Bollette gas IREN: Italia Viva Appennino prende posizione

Riceviamo e pubblichiamo

Italia Viva Appennino Reggiano esprime profonda preoccupazione nei confronti della drammatica vicenda legata all'aumento delle bollette Iren

Tanti nostri concittadini hanno ricevuto, e stanno ricevendo, bollette con importi ingiustificati rispetto al reale consumo.

In un periodo di grande precarietà e preoccupazioni, la mancanza di una doverosa, corretta e puntuale informazione da parte di Iren, le difficoltà degli utenti nell'ottenere spiegazioni e un supporto da parte del fornitore nel trovare una soluzione meno impattante negativamente sul bilancio famigliare, si aggiunge il disagio delle restrizioni negli spostamenti dovute al periodo di pandemia

Cittadini e imprese in situazioni di grande difficoltà, stremati da un anno di emergenza sanitaria, si sono trovati di fronte ad un rincaro spesso impossibile da rateizzare. 

Ci auguriamo che i Sindaci della Provincia di Reggio Emilia, in primis gli amministratori del nostro Appennino, in sede di confronto con Iren chiariscano la situazione.

La nostra montagna è territorio di grande interesse, come si è potuto constatare anche durante la scorsa estate.

Seppur con mille difficoltà, le zone più decentrate come l'Appennino mantengono in vita le proprie attività e aiutano a mantenere vitali i piccoli centri, risulta quindi fondamentale ogni azione in grado di aiutare, non ostacolare, il rilancio economico e sociale.  

ITALIA VIVA APPENNINO  

Agenzia Redacon ©
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8 Commenti

  1. Questo comunicato è sorprendente, non tanto per il contenuto come sempre ovvio e scontato, quanto per il fatto che Italia Viva esista ancora, malgrado abbia più rappresentanti in parlamento che elettori nel paese.
    O forse c’è un programma informatico che emette comunicati in automatico per simulare l’esistenza del partito???

    Andrea

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  2. Io non so quale sia la consistenza di Italia Viva nei nostri posti, e neppure ne conosco l’organizzazione territoriale, o se ha propri rappresentanti nel Consigli comunali montani, oppure se si tratta di un comunicato che esce “in automatico per simulare l’esistenza del partito”, per di più con un “contenuto come sempre ovvio e scontato”, secondo le parole di Andrea, ma se questi interventi aiutassero ad aprire una qualche breccia nell’autoreferenzialità monolitica e impenetrabile in cui non di rado ci si imbatte allorché si ha a che fare con la sinistra – alla quale mi risulta appartenere tuttora Italia Viva – credo che potrebbe beneficiarne l’intera collettività montanara (ci sarebbe da auspicare che Italia Viva Appennino intervenga pure sulla questione rifiuti, specie dopo aver letto oggi che un Comune della Pedemontana starebbe valutando un nuovo modello o sistema di raccolta, volto ad aumentare la quota di riciclo abbassando nel contempo i costi).

    P.B. 11.02.2021

    P.B.

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    • Italia Viva un partito di sinista? Tanto quanto Rifondazione Comunista è un partito di estrema destra!
      Renzi e il suo partito (all’epoca PD), in un battibaleno sono riusciti a fare tutto ciò che Berlusconi & c. non erano riusciti a fare in 20 anni, come ad esempio smantellare gran parte delle tutele dei lavoratori dipendenti.
      Da Italia Viva…a Viva Italia…a Forza Italia, il passo è breve!!!

      Andrea

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  3. Spetta naturalmente ai diretti interessati, cioè gli aderenti ad Italia Viva, il dire se si sentono o meno di sinistra, ma in ogni caso Andrea rammenta di sicuro il concetto espresso da una personalità del recente passato, ossia che per fare una politica di destra occorre un governo di sinistra (forse le parole erano un po’ diverse ma non il loro senso).

