Pieno successo del teatro “mobile” di Francesca Bianchi, Elia Tapognani e Agnese Mercati

Riceviamo e pubblichiamo

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Foto Spazio Effebi19

A Felina le trascorse festività natalizie sono state animate da un’iniziativa davvero estrosa: il teatro “mobile”, quasi “da asporto”, dei tre artisti felinesi Francesca Bianchi, Elia Tapognani e Agnese Mercati. Sappiamo tutti che cinema e teatri sono chiusi da tempo per lockdown. I tre ragazzi allora si sono detti: se il pubblico non può venire a teatro, il teatro andrà dal pubblico.

Così hanno postato sui social una proposta estremamente accattivante: andare a fare spettacolo “a domicilio” nel pieno rispetto delle norme anti - Covid (distanziamento, luoghi aperti, mascherine…).

Teatro “mobile” di Francesca Bianchi, Elia Tapognani e Agnese Mercati (Foto Spazio Effebi19)

Diverse famiglie di Felina, e non, hanno così avuto l’opportunità di ospitare questo spettacolo “sui generis”: i cortili e le aie, a volte soleggiate, a volte gelide e piene di neve, hanno fatto da cornice a questo “pazzo” spettacolo. Pazzo perché? I nostri tre artisti si sono ispirati al libro di Paolo Nori “Repertorio della città dei matti di Reggio Emilia” e ne è nata una performance davvero esilarante.

 Il pomeriggio dell’Epifania anche i nostri nipotini si sono divertiti coi tre artisti. Francesca ha dato sfogo a tutta la sua arte: ballando, cantando e riprendendo in mano il suo vecchio volino dal quale uscivano note, anche strazianti. Elia, con il suo aplomb da perfetto gentleman ha narrato le avventure di strani personaggi a cui dava voce la bravura di Agnese. Noi più “grandi” abbiamo potuto ricordare vari personaggi popolari di Reggio (la Candida, Zilocchi) e del nostro Appennino (Mosa, Camisa). I tre artisti sono riusciti a coinvolgere grandi e piccini chiamandoli per nome, scherzando e giocando con loro.

Foto Spazio Effebi19

Per noi è stata un’esperienza nuova: quando mai abbiamo avuto a disposizione un trio così coinvolgente e simpatico nel nostro cortile?

L’augurio che possiamo fare loro è che al più presto possano “coinvolgere” molti più spettatori in un vero e proprio teatro, perché è davvero questo il loro habitat più naturale.

Non ci resta che ringraziarli perché come dice lo scrittore e poeta Franco Arminio: “Bisogna arieggiare il paese; bisogna agitare le acque. Ci vuole una comunità ruscello più che una comunità pozzanghera”.

Grazie di cuore ragazzi.

 (Zelinda Manfredi – Mirca Pignedoli)

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Un Commento

  1. Veramente un plauso a questi ragazzi.Dovremmo tutti prendere esempio dalla loro creativita’,energia,dettata dal bisogno.Bisogno di ricominciare,di lavorare,di non accettare passivamente situazione negativa.Ci dimostrano anche,che dovremmo tutti cominciare a pensare con prospettive diverse,non ossidantoci su com’era prima,ma pensare come sara’ domani,con nuove forme di rapporti,con mestieri nuovi,con forza e tanta prospettiva per il futuro.Spero,quando ricomincerete di poter gioire del vostro teatro.Bravi

    Luca

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