Dal bollettino settimanale di Carpineti alcuni suggerimenti su come vivere la Pasqua 2021

UNITÀ PASTORALE DI CARPINETI (335/8257036)

 San Prospero, San Biagio, San Donnino, San Pietro,

Onfiano, Pantano, Pianzano, Poiago e Pontone

Vita parrocchiale dal 28 marzo al 04 aprile 2021.

 

DOMENICA 

28 marzo

Delle Palme, inizio Settimana Santa. Offerte per la Quaresima Missionaria

S. Messe: Carpineti ore 8.30 (pro populo) ore 11.15 (def. Franzoni Giuseppe)

ore 18.00 (def. Rivi Rosa)    Pontone ore 10.00         Pantano ore 10.00 

LUNEDI’

29 marzo

S. Messa: ore 18.00 (Libera intenzione)
MARTEDI’

30 marzo

S. Messa: ore 18.00 (Libera intenzione)
MERCOLEDI’

31 marzo

S. Messa: ore 10.30 (Libera intenzione)

Confessioni dalle ore 09.30 alle 11.00 e dalle 20.00 alle 21.30

GIOVEDI’ SANTO 1 aprile
L’ingresso d Gesù in Gerusalemme rivela la vera natura della missione di Gesù, il Messia povero e pacifico. La nostra comunità rivivendo l’accoglienza trionfale del popolo, e poi il rifiuto che porterà alla Passione, è chiamata a scoprire la vera regalità di Cristo.

Chiesa di Carpineti ore 20.00 S. Messa in Cena Domini

Adorazione all’altare della Reposizione

VENERDI’ SANTO 2 aprile Astinenza e digiuno. Adorazione all’altare della reposizione.

Chiesa di Carpineti ore 20.00 Celebrazione della Passione

del Signore e adorazione della Santa Croce

SABATO SANTO 3 aprile Per tutta la giornata, in chiesa adorazione della S. Croce.

Ore 20.00 a Carpineti solenne Veglia Pasquale

DOMENICA

04 aprile

Pasqua di Resurrezione

S. Messe: Carpineti ore 8.30 (def. Leuratti Valentina e Luigi) ore 11.15 (pro populo)

ore 18.00 (Sec. int. di Capitani Paolo)    Pontone ore 10.00         Pantano ore 10.00 

 

Vivere la Pasqua 2021. È trascorso più di un anno dall’inizio della pandemia da Covid 19, un tempo lungo, nessuno avrebbe pensato a una durata così ampia, a un numero di morti così elevato. Sono ancora nei nostri occhi le forti immagini della grande preghiera di Papa Francesco il 27 marzo 2020, non solo per la loro potenza, ma perché esse sono ancora chiavi di lettura per interpretare una situazione che si protrae per più di quanto allora avremmo potuto immaginare. La Pasqua del 2020 non l’abbiamo celebrata in comunità, ma a livello intimo e familiare. Quella del 2021 la rivivremo insieme in Chiesa e sarà certamente un momento consolante. Pasqua significa passaggio, liberazione; che cosa chiederemo? Che ci liberi dal peccato ma che ci liberi anche da questa pandemia. Questo è l’augurio che ci scambiamo vicendevolmente nella certezza che il Signore Risorto illuminerà le menti dell’umanità nel ricercare una soluzione, ma soprattutto nel vivere quello che Papa Francesco ci ha indicato nell’Enciclica Fratelli tutti: l’aiutarsi e il volersi bene è il miglior vaccino per salvare l’umanità. Buona Pasqua di Resurrezione a tutti e ad ognuno! Di seguito, vi propongo alcune meditazioni sul cammino della settimana santa.

 

Meditazione domenicale. La sofferenza del Figlio. È evidente che nella domenica delle palme il filo conduttore della Parola di Dio è la riflessione sul brano evangelico della Passione di Gesù, nelle ultime ore con i discepoli fino alla morte (Vangelo). I primi cristiani per individuare la continuità tra la storia della salvezza biblica e la vicenda inedita del loro Messia, hanno cercato testi, personaggi e situazioni che potessero rendere ragione di quel destino di morte così orribile. Tra essi vi è la figura del servo di Dio, descritta da Isaia nei suoi tratti più cruenti (prima lettura), che per annunciare la Parola che Dio gli affida, subisce una sorte ignobile da parte degli uomini. Fa da cassa di risonanza alla vicenda di Gesù Crocefisso l’inno paolino della seconda lettura che interpreta quella dinamica dell’abbassamento e dell’esaltazione ad opera di Dio Padre, la paradossale vicenda del Figlio Incarnato, spogliatosi di tutto e rivestito del nome “che è al di sopra di ogni altro nome”.

