Covid, Davoli (Lega) perora il vaccino russo per San Marino e ne parla col ministro del Piccolo Stato

“Mi sono occupato in prima persona di vaccini grazie ad una rara combinazione di eventi che si sono succeduti nelle ultime settimane” scrive Alessandro Rainiero Davoli, consigliere comunale di Castelnovo Libera a Redacon.

“Oltre un mese fa, per motivi di lavoro, ho fatto conoscenza di un rinomato avvocato belga, con uffici a Ostenda, Bruges e Bruxelles. Mi è stato presentato da un italiano che partecipa ad una trattativa nella quale sono coinvolto. All’italiano, ex militare che ora lavora in un Paese del Medio Oriente, sono arrivato tramite persona amica di un ex deputato originario della nostra provincia. La notizia che mi viene riferita dall’avvocato belga è la possibilità di contattare il distributore ufficiale AstraZeneca e quello dello Sputnik V, prodotto dalla Russia. La condizione non eludibile è che si tratti di una richiesta proveniente da un governo o da istituzioni mediche pubbliche, ad esempio assessorato alla sanità di una Regione. Dopo la richiesta, tramite una lettera su carta intestata e firmata da una autorità pubblica riconosciuta, il distributore ufficiale di AstraZeneca, (credo del Nord America) risponderà direttamente al governo o all’istituzione”.

“Non vi saranno mediatori privati – precisa Davoli - , e le persone che facilitano il contatto non riceveranno denaro dai governi o dalle istituzioni acquirenti. Inoltre non saranno a conoscenza del prezzo, del numero delle dosi da consegnare, dei termini del contratto. E’ evidente che queste condizioni sono una garanzia della serietà della trattativa. A questo punto informo i miei conoscenti. Dopo due tre giorni, un amico mi segnala che il governo di San Marino sta cercando un relazione con il distributore di AstraZeneca o dello Sputnik V di produzione russa”.

“Per questo telefono ad un industriale di San Marino; mi invita nel piccolo Stato, per incontrare membri del governo sanmarinese. Il 10 febbraio, mercoledì, a metà mattina sono sul posto, vengo accolto nella sede dell’azienda, ho un interessante colloquio con l’industriale e con un medico, esperto di profilassi vaccinale. Parlo brevemente dei due vaccini, fornisco le schede tecniche, evidenziando le caratteristiche di quello russo, lo Sputnik V, che a parere di molti scienziati indipendenti ha caratteristiche migliori rispetto al ChAdOx1, o AZD1222, prodotto da AstraZeneca”. Per quanto, precisiamo, lo Sputinik V non è ancora riconosciuto dall’agenzia europea per la sicurezza dei farmaci, l’Ema.

“I miei ospiti sono favorevolmente colpiti anche della procedura che si deve seguire: preciso che io non compro né vendo vaccini, che non sono a conoscenza del prezzo, che non seguirò la fase contrattuale. Il mio intervento è solo quello di metterli in contatto con un primo filtro, un industriale canadese, di informarli sulla procedura da seguire, per portare il governo a contatto diretto con un distributore ufficiale delle due aziende produttrici, quella inglese e quella russa”.

“A San Marino – spiega Davoli - sono esasperati, la popolazione protesta per il ritardo nelle vaccinazioni: sono passati 45 giorni dall’accordo con l’Italia, firmato dal commissario Domenico Arcuri*, accordo che prevedeva la consegna di 50 mila dosi entro poche settimane. Fiale mai arrivate. Il Congresso di Stato, (governo), rischia di andare in crisi ed essere sfiduciato dal Consiglio Grande e Generale, (il loro Parlamento)”.

Riprende la narrazione dei fatti: “Per lo stesso pomeriggio mi viene fissato un incontro con il Segretario di Stato al lavoro, che è l’appellativo con il quale chiamano i ministri (10), nello stato del Titano. Pochi minuti dopo le 16 vengo accompagnato al Palazzo del Governo, sul monte Titano (Titen, in lingua romagnola). Nello scendere dalla macchina di lusso, con una rapida occhiata apprezzo il panorama della città medievale, della vallata punteggiata da borghi e dei vicini monti appenninici”.

