Il “Dantedì”: riflessione sul tema nelle comunicazioni settimanali dell’Unità pastorale di Carpineti

UNITÀ PASTORALE DI CARPINETI (335/8257036)

 San Prospero, San Biagio, San Donnino, San Pietro,

Onfiano, Pantano, Pianzano, Poiago e Pontone

Vita parrocchiale dal 21 al 28 marzo 2021.

 

DOMENICA 

21 marzo

S. Messe: Carpineti ore 8.30 (de. Enrico, Adeodato, Ugo e Ismaele) ore 11.15 (def. Rossi Vinicio e Marianna) ore 18.00 (def. Baldelli Adeodato)    Pontone ore 10.00         Pantano ore 10.00 
LUNEDI’

22 marzo

S. Messa: ore 18.00 (def. Ibatici Giacomo e Becchetti Fany)
MARTEDI’

23 marzo

S. Messa: ore 18.00 (def. Cornioli Amos e Gisvaldina)
MERCOLEDI’

24 marzo

Memoria dei Missionari Martiri

S. Messa: ore 10.30 (def. Franzoni Giuseppe)

GIOVEDI’

25 marzo

Gesù ci parla della propria glorificazione, il mistero della sua croce e risurrezione, usando l’immagine del chicco di grano che, proprio quando sembra morire, produce molto frutto.

Solennità dell’Annunciazione

S. Messa: ore 18.00 (def. Munarini William)

VENERDI’

26 marzo

S. Messa: ore 15.00 (def. Guidetti Aronne) Via Crucis
SABATO

27 marzo

S. Messe: ore 10.00 (libera intenzione)

ore 18.00 a S. Donnino

DOMENICA

28 marzo

Delle Palme, inizio Settimana Santa. Offerte per la Quaresima Missionaria

S. Messe: Carpineti ore 8.30 (pro populo) ore 11.15 (def. Franzoni Giuseppe)

ore 18.00 (def. Rivi Rosa)    Pontone ore 10.00         Pantano ore 10.00 

 

Meditazione domenicale. Nel dono di Gesù si compie l’alleanza. Nel brano del Vangelo di questa domenica campeggia la sentenza di Gesù sul chicco di grano, che solo se muore porta frutto. Quest’immagine allude alla sorte del Cristo, chiamato a donarsi per la salvezza dell’umanità. Tale sorte, in tutta l’opera giovannea, viene reinterpretata con il linguaggio della glorificazione. Questa terminologia di stampo anticotestamentario indica quegli eventi determinanti la vicenda del Messia, che sono il contenuto della nuova rivelazione divina, proprio quella che gli uomini avranno nel cuore e che costituisce l’attesa di Geremia, il profeta annunciatore di un’alleanza nuova (prima lettura). La rivelazione cristologica, infatti, non consiste in leggi da osservare e norme a cui obbedire, ma in una forza viva che sopraffà le logiche della morte. Nella seconda lettura, secondo l’autore della lettera agli Ebrei, il carattere sacerdotale del Messia consiste proprio nell’evento della Morte e della Resurrezione che, diventando dinamica di vita, rende perfetto non solo Lui, ma tutta l’umanità.

Quaresima missionaria. In questa quinta domenica desideriamo ricordare e pregare per la missione diocesana in Rwanda. Attualmente non ci sono missionari in servizio stabile, ma continua il legame con il sostegno di alcuni progetti, in particolare le tre case Amahoro: Mukarange, Kabarondo e Bare. Desideriamo pregare anche per Donata Frigerio, recentemente partita per Bukabvo- Rep. Dem. Congo, per un servizio missionario. Preghiamo per la missione rwandese e per tutto il popolo di questo piccolo paese africano, colpito 26 anni fa da una terribile guerra civile. La missione del Rwanda ci può insegnare anche oggi la capacità di rinascere, il coraggio di realizzarsi e di ricostruire, anche quando si direbbe che tutto, persino la speranza, è stato fatto a pezzi. “Com’è importante sognare insieme! (…) Da soli si rischia di avere dei miraggi, per cui vedi quello che non c’è; i sogni si costruiscono insieme”. Il 24 marzo ricorderemo i missionari martiri “Riaccendiamo il sogno” o “Riaccendiamo la speranza”. I missionari martiri hanno assegnato e creduto in una nuova fraternità, fondata sul Vangelo. Facciamoci “prossimi in questo sogno”, sentiamoci vicini nel cammino proposto da la “Fratelli tutti”, riaccendiamo il sogno, accendiamo una candela sulla finestra alla sera. Domenica prossima raccoglieremo il frutto della quaresima carità, le nostre offerte per le nostre missioni diocesane. Se siamo stati capaci di rinunciare a qualche cosa, che per noi è superfluo, mettiamola a disposizione di chi è privato del necessario.