Il triduo pasquale, il cuore del mistero cristiano.

Giovedì Santo. Solennizzando l’istituzione dell’Eucarestia, la Chiesa fa entrare i cristiani nella dinamica della Pasqua: “Ogni volta che mangiate di questo pane e bevete questo calice, voi annunciate la morte del Signore finché Egli venga”. Per questa ragione la celebrazione eucaristica settimanale ha luogo la domenica, giorno della Resurrezione e non il giovedì. La celebrazione della cena del Signore ci ricorda che l’Eucarestia è il Sacramento che “dà corpo” ai cristiani: “L’Eucarestia fa la Chiesa”. L’istituzione del ministero sacerdotale è intimamente legata ad essa. In tal modo la comunità organizzata, tutta sacerdotale (sacerdozio dei battezzati), manifesta questo attraverso i suoi ministri nell’Eucarestia.

Venerdì Santo. La Liturgia ci invita a celebrare il passaggio del Risorto attraverso la Morte: non è il lutto, né una pietà doloristica, ma la vittoria sul peccato e sulla morte. Accogliamo dunque la Gloria della Croce che si irradia sul mondo. “La tua Croce, oh Cristo, è la sorgente di ogni benedizione”: così si esprimeva Papa Leone Magno nella sua omelia sulla Passione. Quando pronunciava queste parole, non esisteva ancora una liturgia particolare del venerdì santo. Esse, tuttavia, ci offrono una testimonianza forte sul modo di intendere la Croce di Cristo: essa rivela la gloria e la potenza redentrice del Signore, la sua autentica regalità. Essa viene contemplata dai cristiani che vedono brillare alla luce della Pasqua. Riuniti attorno ad essa, essi non piangono su un morto, ma adorano il vincitore della morte. Per questo il venerdì santo non è un giorno di lutto, ma la celebrazione dell’Amore infinito che Dio ha manifestato al mondo attraverso la passione del suo Figlio.

Sabato Santo: Veglia Pasquale. Da sempre la celebrazione della Pasqua si svolge di notte. Agli inizi era una semplice riunione di preghiera che si concludeva con la frazione del pane e l’agapé fraterna, preceduta da un digiuno di uno o più giorni. La veglia pasquale si sviluppa in seguito integrando il rito del Battesimo, l’ufficio del lucernario e quindi il fuoco nuovo e la processione della luce. Solo progressivamente questa vegli si è arricchita di senso. In origine la celebrazione nella notte si imponeva perché i cristiani non erano liberi di consacrare del tempo per riunirsi durante la giornata. Se oggi basta un gesto meccanico per avere tutta la luce che si desidera, un tempo l’accensione delle lampade la sera era un rito: lo si seguiva con attenzione e con gioia, soprattutto quando, per un banchetto o una festa, si accendevano molte lampade. I cristiani vedevano in questa luce che vince le tenebre, un simbolo di Cristo: “Luce gioiosa della Gloria eterna del Padre, santo e benedetto Gesù Cristo!”. Questo rito, naturalmente, ha assunto una maggiore solennità nel quadro della grande notte, illuminata da Cristo Risorto. Lo esplica con forza l’annuncio della Resurrezione, l’Exsultet.

Offerte ricevute: In memoria di Tincani Elda, le famiglie di Montecchi Mauro e Picciati Paola, per l’asilo. A tutti grazie!

L’ingresso d Gesù in Gerusalemme rivela la vera natura della missione di Gesù, il Messia povero e pacifico. La nostra comunità rivivendo l’accoglienza trionfale del popolo, e poi il rifiuto che porterà alla Passione, è chiamata a scoprire la vera regalità di Cristo.

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