“Vengo introdotto in una bella sala riunioni, alla presenza del ministro; dopo un breve presentazione parlo della procedura da seguire, per via elettronica chiedo gli sia spedita copia della lettera dell’avvocato belga, con la procedura da seguire, per contattare il distributore dei vaccini. Il ministro, Teodoro Lonfernini, un dinamico quarantenne, pilota sportivo appassionato di corse automobilistiche, mi ascolta con attenzione, pone alcune domande, e al termine del colloquio mi ringrazia”.

“Come ultima informazione – precisa Davoli - tengo a precisargli che non sono un intermediario, che non vendo né compro vaccini, che rimarrò fuori dalla trattativa e che non pretendo provvigioni dal governo. Se l’operazione avrà successo sarebbe gradito solo un eventuale riconoscimento pubblico dell’attività svolta e una foto con le autorità dello Stato, oltre che con il simpatico industriale che mi ha portato sin lì. Ci stringiamo la mano e ci salutiamo”.

Per dovere di cronaca: “Il giorno successivo esce la notizia sul Resto del Carlino della decisione del governo sanmarinese di acquistare il vaccino russo, lo Sputnik V, per il quale contatti erano già stati presi la settimana precedente nell’incontro a Roma con l’ambasciatore russo. Quindi il mio viaggio e la successiva chiacchierata con il ministro Lonfernini è stata solo una ulteriore verifica e, forse, ma non è una certezza, l’ultima spinta che ha fatto pendere la scelta sul vaccino voluto da Vladimir Putin”.

“Altri due giorni e l’industriale sanmarinese mi chiama per esternare il ringraziamento suo e del governo del Titano; le informazioni che ho fornito sono state utili e potranno servire successivamente, se avranno la necessità di acquistare anche dosi di AstraZeneca”.

Di lì a poche ore esce l notizia che San Marino è il 30° Paese al mondo ad aver approvato e acquistato il vaccino russo Sputnik. Le prime dosi nella piccola Repubblica in arrivo saranno oltre 7.000. E’ stato il governo del Titano ad avere annunciato di aver siglato il protocollo d’acquisto del vaccino sviluppato dall’Istituto nazionale di epidemiologia e microbiologia Nikolai Gamaleya di Mosca. L’intesa è stata siglata con il Russian Direct Investment Fund e, aggiungono le Segreterie, “è stata possibile grazie alle solide relazioni internazionali tra San Marino e la Federazione Russa, con l’obiettivo da parte del governo di raggiungere l’auspicata immunità della popolazione sammarinese”.

San Marino non ha ricevuto nemmeno una delle 50.000 dosi previste dall’accordo firmato con l’Italia a inizio gennaio. E le vaccinazioni non sono ancora partite per i suoi poco più di 30.000 abitanti, nemmeno per i sanitari.

“L’acquisto di questo quantitativo di vaccini – spiega il ministro alla Sanità - che andrà a sommarsi alle dosi previste dall’Intesa precedentemente siglata con l’Italia, integrerà le nostre scorte per mettere al riparo tutta la popolazione sammarinese nel più breve tempo possibile”.

 

 

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2 Commenti

  1. Bravo Davoli, le tue capacità e il tuo impegno sono indiscutibili; forse è proprio questa tua serietà che ti penalizza, da parte mia mi sono convinto che le persone serie e oneste che pensano al bene comune non vanno bene per questo paese perchè potrebbero non fare l’interesse del partito. Mi sorprende che il Governo Sanmarinese confidasse che le dosi concordate con l’Italia gli venissero fornite, mi delude molto, meno male che ha capito la lezione e si è rivolto ai Russi e potrà vaccinare i suoi cittadini.

    Franzini Lino

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  2. Sig. Davoli Lei riesce spesso a stupirci.
    Questo è un altro racconto tipo ” agente segreto ” condito di fortuite casualità e stranissime coincidenze.
    Comunque sia Le faccio i complimenti per aver dato una mano così importante ai cittadini di San Marino.
    Ci auguriamo davvero possa fare altrettanto anche per Castelnuovo Nè Monti e tutto il ns. disastrato e bistrattato appennino.
    Grazie dell’ attenzione.

    Vittorio Bigoi

    Rispondi

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