“Bianca fanciulla” – poesia di Alberto Bottazzi

Bianca fanciulla

 

Lampo del ricordo sfreccia da lei come saetta,

accarezzale il volto, i capelli, le labbra acerbe

che non hanno avuto il tempo di sbocciare.

 

Bianca fanciulla, frastornano le note di quegli anni,

quando dalla corsa in riva al fiume iniziarono le tue pene,

quel peso assassino sul petto che ti avrebbe portata via.

 

Essere fragile, vorrei sprofondare nelle tenebre per vederti,

saper pregare la tua anima  sulla gelida tomba di marmo,

dove il desiderio d'avventura è sepolto con il tuo destino.

 

Bianca fanciulla, mi raccolgo in silenzio, m'incammino nel gelo,

dappertutto si aprono strade che portano ai ricordi di gioventù,

strade un tempo scintille magiche di vita, ora riflesso del nulla.

 

 

Alberto Bottazzi, 28 gennaio 2021

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