La dirigente scolastica Sara Signorelli: “Lasciate fuori la scuola dalle questioni che animano la politica”

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Sara Signorelli, dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo di Casina e Carpineti in merito al dibattito politico sviluppatosi attorno alla donazione di borracce agli alunni.

All’interno della mozione, il Gruppo di minoranza aveva infatti inserito una serie di impegni di cui l’Amministrazione avrebbe dovuto farsi carico, tra i quali la progressiva eliminazione dell’utilizzo della plastica negli edifici comunali e la dotazione di borracce di alluminio a studenti e dipendenti comunali. A un anno e mezzo di distanza, l'amministrazione ha concretizzato una parte della proposta che si inserisce nel discorso più ampio di sviluppo sostenibile e responsabile dei nostri luoghi.

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Leggo con rammarico che un’iniziativa proposta alla scuola dall’amministrazione comunale di Casina nella persona del sindaco Stefano Costi genera considerazioni di tipo politico. Abbiamo accolto a scuola il sindaco e l’intero Consiglio comunale per riflettere sull’ambiente, sul valore dell’acqua, sulla necessità di ridurre i consumi di plastica e sull’importanza del dedicarsi alla cura di piante e fiori per abbellire e ravvivare i balconi e i giardini del paese.

Insieme ai docenti abbiamo convenuto di dare il necessario rilievo all’iniziativa del “dono delle borracce” perché in questi mesi i nostri bambini e ragazzi desiderano alzare lo sguardo verso il futuro e pensare di nuovo a giorni belli, ricchi di sport ed avventura e la borraccia è simbolo anche di questo. Gli adolescenti poi chiedono di potersi confrontare sui temi dell’ambiente che sentono urgenti e pressanti, e questi doni sono stati un importante punto di partenza per le loro bellissime riflessioni. La scuola ha il dovere di sostenerli e di guidarli in queste esperienze. Oggi poi ha il compito, più urgente che mai, di aiutarli a sognare nuovamente il proprio futuro.  Ed è seguendo questi principi che abbiamo agito.

Come Dirigente Scolastico di un Istituto che comprende due comuni sento forse il dovere di dialogare attivamente con entrambe le amministrazioni per il bene dei bambini e ragazzi al di sopra di considerazioni varie e di ogni rivendicazione politica. Come ho avuto più volte modo di sottolineare la scuola è del territorio. E’ il territorio stesso, che nelle sue forme di partecipazione, deve aiutarla a sostenersi e ad ampliare l’offerta formativa e le opportunità per i piccoli cittadini di domani. In questi mesi abbiamo ricevuto tanto aiuto e supporto dalle famiglie, dalle Amministrazioni comunali, dallo SNAI, dalla Protezione Civile e dalle Associazioni, che ringrazio davvero per tutto quanto hanno fatto per noi.

Permettetemi quindi di chiedere, con cortese fermezza, di lasciare la scuola fuori dalle questioni che animano la politica perché i nostri ragazzi hanno solo bisogno di adulti entusiasti che pensano e lavorano per loro, come quotidianamente fanno i nostri insegnanti, senza altre rivendicazioni che non il loro bene.

Sara Signorelli, dirigente scolastico

 

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Un Commento

  1. Ogniqualvolta ciascuno di noi esprime un’opinione su fatti, iniziative, ecc…., può esservi sempre chi, del tutto legittimamente, vi scorge dietro una qualche finalità politica, ma resta altrettanto legittimo, a mio vedere almeno, il diritto di ciascuno ad esporre comunque il proprio pensiero, e avanzare le proprie considerazioni, riguardo all’una o altra circostanza (considerazioni cui si può ovviamente replicare e controbattere)..

    Io non so quale lettura dare, nella fattispecie, alle parole della Dirigente scolastica, ma ove volessero semmai significare che non sono sindacabili le decisioni prese a livello scolastico, allorquando può intravedersi il rischio che i relativi giudizi o rilievi siano ispirati dalla rispettiva appartenenza politica, mi troverei a dissentire per la ragione che avanti dicevo (pur con tutto il rispetto dovuto a quanti sono di parere differente dal mio).

    P.B. 24.02.2021

    P.B.

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