    Il che starebbe a significare che la sinistra riconosce la bontà dei programmi “destrorsi” – non vedo altra spiegazione al riguardo – programmi non realizzabili dalla destra per la contrarietà di quei corpi sociali che non li condividono, e che sono semmai in grado di “mobilitare le piazze” (mostrando invece accondiscendenza verso l’agire della sinistra).

    A me pare che tale “anomalia” non giovi al sistema, né abbia giovato alla sinistra il voler “delegittimare” quanto più possibile il Cav. per impedirgli di dar corso al suo programma di governo – il che è cosa diversa dalla normale opposizione politica – salvo poi doversi ricredere (non è peraltro la prima volta che a sinistra si ammettono in ritardo i propri errori).

    P.B. 12.02.2021

    P.B.

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  4. Egregio P.B.
    concordo solo in parte con il suo ragionamento, cioè con le prime tre righe.

    Per il resto, non è a mio avviso “la sinistra” (concetto che così espresso è peraltro piuttosto vago) a riconoscere la bontà dei programmi destrorsi, quanto piuttosto i politici di destra che dicono di essere di sinistra (vedi un certo Matteo), che riescono a far digerire a una parte dell’elettorato cose indigeribili, con la vecchia tattica del “governo amico”, che poi amico non si rivela quasi mai. Questo si, è un vecchio imperdonabile errore da attribuire alla sinistra, cioè di non essere in grado di lottare contro se stessa, soprattutto quando sarebbe il caso di farlo. La sudditanza dei sindacati verso certi meccanismi politici, dovuta a legami coi partiti decisamente troppo stretti e che portano a una certa “subordinazione”, poi decisamente non aiuta.

    Anche a me, per concludere, pare che tale “anomalia” non giovi certamente al sistema.

    Andrea Tognetti

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    • Caro Andrea prima di parlare s’informi. La CGIL e’ scesa in piazza svariate volte contro le scelte del governo Renzi tra cui x esempio il Job Act,, movimentando migliaia di lavoratori non solo di “sinistra”. Ci furono molte piu’ manifestazioni allora di quando al governo vi era il Cavaliere, tanto da essere additati allora, come un Sindacato compiacente con le destre. Ps lei dove era allora ?

      Alex

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      • Caro Alex, mi scuso per non essere stato abbastanza chiaro.
        il mio era un ragionamento più ampio, e non riferito nello specifico a Matteo Renzi, che da sempre non è stato capace di instaurare un buon rapporto con le organizzazioni sindacali (a tutto c’è un limite…)
        Potrei citare invece governi come quello Monti (che ha iniziato a smantellare lo statuto dei lavoratori), o, per andare indietro nel tempo, quello Prodi 1 (che ha varato il pacchetto Treu). Governi appoggiati dalla vecchia guardia del PD/PDS, e rispetto ai quali la discussione sul “governo amico” è tuttora oggetto di scontro all’interno delle organizzazioni sindacali.

        Andrea Tognetti

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  5. Egr. Andrea Tognetti,

    con la immeritata fine dei partiti cosiddetti identitari, e il passaggio alla Seconda Repubblica, ci siamo sentiti ripetutamente dire che anche le ideologie erano superate e “sepolte”, tanto che pure destra e sinistra andavano ritenute definizioni ormai sorpassate, da mettere nel cassetto, salvo poi riscoprire successivamente le “virtù” di quel passato politico (del quale più d’uno sembra oggi mostrare una certa qual nostalgia).

    Ma al di là di tali eventuali rimpianti, e della riscoperta o voglia di destra e sinistra, può essere effettivamente successo che l’averle a suo tempo “ripudiate” abbia ingenerato un po’ di confusione nel riuscire ora a identificarle, e poiché qui si parla di sudditanza dei “Sindacati”, visti da qualcuno come “cinghia di trasmissione a sostegno di un determinato partito, io penso che la sinistra sia individuabile proprio in quella parte politica verso la quale detti corpi sociali sono stati piuttosto indulgenti, ben disposti, arrendevoli, ecc.(ognuno può scegliere il termine che preferisce).

    P.B. 12.02.2021

    P.B.

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