1921-2021, Centenario della morte del Beato Cardinale Andrea Carlo Ferrari

Il 2 febbraio 2021 ricorre il centenario della morte del Beato Cardinal Andrea Carlo Ferrari, nato su queste terre montane e vescovo di Guastalla nell’ultimo decennio dell’Ottocento.

Domani, lunedì 1° febbraio alle 15.30, mons. Enrico Solmi vescovo di Parma celebrerà la Santa messa in suo onore nella Chiesa di Lalatta di Palanzano

Nato a Lalatta di Palanzano in un'umile famiglia il 13 maggio 1850, Andrea Ferrari venne ordinato sacerdote nel 1873. A 27 anni divenne rettore del Seminario diocesano di Parma. Giunto alla guida della diocesi ambrosiana, assunse accanto al nome di battesimo quello di Carlo in onore di San Carlo Borromeo.

Importante è il legame tra il futuro cardinale Ferrari e la nostra provincia: infatti la diocesi di Guastalla fu la prima sede episcopale di mons. Andrea Ferrari eletto vescovo da papa Leone XIII nel 1890 a quarant’anni; breve ma incisivo fu il suo episcopato guastallese: nel 1891 fu trasferito alla diocesi di Como e nel 1894 lo stesso Leone XIII lo elesse cardinale arcivescovo di Milano.

Il suo percorso come uomo di fede è conosciuto da tutti: da umile prete che celebrò la sua prima messa nel Santuario di Fontanellato, a Direttore del Seminario Maggiore di Parma, a Vescovo della Diocesi di Guastalla e di Como fino ad arcivescovo e Cardinale di Milano, dove le sue spoglie sono sepolte e venerate nel Duomo di Milano e beatificato il 10
maggio da Papa Giovanni Paolo II.

Eccezionale figura di pastore, ricercò costantemente l’incontro con il suo popolo soprattutto per mezzo della visita pastorale. Diede nuovo vigore all’istruzione religiosa e agli oratori parrocchiali e istituì numerosi collegi per l’educazione della gioventù. Aprendosi sempre più alle istanze del suo tempo, riconciliò e potenziò la stampa cattolica e incoraggiò i fedeli a costituirsi in forza civica, sociale e politica, così da animare la società con i valori del Vangelo.

Convocò tre Sinodi diocesani e un Concilio provinciale; promosse il Congresso eucaristico nazionale, quello di musica sacra e quello catechistico. Attese alla costituzione dell’Università Cattolica e alla fondazione di quell’Opera di assistenza sociale che da lui prese il nome.

Con carità inesauribile durante la Prima Guerra Mondiale si adoperò per alleviare le sofferenze dei soldati e delle loro famiglie. Le agitazioni sociali del 1898, la feroce repressione del generale Bava Beccaris, la lotta antimodernista, la partecipazione dei cattolici alla vita pubblica furono per il Cardinale fonte di gravi incomprensioni e di molte sofferenze, ma ne misero in luce la rettitudine e la magnanimità del cuore.

Affetto da male incurabile che lo privò della voce, si spense il 2 Febbraio 1921. Fu beatificato da papa Giovanni Paolo II il 10 Maggio 1987.

Così lo ricorda Lino Franzini, presidente dell’Associazione Amici del Beato Cardinal Ferrari: “Ci tengo a ricordare
l’uomo ‘Andrea Ferrari’ che ha dedicato la sua vita ad occuparsi di chi aveva bisogno, operando giorno con tutte le sue forze, fino ad essere definito ‘Moto perpetuo’. Impegno dimostrato con l’esempio; tenendo per sé la camera più
piccola e più umile dell’arcivescovado di Milano, visitando e creando associazioni caritative che si occupassero di
bambini, anziani e donne bisognose, arrivando a girare personalmente per le strade di Milano a portare viveri e aiuto
alle famiglie e ai soldati feriti durante la prima guerra mondiale”

 

Agenzia Redacon ©
E' vietata la riproduzione totale o parziale e la distribuzione con qualsiasi mezzo delle notizie di REDACON, salvo espliciti e specifici accordi in materia e con citazione della fonte. Violazioni saranno perseguite ai sensi della legge sul diritto d’autore.

2 Commenti

  1. Non me ne voglia l’amico Lino, ma trovo più corretto considerarlo ” Uomo di Dio”, perché è in virtù di questo che si è speso per gli ultimi.
    Noi cattolici dobbiamo avere più coraggio !

    Ivano Pioppi

    Rispondi
  2. Caro Ivano, la religione Cristiana era un grande valore che si apprendeva in famiglia, a catechismo, a scuola, a militare e nella vita; i Dieci comandamenti erano legge per tutti noi, ora siamo arrivati a togliere i Crocefissi dalle scuole, dagli ospedali e dagli uffici; meno male che il Cardinal Ferrari e tanti come lui se ne sono andati, meglio che non vedano come abbiamo ridotto questo paese Italia, sede del Cristianesimo; è stata abbandonata la corretta via per seguire i pifferai magici, il precipizio che ci attende non credo sia lontano.

    Franzini Lino

    Rispondi

Lascia un Commento

Se sei registrato puoi accedere con il tuo utente e la tua password. Se vuoi registrarti al sito clicca qui.

Altrimenti lascia un commento utilizzando il form sottostante.

Privacy Policy

Powered by WordPress | Officina48