    Friggeri Marino
    Marino Friggeri

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  9. ….. “la montagna CONTRO la città”? Beh, Fausto, visto quel che è stato fatto in montagna negli ultimi settantanni, il “Contro” che dici, e se mai così fosse, io la chiamerei legittima difesa.

    Giovanni Annigoni

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