A 700 anni dalla morte di Dante. Il poeta con la Bibbia. In questo anno dantesco, il 25 marzo è stato proclamato “Dantedì”; è il giorno che si ritiene sia iniziato il viaggio di Dante nell’oltretomba, raccontato nella Divina Commedia, che è stato scelto come data simbolica nel giorno da dedicare al sommo poeta, in quest’anno dantesco in cui ricorrono i 700 anni dalla sua morte. Come ha ricordato il Presidente Sergio Mattarella, “Dante è stato un grande italiano, che ha raggiunto le vette più alte della letteratura di tutti i tempi e ci spinge a continuare a interrogarci sul patrimonio consegnatoci da questo straordinario intellettuale, completo sotto ogni profilo”. Dante ha trovato la sua ispirazione dalla imprescindibile radice biblica, tanto che qualcuno ha parlato della Divina Commedia come “ultimo libro della Bibbia”. “Una commedia presto diventata divina”, che per il suo autore doveva essere semplicemente commedia. L’aggettivo “divina” lo userà per primo Boccaccio, ma sarà aggiunto solo in un’edizione del 1555 da Ludovico Dolce, e da allora diverrà parte integrante del titolo. Nell’Epistola a Cangrande, Dante stesso ne spiega la ragione: mentre la tragedia all’inizio meravigliosa e placida è alla fine fetida e paurosa, la commedia invece inizia dalla narrazione di situazioni difficili, ma la sua materia finisce bene. Insomma, ha un lieto fine. In essa si descrive l’itinerario di Dante, dal 07 aprile 1300, venerdì santo dell’anno del I° Giubileo (ma una parte della critica propende per il 15 marzo), attraverso i tre regni dell’oltretomba cristiano, da lui effettuato con l’assistenza di tre guide: il poeta latino Virgilio, nell’Inferno e Purgatorio fino all’Eden; Beatrice, donna da lui amata, fino al Cielo Empireo del Paradiso; e San Bernardo che lo conduce alla contemplazione di Dio e con il quale il viaggio ha termine. L’articolazione del poema è regolata da una precisa simmetria, dal carattere fortemente simbolico. 3 le cantiche (Inferno, Purgatorio, Paradiso); 33 i Canti di cui si compone ciascuna di esse (più uno introduttivo a tutta l’opera); la metrica è la terzina, per cui ogni rima compare 3 volte. Occorre ricordare che il numero 3, nella cultura medioevale, aveva un valore simbolico, religioso (la Trinità), ma anche magico. Il 25 marzo la Chiesa celebra l’Annunciazione di Maria, che Dante ha cantato in modo sublime con queste parole: “Vergine Madre, figlia del tuo Figlio, umile e alta, più che creatura, termine fisso ed eterno consiglio, tu sei colei che l’umana natura nobilitasti sì, che il suo fattore non disdegnò di farsi sua fattura… Donna sei tanto grande e tanto vali, che qual vuol grazia e a te non ricorre, sua disianza vuol volar senz’ali”. Vergine Annunziata, prega per noi!

Offerte ricevute: In memoria di Palladini Umberto i familiari per la chiesa. Rossi Ornella per la Parrocchia. Franchini Gianluca per la Caritas. In memoria di Rivi Rosa  Crovegli Paola per la chiesa di Pantano. A tutti grazie!

 

Ricordiamo i nostri morti

 

