La stagione invernale è saltata, ora l’arancione scuro. Giannarelli: “aspettiamo i ristori”

Dopo aver perso il periodo delle festività natalizie, un briciolo di speranza ormai spenta verso metà febbraio, quando poche ore prima della riapertura degli impianti sciistici in alcune regioni del Nord-Italia il ministro della Salute Roberto Speranza ha bloccato tutto e ora, con il nuovo Dpcm che protrae la chiusura fino al 6 aprile, la speranza lascia il posto alla consapevolezza, non si riapre più.

La conferma definitiva è arrivata martedì: fino al 6 aprile non sarà possibile sciare su tutto il territorio italiano, comprese (ovviamente) anche le due stazioni sciistiche reggiane che già da tempo si erano preparate a riaprire, Cerreto Laghi e Ventasso.

Ammesso e non concesso che ad aprile il governo permetta davvero di aprire gli impianti sciistici senza gridare al lupo, l'ipotesi di poter avviare da zero una stagione sciistica ad aprile inoltrato, senza garanzie di tenuta del manto nevoso e della presenza degli appassionati (maggiormente attirati dalla possibilità di fare le prime puntate al mare, con l'arrivo del sole e dei primi caldi), è assolutamente inaffrontabile per gli operatori.

Lo conferma Marco Giannarelli, titolare degli impianti di risalita al Cerreto: "Resteremo aperti ancora il prossimo fine settimana per gli atleti iscritti agli sci club e tesserati Fisi, ma poi penso che chiuderemo del tutto. È un peccato perché quest'anno era venuta davvero tanta neve, sulle piste ce n'è ancora moltissima".

A preoccupare anche l'andamento della pandemia, che in montagna segna un aumento dei casi considerevole. "Nonostante il rammarico - spiega Giannarelli - capisco la necessità di tutelare in primis la salute della collettività. Almeno quest'ultimo rinvio ci è stato annunciato con qualche giorno di anticipo rispetto alla data di possibile riapertura precedentemente annunciata del 5 marzo".

Una magra consolazione, ma che almeno fa risparmiare non pochi soldi a chi sta scontando perdite sempre più ingenti. "Ora siamo rivolti alla stagione turistica estiva - conclude Giannarelli - sperando che la situazione migliori. Con la stagione invernale definitivamente e completamente saltata ora si deve però iniziare a parlare seriamente di ristori, perché tanti operatori, non solo degli impianti ma anche nella ricettività e nel settore del commercio, qua sul crinale sono in grandissima difficoltà".

Con la nuova ordinanza regionale che posizione Reggio Emilia in zona arancione scuro e con il conseguente divieto di spostarsi anche al di fuori dei piccoli comuni sotto i 5.000 abitanti, gli impianti perdono anche quei pochi appassionati che salivano per passeggiare o ciaspolare sulla neve, o per fare sci di fondo nei percorsi attorno al Lago Pranda o a Pratizzano. Nella stessa situazione di Cerreto si trova anche la stazione di Ventasso, mentre a Febbio la stagione era già stata battezzata "di transizione" per la scelta di avviare l'intervento di revisione quindicennale della seggiovia Fortino-Mardonde che arriva fino ai 1.500 metri. Anche qui si punta con decisione sull'estate, che peraltro da qualche anno, per la località villaminozzese, è quella che vede il maggior numero di turisti.

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