“Addio Guidetti!” Il ricordo del nostro direttore Settimo Baisi

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Addolora molto la scomparsa inattesa di Mario Guidetti anche chi, come me, non ha avuto modo di tessere una particolare frequentazione come si usa tra amici o stretti collaboratori: la nostra è stata un’amicizia aperta e diretta, nata casualmente diversi anni fa e rinnovata soprattutto in momenti conviviali, intelligentemente organizzati ogni anno in montagna da Radionova e Tuttomontagna.

Appuntamenti a cui non mancavano mai i due amici di Reggio, legati al giornalismo reggiano e al mondo dell’informazione: Mario Guidetti (già consigliere nazionale Ordine giornalisti) e Giuseppe Adriano Rossi (presidente Ass. stampa reggiana) e i loro immancabili suggerimenti erano preziosi.

L’ultima volta che ho avuto il piacere di conversare con Mario Guidetti, risale ad oltre un anno fa, poco prima del Natale 2019 durante l'annuale riunione conviviale, organizzata dal presidente della Cooperativa Novanta, Gabriele Arlotti, con la partecipazione di collaboratori ed amici delle due testate gestite da Novanta: Radionova e Redacon con sede presso il nuovo Oratorio di Castelnovo ne' Monti.

Adesso che Mario se n’è andato, sto scoprendo attraverso i giornali tante cose di lui che non sapevo; per me era solo un amico che, seppure incontrato ad età avanzata, mi sembrava di conoscere da sempre ed era facile parlare con lui grazie alla sua capacità di ascolto: sempre con un sorriso intelligente e risposte mai banali, sapeva porsi dall’altra parte per dare, al bisogno, una mano. La figura rinascimentale di Garibaldi con la camicia rossa, lo aiutava molto nelle sue ‘missioni’ e del resto anche lui, Mario Guidetti, era un piccolo eroe di questo suo mondo reggiano, lo era soprattutto per i bambini quando metteva il berretto di Babbo Natale e li faceva divertire, come in quell’ultima sera che abbiamo vissuto insieme un anno fa al ristorante di Marola. Prima di salutarci mi diede un foglio con una sua poesia, leggendola compresi la sua sensibilità.

Parlare con il giornalista Guidetti per me era sempre un grande piacere, era un discorrere sereno avulso da ogni pregiudizio, anzi allargato alla comprensione delle situazioni, comunque e sempre. Cittadino di Reggio Emilia, amava anche la montagna che, nei suoi trascorsi politici, ha avuto modo di conoscere, soprattutto l’alto Appennino, dal Cusna a Febbio e a Civago dove aveva molti amici. Adesso Mario è volato più in alto lasciando quaggiù un vuoto fra tutti i suoi amici. Noi ogni volta che ci siamo incontrati abbiamo sempre lasciato discorsi incompleti da riprendere la volta successiva con il piacere dell’attesa. Era come avere un bel libro sul comodino da leggere, senza impegno, un po’ per sera.

Adesso quel libro è stato portato via dal vento, non si ritroverà mai più.

Settimo      

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Un Commento

  1. Questo bel “ritratto” che ne fa il Direttore si aggiunge alle altre testimonianze riportate sempre su Redacon, a farci comprendere come era Mario, e anche nelle presenti righe c’è un passaggio che a me sembra in proposito molto eloquente, dove il Direttore scrive “era facile parlare con lui grazie alla sua capacità di ascolto: sempre con un sorriso intelligente e risposte mai banali, sapeva porsi dall’altra parte per dare, al bisogno, una mano”.

    P.B. 06.01.2021

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