Franzini: “Demoralizzante un nuovo progetto per lo sbarramento di Vetto”

In merito alla notizia di ieri sui soldi stanziati dalla Regione Emilia Romagna per il progetto del nuovo invaso di medie dimensioni da realizzarsi in Enza, riceviamo e pubblichiamo l'intervento di Lino Franzini.

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Il presidente Franzini nella Sala Macchine della centrale di Taio della diga di Santa Giustina (Tn)

In questi ultimi 20 anni ho compreso che non serve parlare a chi non vuol sentire, illustrare a chi non vuol vedere e a dire le cose ha chi ha altri interessi. Apprendere che per la Diga di Vetto è stato chiesto un contributo pubblico di 5,5 milioni di euro è demoralizzante, sapendo che a Vetto esiste già un progetto di uno sbarramento approvato, appaltato e iniziato, è solo da adeguare alle nuove normative di sicurezza. Un piccolo sbarramento alto 82 metri, 20 metri più basso di quello di Ridracoli, ma per merito della valle a monte molto aperta consente di poter disporre di una piccola riserva idrica di 93,4 milioni di metri cubi, un “secchio d’acqua” se pensiamo agli invasi costruiti e in costruzione nel mondo da centinaia di Miliardi di metri cubi d’acqua; in Africa la Salini-Impregilo ha iniziato recentemente un invaso da 74 miliardi di metri cubi, anche questo un piccolo invaso se pensiamo ai 185 miliari della diga di Kariba, ai 170 di quella di Bratsk, ai 150 di Kosombo, ai 140 della Daniel, ai 135 della Guri,... Anche in Italia esistono invasi da 400 – 600 e 800 milioni di metri cubi, ma qualcuno continua a sostenere che la Diga di Vetto è una grande Diga (guardate la foto del plastico - sotto ndr - e giudicate voi).

Oggi chi può invasare le acque per usi irrigui, idropotabili ed energetici lo fa; l’acqua di montagna è la fonte energetica di eccellenza e da ottima acqua ai rubinetti e all’agricoltura. Ma ora abbiamo due cose molto preoccupanti da affrontare; i cambiamenti climatici e l’inquinamento; l’Ocse recentemente faceva presente che tra poco più di un decennio metà della popolazione mondiale vivrà in aree ad alta tensione per insufficienza idrica e questo provocherà grandi migrazioni demografiche, ma ancora più preoccupante per le nostre terre è l’inquinamento delle acque, specie quelle del Po, già nel 2019 su Tgcom 24 e non solo, si leggeva che il Po trasporta ogni giorno in Adriatico 11 tonnellate di microplastiche e tutti noi sappiamo che solo l’impianto di Boretto solleva ogni anno circa 215 milioni di metri cubi (più del doppio della Diga di Vetto), per irrigare i prodotti legati all’alimentazione, Parmigiano Reggiano, pomodori, cocomere, mais,...; se le usano saranno regolari, ma la prossima primavera le acque fornite al “campo” saranno analizzate anche da noi.

In queste condizioni sostenere che creare una riserva idrica di 93,4 milioni di metri cubi di acque di qualità per usi plurimi a Vetto non serve, mi ripeto, per me è inconcepibile. Ai Consiglieri Regionali Daffadà e Costa voglio dire che l’invaso di Vetto è un invaso approvato ed avviato, mentre per recuperare altri invasi come il Verde e il Ballano non abbiamo neppure il progetto dei nuovi sbarramenti che vanno realizzati, due progetti per due sbarramenti per recuperare circa due milioni di metri cubi d’acqua? Povera Italia, poveri noi Italiani. Al Consigliere Mastacchi chiedo solo di non mollare, il buon senso alla fine dovrà pur prevalere, almeno lo spero, altrimenti è la fine.

