Vetto, due agenti della Polizia municipale denunciati per maltrattamento e lesioni. LA REPLICA: “Falso”

Giuliano Ruffini, (Foto di Baptiste Giroudon)

Il mercante d'arte ora in pensione Giuliano Ruffini, 76 anni residente a Malta ma con domicilio a Vetto, ha sporto denuncia contro due agenti della Polizia municipale di Vetto sostenendo di essere stato aggredito.

Stando ai termini della denuncia, il grave episodio è accaduto martedì 9 marzo nel pomeriggio. Giuliano Ruffini stava prelevando al bancomat del paese quando è stato avvicinato, in piazza, da due agenti della Polizia municipale che l'hanno invitato a seguirli nella vicina sede comunale. Il motivo del fermo era la violazione delle restrizioni emanate nel nuovo Dpcm, che impedirebbero di uscire dal proprio comune di residenza o circolare al suo interno senza una comprovata motivazione di necessità.

Nella denuncia ai carabinieri, Ruffini ha invece contestato l'accusa di violazione delle disposizioni anti-Covid considerando che è domiciliato nel comune di Vetto e, di conseguenza, anche lo spostamento dalla piazza alla sede comunale.

Nonostante le indicazioni fornite, all’uomo veniva ugualmente contestato il fatto che la sua residenza fosse a Malta e pertanto la sua presenza nel territorio di Vetto fosse in aperta violazione delle disposizioni vigenti in questo periodo di pandemia. Un volta nella sede comunale, mentre gli agenti stavano verificando quale fosse l’attuale domicilio, Ruffini ha cercato di parlare con qualche altro dipendente del Comune ed è allora che, giunto in prossimità della porta, veniva "afferrato al collo da un agente, strattonato e colpito al gomito destro con un manganello telescopico di colore bianco. Mentre l’altro agente estraeva anche le manette minacciando l’arresto".

A quel punto il pensionato, spaventato, ha contattato telefonicamente suo figlio Mathieu Ruffini che abita in comune di Vetto, chiedendo l'intervento dei carabinieri, i quali, però, per un disguido si sono recati nella sede municipale di Castelnovo ne' Monti anziché in quella di Vetto.

Dopo la richiesta di aiuto al figlio, gli agenti, a detta di Ruffini, gli restituivano i documenti con l’invito a nominare un difensore di fiducia. Raggiunto il figlio, che lo attendeva a Castelnovo ne' Monti con i carabinieri, Ruffini si è recato al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Anna dove i sanitari, riscontrati i traumi al gomito e al collo: l’hanno dimesso con 7 giorni di prognosi.

In seguito a quanto accaduto, nella giornata di venerdì Ruffini si è recato alla caserma dei carabinieri di Castelnovo ed ha presentato la denuncia contro i due agenti della municipale.

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Riceviamo e pubblichiamo.

Il Comandante Musiari risponde sulle accuse di aggressione da parte di due agenti della Polizia locale

In relazione a quanto affermato da un pensionato domiciliato a Vetto, che a suo dire sarebbe stato aggredito da due agenti della Polizia locale dell’Unione Appennino, afferma il Comandante del servizio, Gianfranco Musiari: “La versione rilasciata dall’uomo è molto distante dalla relazione di servizio dei nostri agenti. Fermato in centro a Vetto, alla richiesta di dove fosse residente e delle motivazioni per le quali era in paese in zona arancione rafforzata, ha subito iniziato a dare risposte molto aggressive con insulti rivolti agli agenti, senza fornire alcuna indicazione sui motivi per i quali appariva in violazione delle restrizioni vigenti, e dando il via ad una scenata in mezzo alla piazza. Vista la situazione è stato invitato ad entrare in Municipio. Qui gli è stata notificata la sanzione legata alla mancata osservanza delle norme anti Covid. Questa sanzione peraltro non ha alcuna attinenza con la sua residenza o domiciliazione. Una volta appreso della sanzione, l’uomo ha nuovamente insultato, molto pesantemente, gli agenti, minacciandoli, e si è buttato a terra dicendo che li avrebbe fatti licenziare. A seguito del suo comportamento è stata emessa, subito dopo questi avvenimenti e prima delle sue esternazioni, denuncia a suo carico per minacce, resistenza a pubblico ufficiale e oltraggio”.

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2 Commenti

  1. Ecco cos’ho detto, a loro dire, di offensivo: ho detto che la divisa che indossavano non gli dava il diritto di essere presuntuosi, arroganti e prepotenti ma che erano al servizio del cittadino per fare rispettare la legge in una maniera diplomatica, coerente e con gentilezza. Soprattutto in questo momento di pandemia dove le regole cambiano ogni momento e i cittadini sono confusi sul come comportarsi o muoversi. In 50 anni che sono a Castelnovo tutti mi conoscono, mai avuto problemi di qualsiasi genere con persone o forze dell’ordine. Anni fa ho fatto per parecchio tempo l’istruttore di arti marziali e difesa personale, insegnavo come tenere sempre il sangue freddo in mezzo a diverbi, di rifiutare sempre il confronto aggressivo. A Castelnovo ho fatto anche il servizio d’ordine nella discoteca del tempo e ho sempre fatto spegnere le risse aggressive senza mai usare la violenza, e oggi che compio 76 anni dovrei minacciare dei vigili per un verbale? Sarei diventato pazzo. Per quanto riguarda il fatto che mi sarei buttato a terra nella sala comunale, non e proprio il mio essere di uomo. Questa è una bugia inventata dai vigili per giustificare la loro aggressione quando ho deciso di uscire dalla sala comunale per cercare di incontrare il sindaco. E’ a quel punto che mi sono saltati addosso uno dietro al collo e l’altro con il manganello preso sul gomito. Per questo non potendo uscire ho telefonato a mio figlio chiedendogli di chiamare i Carabinieri e ho anche telefonato a un amico che conosce il sindaco chiedendogli di chiamarlo subito per spiegargli la situazione. Quando poi i vigili hanno sentito dire a mio figlio di chiamare i Carabinieri, mi hanno ridato i documenti e spinto fuori con forza.

    GR

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  2. Dico solo che non entro nel merito, ci penserà chi di dovere, che per il bene del paese e di tutti in questo periodo strano, speriamo che arrivino presto ad una conclusione che possa portare le due parti ad una stretta di mano con tanto di scuse.

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