A Costabona nasce la cooperativa di comunità “La Officina”

La cooperativa di comunità “La Officina” di Costabona  nasce ufficialmente il 17 luglio 2020 ad opera dei nove soci fondatori che, autotassandosi, hanno costituito il Capitale Sociale col quale hanno dato il via alla loro attività. “L’individuo che non onora la propria terra non onora se stesso” è la frase di Paulo Coelho che delinea le caratteristiche basilari de “La Officina”.

Il presidente Auro Bonicelli spiega infatti che il nucleo dei soci fondatori è legato da anni da una forte amicizia. Pur vivendo altrove per motivi di lavoro, studio o famigliari, si ritrovano il sabato e la domenica per stare in compagnia e condividere obiettivi e sogni comuni richiamati dalle profonde radici che li tengono ancorati al loro territorio d'origine.

La Officina”, che non ha scopo di lucro, ha come fine la valorizzazione delle risorse territoriali, le competenze, le vocazioni e le tradizioni culturali della comunità di Costabona con l’obiettivo di soddisfarne i bisogni migliorando la qualità sociale ed economica della vita di chi la abita e vi opera. La cooperativa intende sviluppare attività culturali, sociali ed economiche ispirate a criteri di sostenibilità attraverso la salvaguardia e il recupero di beni ambientali e di conoscenza, la creazione di offerta di lavoro inclusiva, la partecipazione dei cittadini alla gestione di beni e servizi collettivi.

Al momento la cooperativa è concentrata sull'agricoltura biologica coltivando qualità di grano e farro antichi da 700 mt di altitudine in su, senza l'utilizzo di pesticidi e prodotti chimici in aree dove l'inquinamento è pressoché assente non essendo attraversate da rete viaria. La produzione per ettaro è dunque relativamente limitata: questo tuttavia non è giudicato come un limite ma espressione della filosofia che anima il gruppo che punta non tanto alla quantità ma alla qualità.

Sono partiti dal grano e dalla festa della trebbiatura: un antico lavoro agricolo al termine del quale il paese faceva festa e ringraziava la terra per il copioso raccolto.

L'obiettivo è di estendere l'ambito di azione anche ad altre attività, vecchie e nuove, come le castagne, il miele, la segale e altri cereali. I progetti lasciano aperta la possibilità di impiantare anche allevamenti o quant'altro possa tenere vivo l'area in cui sono inseriti.

Il presidente della cooperativa vuole sottolineare gli aspetti mutualistici del gruppo: “la solidarietà, la democraticità, l’impegno, l’equilibrio delle responsabilità, il rispetto ai ruoli, lo spirito comunitario, il legame con il territorio, un equilibrato rapporto con lo Stato e le istituzioni pubbliche sono i fondamenti sui quali ha preso vita l'idea dei soci fondatori e pertanto sono riportati chiaramente nello statuto”.

Nonostante la sua giovane età, la cooperativa si è già inserita a pieno titolo nel panorama locale intrattenendo già relazioni con altri sodalizi del territorio. Fra queste vale la pena di ricordare la realtà faunistico-venatoria “La Strambiana”, la Società del Maggio Costabonese, la neo costituita associazione “Tra la secchia e il dolo” di Toano e il “Gruppo Storico Fokloristico Il Melograno” di Carpineti.

Il sindaco di Villa Minozzo Elio Ivo Sassi, felice per la nascita della nuova cooperativa, così si esprime: “L'obiettivo de “La Officina” di conservare e preservare il territorio va verso l'ottica di uno sviluppo sostenibile e conservazione della natura. Questi temi ora molto trattati a livello di media. qui si mettono in pratica in concreto. I campi lavorati permettono di limitare i danni delle intemperie preservando la tenuta dei versanti. Vedere gli appezzamenti coltivati mi riempie d'orgoglio. Unitamente a ciò merita di essere sottolineato il valore sociale dell'iniziativa. Da un lato, mantenendo vive le tradizioni e gli usi e costumi di queste terre, “La Officina” contribuisce a stringere ancor di più i già forti legami esistenti tra i residenti in senso stretto e chi qui ritorna nei momenti di riposto. Dall'altro promuovendo la partecipazione dei cittadini alla gestione di beni e servizi collettivi rafforza l'identità comunitaria del paese”.

Quanto segue è infine il pensiero di Giovanni Teneggi, direttore generale di Confcooperative Reggio Emilia: “Le cooperative di comunità rappresentano un fenomeno nazionale al quale il nostro Appennino ha dato un grande contributo con le esperienze pioniere di Valle dei Cavalieri a Succiso e Briganti del Cerreto. Ad oggi sono almeno 200 le imprese di questo tipo e diffuse in tutto il territorio nazionale. Nascono in paesi nei quali né lo Stato con i suoi servizi, né le imprese tradizionali con le loro aspettative riescono a tenere in vita le attività necessarie alla gente per rimanervi. “Chiude il paese se chiude il bar e chiude il bar se chiude il paese” più che un luogo comune è un fatto documentato ovunque e in particolare fra le montagne. Le cooperative di comunità nascono dove alcuni abitanti, nuovi o vecchi che siano, “non ci stanno” e si costituiscono come impresa comune per riaprire un luogo chiuso o mettere insieme le risorse valorizzabili, con un’attività economica, collegata alla storia del territorio e interessante per qualcuno di loro. Nel corso del 2020, proprio durante il lockdown pandemico, è successo a Costabona, con la nascita dell’Officina, ma anche a Rigoso sull’Appennino parmense, a Lampedusa, a Serrà Riccò nell’entroterra di Genova, a Ostana sotto al Moviso e nel Quartiere San Berillo in centro a Catania. Storie straordinarie dove attività economiche tornano a prendere vita per la forza, la creatività e l’intelligenza della gente che tiene a quei luoghi. Nulla avviene per caso e dove queste esperienze hanno successo è perché oltre a un impegno comunitario autentico, gli abitanti seguono con tenacia un metodo rigoroso che oggi conosciamo. Tutti i paesi dell’Appennino dovrebbero vedere nascere una cooperativa comunitaria alla quale volere bene e come segno di una continuità possibile e più bella”.

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2 Commenti

  1. È un segno di straordinario rilievo per l’alto APPENNINO ! L’ esempio vale più di 100 discorsi. Le cooperative paese sono la cosa più importante che si possa realizzare X la vivibilità, la vitalità e la vivacità dei ns vecchi borghi sempre meno popolati. Succiso e Cerreto Alpi hanno fatto scuola in tutta Italia e non solo . Finalmente cominciano a fare scuola anche qui. Nn si sa e non si dice abbastanza che il più alto riconoscimento a livello internazionale e mondiale a una impresa reggiana è andato alla Valle dei Cavalieri di Succiso. Costabona ha una forte identità. “Solo le tribù con un forte senso di appartenenza possono sopravvivere nel deserto”(Ibn Khaldoun XVI sec.)La nuova cooperativa sembra avere solide radici.

    (Fausto Giovanelli)

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  2. La cooperativa di comunità “La Officina” di Costabona investe sulla tipicità locale che è la loro capacità di fare gruppo, di lavorare per creare socialità ma anche economia. Condivido che questa cooperativa saprà valorizzare non solo Costabona ma anche l’Appennino, quindi a loro un grande applauso. Ho avuto la fortuna di conoscere la loro farina biologica assolutamente fantastica.

    (Marzia Bonicelli)

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