 

(Lino Franzini, presidente del Bacino Imbrifero Montano dell’Enza)

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12 Commenti

  1. Caro Lino, dopo decenni di ostruzionismo miope, non ti daranno mai ragione !
    La solita politica del compromesso di cui, in questi giorni, abbiamo un vomitevole esempio in Parlamento.

    Ivano Pioppi

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  2. Purtroppo dott. Franzini scontiamo la grettezza e la poca elasticità di chi per il ruolo che ricopre dovrebbe avere una mente aperta e guardare ad orizzonti più vasti. Il provincialismo è il male assoluto che dilaga e non ci permette di avere visioni più ampie. I miopi non riescono a vedere lontano

    maru

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  3. Egregio Franzini,
    la seguo (come ben sa) e concordo fortemente il fatto che la DIGA serviva…serve e soprattutto servirà ! La stimo per la Sua forte tenacia, passione e dedizione al problema. Come si evince dai fatti…però…
    “La vedo dura”
    Un proverbio dice : A Lavà ‘a capa ‘o … Se perde ‘ otiemp… ‘osapone e l’Acqua… (in questo caso dell’Enza)
    Come han ben citato il Sg. Maru e il Sg. Pioppi, orizzonti più vasti, meno compromessi per il bene proprio e più fatti!

    Mi passi un mia personale visione…con un accostamento che spero non la offenda… Io Adoro e Amo i Lupi! Ecco… la vedo come un Lupo… Forte e tenace nella solitudine e tristezza Politica che ci circonda… ma nello stesso tempo… Solidale e premuroso col Branco.
    Nel Circo Politico… troviamo di tutto… tigri, leoni … pecore… MA MAI LUPI!

    Nota Personale:
    Questi quattrini… forse potrebbero esser meglio impegnati… semmai nella realizzazione di Case della Carità…
    Cosa di cui avremo molto bisogno nel breve e lungo periodo.

    Massimo Pinelli

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  4. Buonasera
    ben conscio del fatto che il mio commento potrebbe potenzialmente attirare molte critiche, vorrei intanto premettere che lo stesso non è teso a mettere in dubbio la buona fede del Sig. Franzini, ne tantomeno la sua onestà.
    Esiste però, a mio avviso, un possibile problema di conflitto di interessi, che rischia di compromettere la credibilità della sua strenua lotta per la realizzazione della diga di Vetto.
    La legge n. 959 del 27 dicembre 1953, difatti, istituisce un sovracanone che i concessionari di grandi derivazioni d’acqua (e quindi, indirettamente, i cittadini che ne utilizzano i servizi), devono corrispondere al Consorzio del bacino imbrifero montano di competenza, calcolato sulla base della quantità di energia elettrica prodotta.
    Ora, che sia proprio il Presidente del Consorzio bacino imbridero dell’Enza (cioè, salvo miei errori, il Presidente dell’ente che dovrebbe ricevere i proventi di un eventuale sovracanone) a lottare strenuamente perchè la diga si realizzi, e perchè sia più grande possibile, solleva a mio avviso un conflitto di interessi di dimensioni berlusconiane.
    Ribadendo la mia fiducia nella buona fede di Franzini, personalmente troverei tuttavia opportuno che egli demandasse la leadership di questa battaglia a qualcun’altro, oppure che la continuasse in prima persona dopo avere dato le dimissioni dalla carica che oggi ricopre.

