Scuole, una difficile ripartenza

Stando alle notizie un po' confuse arrivate nelle ultime settimane, la scuola superiore di Castelnovo ne' Monti aveva deciso di ripartire dal 7 gennaio unicamente con la Didattica a Distanza, mentre da lunedì 11 gennaio era previsto un rientro a scuola in presenza solo al 50% degli studenti secondo l'ordine: licei i giorni 11, 13 e 15 e Cattaneo i giorni 12, 14 e 16. Ma stando alle ultime informazioni sembra che fino al 25 gennaio si resterà a casa.

Ma cosa ne pensano i professori della situazione che si è andata a creare?

Qualcuno pensa che tenere chiuso e continuare con la DDI (Didattica Digitale Integrata) fino alla fine del mese, come hanno scelto di fare molti paesi europei - ad esempio la Germania - sia la scelta più sensata.

Altri suggeriscono che questo rinvio dell'apertura fosse dovuto all'attesa di una decisione che il CTS doveva prendere dopo la riunione di venerdì 8 gennaio e che sia più sensato continuare, anche se più faticoso, con la DaD per non mettere a rischio la salute dei famigliari più fragili. Inoltre, un'altra ragione del rinvio potrebbe essere l'attesa di un conteggio degli ammalati della variante Covid inglese, molto più contagiosa.

Alcuni pensano, e sono ancora più convinti, che tutta la situazione stia diventando sempre più pesante a causa della mancanza di un piano a lungo termine causato da uno scarso interesse, forse soprattutto economico, da parte delle politiche degli ultimi vent'anni.

Altri ancora invece sono convinti che la scelta migliore sarebbe stata quella di ripartire in presenza dal 7 gennaio, perché quattro giorni non costituivano una grande differenza; per di più i casi di positivi effettivamente ammalati sembrerebbero essere in calo e adesso ci si preoccupa maggiormente di trovare i positivi asintomatici, che hanno un carica batterica più bassa e non occupano posti letto. Oltretutto lo staff, la dirigenza scolastica e la commissione orario della scuola hanno messo moltissimo impegno nel cercare di garantire una ripartenza al 75% in un primo momento e poi, negli ultimi giorni, ad almeno un 50%.

E gli studenti invece?

L'idea generale è che la scuola sia un luogo di grande e continuo stimolo, dove ci si possa esprimere sicuramente meglio che in DaD. Dall'altro lato della medaglia, però, c'è timore e disagio all'idea di tornare davanti a tante persone e compagni di classe dopo tutto questo tempo passato in isolamento. Anche se il ritorno sui banchi di scuola è stato nuovamente rinviato, un altro problema è quello dei mezzi di trasporto, che nonostante le riunioni e gli accordi presi con chi di competenza per poter caricare un massimo del 50% della capienza, destano incertezza ancora in molti.

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3 Commenti

  1. parto dall’ultimo passaggio dell’articolo: ragazzi a disagio e preoccupati di tornare in mezzo a tante persone compagni o chi che sia………questo si che e’ motivo di riflessione e che ci deve far accendere un campanello d’ allarme tanto quanto la consapevolezza della presenza e conseguente convivenza con il virus.
    i ragazzi sono il ns. futuro e io credo ancora che oltre alla didattica un aspetto formativo importante sia l’imparare a confrontarsi con altre persone vivendo le dinamiche di convivenza in un gruppo(classe nello specifico),imparando a confrontarsi con un referente (docenti)…..tutti aspetti che nella vita qualsiasi cosa faranno i ragazzi saranno la base per essere uomini e donne adulti responsabili………..stiamo dando un danno a questa generazione inquantificabile………
    mi domando e dico:
    1 aspetto critico il trasporto pubblico: durante tutta l estate nn organizzato o almeno cosi parebbe…….tanto da causare ad ottobre lo stop alle lezioni in presenza……OTTOBRE DICEMBRE cosa si e’ fatto per risolvere ?
    2 la REGIONE EMILIA dichiara di essere pronta su questo aspetto…….bene anzi molto bene………e allora cosa aspettiamo a ripartire??
    3 invece di tergiversare bisognerebbe investire in un controllo periodico della popolazione scolastica (docenti studenti personale addetto ….) come tamponi rapidi o sierologico eseguito in modo periodico e studiato

    concordo al 100% di tutelare le fasce deboli ma si deve mettere in condizioni chi puo’,con le dovute misure di prevenzione antidiffusione,di proseguire a vivere una crescita il piu’ normale per il periodo,evitando di favorire che i ns. giovani diventino una FASCIA DEBOLE attualmente ma soprattutto si giochino un pezzo del loro/ns. futuro.
    da genitore ci tenevo ad esprimere la mia opinione sul tema.

    (Marco Bertoia)

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  2. Sono d’accordo con Marco,ho un figlio di 15 anni che come tutti i suoi coetanei è ormai in DAD da marzo dello scorso anno (il tempo per mettere in fila le cose non è certo mancato)e non va bene,la scuola non è questo,i(5 ore davanti a un PC),a scuola è relazione,contatto fisico con i compagni con gli esegnanti,e socializzare il proprio apprendimento,.Sono arrabbiato anche perché poi e l’ho già scritto le soluzion(che tenvano conto della gravità e della eccezionalità della situazione)i chi di dovere nella ns provincia le aveva già trovate,parziali,perfettibili,ma erano un buon inizio. Non mi aspetto grandi cambienti, però qualche voce in più comincia a farsi sentire,vedremo.Paolo Ruffini

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  3. Purtroppo malgrado consideri Bonacini il male peggiore che poteva capitarci, credo che la regione a livello scolastico e dei relativi trasporti non ha fatto nulla. In compenso si vedono corriere vuote di studenti tutti i giorni che girano ……

    Gian

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