Ligonchio, municipalità e cittadini in rivolta: “chiederemo a un’altra banca di aprire qui”

Luca Marco Cagnoli

Cosa sta accadendo a Ligonchio dopo la notizia, divulgata tramite una anticipazione di Redacon, della chiusura dell'unica filiale (storica) di una banca presente dagli anni Cinquanta? Nei giorni scorsi a seguito delle comprensibili proteste di lettori e residenti, oltre alle rimostranze degli amministratori locali, la sede centrale della Banca popolare di Milano aveva confermato la chiusura, pur preannunciando un incontro del responsabile della direzione territoriale Emilia Adriatica di Banco Bpm, e il sindaco di Ventasso. Il lodigiano Stefano Bolis, dall'inizio del 2018 è alla guida della Direzione territoriale Emilia/Adriatica della Bpm.

Chiediamo un pare, quindi, a Luca Marco Cagnoli, presidente della Municipalità di Ligonchio.
"Se Bpm - che detiene il marchio Bsgsp ndr - continuerò imperterrita nella sua intenzione di chiudere la filiale, come municipalità e come Comune, interverremo con altri istituti per ottenere almeno un apertura di due giorni alla settimana e il mantenimento del bancomat".

C'è un'arma, quindi, molto potente che, in queste ore, sta per essere innescata?
"Sì. I correntisti - spiega Cagnoli - si sono riuniti è decideranno in base alla scelta di BPM, di spostare tutti i conti in altro istituto, tenuto ben presente che i depositi sono cospicui".

Una scelta che ha del clamoroso, ma che trova motivazione le fatto - segnalatoci da diversi lettori - che, in passato attivo il polo produttivo Enel legato alle centrali la banca qui aveva impiantato qui e raccolto risorse da impiegare altrove ora, al contrario, questo non funziona.

In tale direzione, inoltre, va un accordo raggiunto per il mantenimento del servizio postale. Spiega, infatti, Cagnoli che "Con Poste italiane abbiamo raggiunto un accordo per potenziata con apertura settimanale e postamat".

 

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2 Commenti

  1. scusate ma invece di insistere sui privati ( banche ) che 2+2 deve fare minimo 6
    non sarebbe meglio potenziare gli uffici postali? visto che sono pubblici?

    bertoncini savio

    Rispondi
    • Caro Savio buongiorno!
      Erano pubblici…erano…
      Poste Italiane è ormai un’azienda privata, e difatti il servizio di recapito (non redditizio) è ormai ridotto all’osso, a discapito dei servizi finanziari (redditizi) che invece vengono spinti il più possibile.
      Direi che anche Poste Italiane, ne più ne meno come le altre banche, investe solamente dove 2+2 fa minimo 6 (cioè NON a Lignchio purtroppo…)

      Andrea

      Rispondi

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