Maty Amaya a Fivizzano: il desiderio di ripercorrere i luoghi dei suoi antenati emigrati in America Latina

Partito dall'Argentina, esattamente da San Juan il 5 aprile 2012, Maty Amaya è arrivato ieri a Fivizzano, il Paese da dove partirono i suoi avi per cercare fortuna in America Latina.

Maty racconta di aver intrapreso questo viaggio dopo che una grave crisi economica gli ha fatto perdere tutto ciò che aveva: "Ho detto ai miei genitori che sarei partito per 15 giorni, e non sono più tornato". Un viaggio durato sette anni, fatto di incontri, difficoltà, gioie e nuove amicizie che lo ha portato a Fivizzano, dove Maty ha incontrato l'Assessore Francesca Nobili alla quale ha raccontato il suo desiderio di ripercorrere a ritroso il viaggio dei suo antenati così come la voglia di conoscere altre persone, nuove culture e fare nuove esperienze.

"Il mio intento iniziale era di andare dall'Argentina all'Alaska - racconta Maty Amaya - quando a metà strada mi si è presentata l'opportunità di attraversare l'Europa e non ho esitato". Ora, la sua prossima meta è il Qatar, dove spera di arrivare entro il 2022. Maty vive infatti della carità delle persone che incontra lungo il cammino: numerosi sono stati gli aiuti ricevuti dalla gente d'Appennino, chi un semplice saluto, chi offriva cibo e ospitalità. "Molte persone mi offrono un caffè o qualcosa da mangiare in cambio dell'ascolto di un'avventura, o di una storia - spiega Maty. Le persone di qua sono gentili con me, ho apprezzato molto la loro generosità e ospitalità. Mi hanno trattato molto bene".

Maty racconta di esser passato più volte in Appennino: "non è mai stato facile, ma la bellezza del posto mi fa dimenticare quello che sta succedendo, il sacrificio e la fatica". Arrivato a Fivizzano, deciderà ora se fermarsi a causa dell'inverno incombente e dell'emergenza sanitaria in corso che gli rende difficoltoso l'accesso ad alcuni Paesi.

"La mentalità delle persone è cambiata a causa del Coronavirus, ma non il loro cuore - afferma Maty. Non è stato facile con questo virus trovare ospitalità, la gente ha paura, ma quando mi vedono per la prima volta si dimenticano del virus e mi abbracciano per incoraggiarmi. Questo virus è un problema serio, per questo rispetto il distanziamento con le persone e tengo la mascherina. Detto questo il mio sistema immunitario è sicuramente più forte del virus, la paura sta nella mente, non nel cuore".

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