Proclamate le scuole vincitrici del concorso “Seminare boschi e coltivare pensieri”

Il contest “Seminare boschi e coltivare pensieri” lanciato qualche tempo fa in occasione della Festa degli alberi (si veda articolo di lancio) rivolto alle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, è giunto al suo epilogo con la proclamazione dei vincitori. Le cinquanta scuole partecipanti, provenienti da tutta Italia, si sono misurate proponendo elaborati di alto spessore tra i quali non è stato semplice per la commissione esaminatrice scegliere i migliori. E’ la scuola primaria di Busana che si aggiudica il primo posto seguita da quella di Felina, Piazza al Serchio e Ligonchio (ex equo) completano il podio. La medaglia di legno per il   quarto posto va Lesignano. Menzioni speciali sono state assegnate a Treviso e Roccamalatina.

L’iniziativa è stata ideata da Loredana Notari per “Dedalus - Atelier della natura d‘Appennino” (C.e.a.s. - Centro di Educazione all’Ambiente e alla Sostenibilità del Parco Nazionale). L’obiettivo era quello di far partecipare all’attività le scuole con gesti semplici, ma fortemente simbolici, ideati per portare bambini e ragazzi a riflettere sull'importanza del patrimonio arboreo, sul ruolo fondamentale ricoperto da boschi e foreste e sensibilizzarli affinché possano assumere comportamenti consapevoli rispetto al consumo delle risorse naturali e modificare stili di vita e approccio alla natura e all'ambiente. In questo modo le classi hanno potuto approfondire e ricercare i valori e le caratteristiche degli ecosistemi forestali in Appennino, in Italia e nel Mondo.

Sulla Pagina Facebook di ‘Dedalus il labirinto atelier della natura d‘Appennino’ è da qualche giorno che vengono pubblicati i lavori presentati realizzati in formato digitale elaborando foto, video e racconti.

Loredana Notari dichiara: “il bello del progetto è l’aver creato un forte interesse da parte delle scuole nel seguire le nostre video-lezioni/laboratori. L’idea è quella di proseguire il progetto chiedendo alle scuole cosa vogliono approfondire e mettere a loro disposizione i nostri esperti del C.e.a.s. del Parco per soddisfare pillole di curiosità in base alle loro richieste: una sorta di aiuto immediato, una porta sul fuori fin tanto non si riuscirà a fare le uscite come prima”.

 Da quando è nato Dedalus ha sempre dialogato attraverso progetti, incontri e formazione con il mondo della scuola, diventando un punto di riferimento per le attività di educazione ambientale del nostro Appennino e del Parco Nazionale. Con la pandemia, oggi ancora in corso purtroppo, il mondo della scuola ha avuto un brusco cambiamento: stop alle uscite, limitazione degli interventi in classe di esperti esterni, fino alla didattica a distanza al 100%, creando un forte "distanziamento".

Queste le parole di Loredana Notari al riguardo: “L'idea del contest nasce proprio da questa consapevolezza, e dalla voglia che questo distanziamento forzato non fosse troppo lungo e troppo ampio. Per questo, dopo esserci consultati con Natascia Zambonini,  responsabile educazione ambientale del Parco nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, che subito ha condiviso il progetto, si è deciso di dar vita alla pagina Facebook "Dedalus Live, scopri la natura da casa (per ora)". Qui i nostri esperti (quattro educatori e guide ambientali laureati in materie scientifiche e ambientali dell’associazione “Altri passi”), attraverso video in diretta e non, hanno tenuto il contatto tra il mondo della scuola e la natura di Appennino con lezioni laboratori, curiosità e, non da, ultimo il contest in oggetto. La pagina è accessibile a tutti. Qui si possono trovare spunti per poter lavorare su temi ambientali di grande attualità: dai cambiamenti climatici alle foreste. Le attività sono state e vengono tuttora svolte a titolo gratuito per i beneficiari finali ovvero istituti scolastici ed in ultima analisi i ragazzi. Si ritiene che quanto messo in opera sia un modo per gratificare comunque gli operatori che vi si sono dedicati con passione ed impegno. Aver potuto mantenere –nonostante tutto- opportunità occupazionali per i nostri esperti è stato un modo per non “far scappare cervelli” anzi per dar loro nuovo stimoli e tenerli ancorati al nostro territorio”.

 

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