Monticelli Roberto di anni 74, deceduto a Reggio Emilia il 13 marzo. Nato a Carpineti, nella frazione di Villaprara, ha iniziato da giovane a lavorare nel mondo agricolo con la sua famiglia, poi diventando contoterzista, per poi approdare come cantoniere comunale. Sposato con Beretti Silvana, ha generato con lei tre figli: Monica, Ilenia e Cristian. La sua morte ha colto tutti di sorpresa, tempra forte, grande lavoratore, il suo fisico però non ha resistito a quel piccolo ma tremendo virus che tiene in scacco l’umanità intera. In tanti hanno espresso la loro partecipazione e il loro cordoglio per la prematura morte. Roberto infatti era conosciuto un po’ in tutta la montagna, per la sua passione di cercatore di tartufo, di funghi ed esperto norcino. Amante della compagnia e dell’allegria. Alpino disponibile e generoso negli aiuti, collaborava con quanti amavano la socialità. Ricoverato in ospedale in questo tempo di pandemia non ha potuto avere accanto nessuno se non infermieri e medici, ma nel contempo, tutti quelli che lo conoscevano e lo stimavano hanno avuto un pensiero di lui. Anche come comunità parrocchiale lo abbiamo ricordato nelle messe domenicali. Nell’omelia ho espresso un mio pensiero: su un letto di ospedale, oltre alla speranza nella guarigione, si valuta anche la propria esistenza e si chiede aiuto e conforto. Sono certo che il pensiero vada anche a Dio e Roberto, come battezzato, non è stato abbandonato da Lui. Mi piace pensare che abbia avuto un pensiero di affidamento al Signore. In tanti hanno partecipato al suo funerale. È stata letta la preghiera dell’alpino e a nome di tutti gli alpini è stato fatto dal Prof. Rondanini Ivo un breve ricordo dell’uomo e dell’alpino. Ho concluso la celebrazione con il canto “Signore delle cime” dove, tra l’altro si dice:” Santa Maria, Signora della neve, copri col bianco e soffice mantello, il nostro amico, il nostro fratello su nel Paradiso, lascialo andare per le tue montagne”. Il suo corpo sepolto nel cimitero di S. Prospero vi riposi in pace, condoglianze ai familiari.

Pantani Orianna Fulvia vedova Incerti di anni 63, deceduta a Reggio Emilia il 16 marzo. Anche la sua morte ha lasciato tutta la comunità carpinetana nello sgomento. In pochi giorni, il male che l’aveva aggredita, l’ha portata alla fine. Abituati a vederla passeggiare in compagnia della figlia Erika, o al davanzale di casa con l’inseparabile sigaretta, cordiale e gentile, sempre pronta a salutare, ci mancherà la sua presenza. Fulvia, originaria di Valestra, era molto legata ai suoi genitori Gelvino e Ginevra (Lillia) e da loro ha sempre avuto sostegno e vicinanza. Si era sposata con Giovanni e dal loro matrimonio sono nate Francesca e Erika. Dopo un breve periodo di lavoro, Fulvia si è dedicata interamente alla sua famiglia, in modo particolare a Erika. Ha assistito il marito nella sua malattia, trovando poi la forza di continuare proprio nella sua vocazione di mamma, che ha messo davanti anche alla propria salute e questo è un gesto d’amore che non andrà perso agli occhi del Signore. Nella sua messa di commiato ho scelto la lettura di S.Paolo dove si dice che le sofferenze della vita ci aprono a una gioia che non ha fine e ho scelto il Vangelo dello stare pronti, con le cinture ai fianchi e le lucerne accese, per attendere il Signore quando viene. Anche per lei mi piace pensare che abbia avuto un momento di fiducia nel Signore che non ci abbandona. Durante l’omelia ho chiesto a Erika, che aveva preparato dei disegni e una croce di arcobaleno, di posarla accanto ai fiori e lei, con un gesto d’amore, lo ha fatto. La Vergine Santa, mamma di Gesù, la accolga in Paradiso. Il suo corpo sepolto accanto al marito nel cimitero di Poiago, vi riposi in pace. Condoglianze ai familiari.

Elda Tincani vedova Gualtieri di anni 91, deceduta in casa sua ai Boschi di Cogliolla il 17 marzo. Nativa di Carpineti, vi ha trascorso tutta la sua esistenza. Si era sposata con Francesco mettendo alla luce due figli: Vincenzo e Afro. Donna di carattere, amante della compagnia, si è spesa per la sua famiglia, assistendo anche il marito. Ha vissuto in un terrazzo naturale, la frazione di Boschi, accompagnando con soddisfazione il progresso dei figli Vincenzo e Afro, stimati panificatori della montagna e non solo. E godendo anche nel veder crescere i suoi nipoti e pronipoti. Gli ultimi anni della sua esistenza sono stati segnati dalla malattia. Non è mai venuta a mancare a lei l’assistenza dei figli che le avevano messo accanto l’amica Iryna che l’accudiva amorevolmente. Con lei scompare una delle ultime memorie storiche di quella frazione. La sua messa di commiato l’abbiamo celebrata nella chiesa di Carpineti nel giorno che la chiesa ricorda San Giuseppe e a lui, patrono della buona morte, la affidiamo perché la introduca nel Regno di giustizia, di amore e di pace, che meritano coloro i quali vivono una vita laboriosa e onesta. Sulla strada di casa sua c’è un tempietto di devozione mariana. Sono certo che Elda qualche volta si sarà fermata lì per dire una preghiera. Il suo corpo sepolto nel cimitero di S.Pietro accanto al marito, vi riposi in pace. Condoglianze ai familiari.

 

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