    Andrea

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  5. Egr, Sig.Massimo Pinelli, condivido pienamente che questi milioni di Euro, che saranno spesi per un progetto di cui, a mio avviso, siamo già in possesso, sarebbe più opportuno spenderli per chi ha bisogno; ma forse il sottoscritto non arriva a comprendere perchè si chiedono 5,5 milioni di Euro. Comprendo le considerazioni del Sig. Andrea, ma ci tengo a dire che le due cose non sono in conflitto, primo perchè ricopro la carica di Presidente del Consorzio BIM Torrente Enza dei Comuni Parmensi a titolo gratuito, del mio impegno e del mio lavoro che ha portato i Produttori di energia idroelettrica a pagare migliaia di Euro ai Comuni montani, Reggiani e Parmensi, il sottoscritto non ha mai chiesto ne ricevuto un solo Euro, ne dal Consorzio ne da nessun altro; quello che faccio la faccio per il bene della montagna, ho fatto anche il Sindaco a tempo pieno, rinunciando per anni al contributo mensile spettante al Sindaco; secondo, ritengo che ricoprendo questa carica mi sia più facile far comprendere ai Sindaci dei Comuni montani che la Centrale Idroelettrica che Enel aveva progettato a tre Km dallo sbarramento di Vetto, raddoppierebbe l’importo dei sovracanoni attualmente percepiti dai comuni montani Reggiani e Parmensi, centinaia di migliaia di Euro che Enel Green Power avrebbe pagato ai Comuni montani. Pertanto, in tutta onestà, ritengo di operare per il bene dei paesi montani e parlando della Diga di Vetto, anche delle terre del Parmigiano Reggiano e del futuro di noi montanari, che siamo seduti su una miniera d’oro, l’acqua, ma grazie a qualcuno la buttiamo via tutto l’anno. A titolo informativo vorrei dirvi di guardare il plastico attentamente, non mostra il ponte che dopo il campo sportivo di Vetto raggiunge Gottano, ma ne potete intuire la posizione sopra il lago guardando dove finisce la strada in quel di Vetto e dove riprende la strada sotto Gottano; inoltre il plastico non mostra la nuova viabilità per Ramiseto,

    Franzini Lino

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    • Buongiorno Sig. Franzini
      ribadisco la mia piena fiducia nella sua onestà, il che sottintende ovviamente che nemmeno un euro degli eventuali proventi del sovracanone finirà mai nelle sue tasche.
      Ma non è questo il punto: gli euro finirebbero nelle casse del Consorzio per cui lavora (a titolo gratuito o meno), e di cui è presidente. Per il concetto che ho io di conflitto di interessi, questo è già più che sufficiente per porla in una situzione scomoda, una situazione in cui il rischio che lei possa, anche involontariamente, non agire in maniera oggettiva ed imparziale si fa più che concreto.
      Cordiali saluti

      Andrea

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  6. Da anni opero nel settore delle centrali a biomassa e idroelettriche e ci tenevo a dare alcuni chiarimenti al commento del sig. Andrea. Il Bacino Imbrifero Montano Enza è sicuramente interessato a realizzare la diga di Vetto come da progetto, uno sbarramento avente una capacità idrica di circa 100 milioni di metri cubi d’acqua e che consentirebbe un salto medio di circa 50 metri sarebbe in grado di produrre un elevato n° di GW di energia pulita. Un invaso da 25 milioni di metri cubi non produrrebbe un quarto dell’energia prodotta dall’invaso di progetto ma ne produrrebbe un decimo, forse neanche. Ci tenevo inoltre a sottolineare che la Legge 959, che purtroppo conosco bene, impone come dice il Sig. Andrea, ai produttori di energia idroelettrica il pagamento dei sovracanoni, ma volevo sottolineare che gli importi dei sovracanoni vanno devoluti interamente ai Comuni montani del Bacino Imbrifero e per tanti Comuni i pagamenti non passano neppure attraverso il Consorzio ma vanno direttamente ai Comuni; pertanto se Franzini sostiene la diga di Vetto lo fa a favore di tutti i Comuni montani e non del Consorzio BIM Enza che per i suoi Comuni Consorziati non trattiene neppure un Euro. Mi sembrava doveroso questo chiarimento per evitare illazioni assurde nei confronti di Franzini che conosco da anni.

