Reazione avversa ad AstraZeneca, un caso serio per un insegnante dell’Appennino

L’Ema (l’Agenzia europea per i medicinali) sta per apprestarsi a dare parere favorevole, con prescrizioni, all’utilizzo del vaccino di AstraZeneca dopo il ritiro temporaneo in diversi paesi europei, a scopo prudenziale, dopo che è stato provato che alcuni decessi avvenuti dopo la vaccinazione non hanno conseguenze temporali con la somministrazione del farmaco. I numeri dei presunti morti per il siero in Europa dimostrano che i preparati sono sicuri e i presunti eventi sono rarissimi. Mentre ammalarsi di Covid-19 e morire è estremamente più probabile.

Redacon, intanto, apprende di tre casi di reazioni avverse – descritte comunque in bibliografia – e che, in termini statistici, rientrano tra le possibilità di reazione, come qualsiasi farmaco ha. Tre i casi di reazioni avverse al vaccino AstraZenaca avvenute tra il  personale docente che, in Appennino, è stato vaccinato anche col lotto ABV2856 ritirato poi precauzionalmente giovedì scorso.

Il caso più significativo è quello di un giovane insegnante, che vive da solo in un comune montano, e che si è recato a effettuare il vaccino AstraZeneca – quindi non il lotto ritirato – nella giornata di sabato. Nella notte, il docente si è svegliato ed è collassato a terra, battendo violentemente il capo su un gradino del bagno. Dopo alcune ore in cui è rimasto privo di sensi a terra, si è risvegliato, insanguinato ed è riuscito ad avvisare i soccorsi del Sant’Anna che, nel cuore della notte, sono intervenuti in suo aiuto. Condotto in ambulanza in ospedale, qui gli sono stati effettuati tutti i controlli ematici e non solo del caso, l’uomo veniva dimesso con due punti di sutura. Risulta tuttora sorvegliato – anche con ulteriori accessi al pronto soccorso - per i noti e rari problemi trombotici che potrebbero derivare dal farmaco e che, comunque, non sono ad oggi avvenuti.

Veniamo quindi a conoscenza del caso di una insegnate, con microtrombosi alle dita, tuttora sotto osservazione e, probabilmente, un altro caso simile.

“Rifarei il vaccino – spiega il docente che ha avuto la reazione più seria a Redacon – due miei prozii sono deceduti da Covid. Chiaramente preferirei che il richiamo, quando lo farò, avvenisse in day hospital!”.

I pochi effetti collaterali sul totale degli esiti favorevoli restano la prova che i benefici dei vaccini superano i rischi.

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4 Commenti

  1. Il titolo dell’articolo è fuorviante.
    La serietà della situazione è dovuta al colpo in testa, non al vaccino.
    Non trovo il senso di dover scrivere articoli volti al solo sensazionalismo per cavalcare la campagna di screditamento dei vaccini.
    Vi prego di non contribuire al calo di fiducia nei vaccini, non è serio.

    Giorgio

    RISPONDE LA REDAZIONE: Nulla di fuorviante, ma solo la cronaca dei fatti. Lo svenimento non è stato causato dal colpo ma è stato precedente, confermiamo quanto scritto. L’insegnante è ora sotto osservazione per il tema delle possibili trombosi. Come scritto diffusamente nell’articolo i vaccini restano comunque sicuri come (e meglio) di molti altri farmaci.

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  2. Non ho criticato la cronaca, ma il titolo.
    “Un caso serio per un insegnante dell’Appennino” lascia intendere altre problematiche che non un plausibile calo di pressione, tutto qua.

    Giorgio

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  3. Concordo con il “lettore”, ma capisco anche la “redazione”: SIAMO NOI UTENTI A CREARE QUESTA SITUAZIONE, PERCHÉ NEL WEB CONTANO I “CLICK”!!
    Avrei fatto “click” sulla notizia se il titolo fosse stato che uno era caduto per uno svenimento dovuto a sindrome influenzale? (che gira e rigira è quello che è successo…che cioè il vaccino spesso causa sintomi del genere…)

    Probabilmente NO…

    RISPONDE LA REDAZIONE: come scritto, la caduta non è avvenuta per una sindrome influenzale.

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  4. Al di là dei singoli e specifici casi, sembra essere piuttosto strano questo nostro mondo, dove c’è una grande richiesta d’informazione, quanto più possibile tempestiva, salvo eccepire semmai sulla forma, ossia sul come le notizie vengono diffuse.

    E’ di certo questione importante e delicata il modo con cui si “fa informazione”, ma non possiamo nasconderci le tante volte in cui – parlando in generale, e dunque fuori dalla circostanza in discorso – lo stesso fatto ci viene presentato in maniera differente.

    Ma se così non fosse ci avvieremmo ad una sorta di “pensiero unico”, evenienza che mi preoccuperebbe non poco, e che resta fortunatamente scongiurabile fintanto che esiste una informazione “plurale”, fornita cioè da più fonti, e da più soggetti.

    Dovrebbe ovviamente coesistere la possibilità di replicare, dissociarsi, avanzare obiezioni, considerazioni, ecc…, il che non è sempre facile, specie se mancano strumenti agevoli per farlo, ma non mi pare il caso di Redacon (almeno fino ad ora).

    P.B. 18.03.2021

    P.B.

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