    Daniele

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  7. Egr. sig. Andrea, i suoi dubbi mi feriscono non poco, ma questa è la vita, e non me ne resta molta vista l’età. I proventi dei sovracanoni pagati dai concessionari di Centrali idroelettriche con potenza superiore a 220 kW vanno ai Comuni montani, la Legge 959 consentiva ai Comuni dei Bacini imbriferi montani (BIM) di consorziarsi o meno, i Comuni Parmensi si Consorziarono quelli Reggiani no. Le quote spettanti ai vari comuni montani sono definite dal Ministero e i Comuni consorziati e quelli non consorziati, devono percepire quella quota stabilita dal Ministero. Da parte mia appresi dell’esistenza dei BIM a Trento dove lavoravo con Enel. E’ qui che imparai che la ricchezza del Trentino Alto Adige non sono le montagne, le abbiamo anche noi, ma l’acqua; due province TN e BZ con 93 dighe, Reggio e Parma neanche una, ci sono solo alcune vasche di carico. Divenuto Sindaco di Palanzano e Presidente del BIM Enza, in quanto i sei Comuni Parmensi sono consorziati per avere un unico referente, iniziai a verificare se tutti i produttori di energia pagavano i sovracanoni e il mio impegno ha portato tutti i produttori a pagare, ma lo stesso identico importo (47% PR – 47% RE e 6% MS), grazie al mio lavoro, lo hanno percepito i Comuni Parmensi consorziati e i Comuni Reggiani non consorziati. A parte questo, la mia lotta è per l’invaso di Vetto, ecco perchè non c’è conflitto d’interessi; la centrale idroelettrica è un optional che nessuno ha la certezza che sarebbe fatta o meno. Una cosa è certa, se l’invaso è come da progetto ci sono più probabilità che sia fatta, ma se l’invaso è di 25 milioni di metri cubi, non credo che Enel prenderebbe in considerazione di fare una centrale con queste capacità idriche senza avere “salto”.

    Presidente del Bacino Imbrifero Montano dell’Enza

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  8. Sono sconcertato dalle accuse rivolte a Lino Franzini e ancor più sconcertato dalla miopia dei politici delle nostra regione che da trent’anni rimangono arroccati su posizioni assurde e retrogradi. Accusare poi Lino Franzini di interessi personali è vergognoso anzi è esattamente il contrario gli interessi ci sono eccome ma per quelli che non la vogliono fare. Vi faccio un piccolo esempio: avere acqua pulita sia per l’agricoltura e l’industria ma anche per i cittadini a dei costi più bassi non piace forse a qualcuno. Pensateci? Gli scenari potrebbero essere diversi.
    Poi una domanda a certi pseudo ambientalisti . Quanti pesci, anfibi, uccelli acquatici e piante sono morte quando ci sono stati grandi periodi di siccità e quali costi enormi per l’agricoltura e l’industria quando con la DIGA DI VETTO avremmo potuto evitare tutto questo. La politica è proprio brutta quando tiene conto di interessi di parte e non del bene di tutti.
    luciano

    luciano

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  9. Grande Luciano, non so chi sia Lei ma un giorno spero di conoscerla, Lei ha detto semplicemente pane al pane e vino al vino, ha detto esattamente le cose come stanno, ma vorrei aggiungere una cosa che tutti i lettori di Redacon devono sapere in merito alla mancata ripresa dei lavori della diga di vetto; se i lavori non ripartono è anche colpa delle varie amministrazioni dei comuni montani della val d’Enza, tutti sanno che la diga serve, lo sanno tutti, era urgente allora lo è ancora di più adesso, ma nessuno di loro ha il coraggio di dirlo, da parte mia evito di dire cosa penso di loro

    Davide

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  10. Interessante l’art. pubblicato sulla Gazzetta di Parma di oggi 26 gennaio, se le acque dell’Enza sono fermate in montagna evitano i danni a valle, ma oltre a questo farebbe come la diga di Ridracoli, formerebbe una scorta di ottima acqua per i rubinetti e per l’agricoltura Parmense e Reggiana, acque sicuramente migliori di quelle del Po.

    Giovanna

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