“Niente ristori e nessuna tutela da parte dei sindaci reggiani”

Una stagione invernale completamente persa e ristori che non arrivano. L'accusa di Marco Giannarelli, gestore degli impianti sciistici di Cerreto Laghi, ai sindaci montani per non aver tutelato un servizio di interesse pubblico.

"La cosa che ci fa ancor più male è che ci sentiamo presi in giro anche dagli amministratori locali che avrebbero dovuto tutelare la nostra attività, che seppur privata è di interesse pubblico - afferma il gestore della Turismo Appennino-. Nessuno dei sindaci dell’Appennino reggiano ha speso una parola per questa situazione vergognosa, hanno dimostrato solo un totale disinteresse per la gestione degli impianti. Nemmeno una minima presa diposizione e nemmeno una telefonata".

Nei ringraziamenti che Federfuni, federazione rappresentativa dei gestori degli impianti, ha fatto a tutti i sindaci che hanno dimostrato interesse e si sono prodigati per le attività presenti nelle loro località, Giannarelli ricorda come tra questi mancavano proprio gli amministratori dei Comuni dell'Appennino reggiano.

Privi di ogni logica, secondo Giannarelli, sono anche i criteri con cui è stato stanziato il decreto ristori. I contributi vengono distribuiti in base alle presenze nelle strutture ricettive alberghiere in riferimento all'anno 2019. "L’Appennino, come tante altre stazioni minori, sono fondamentalmente basate su un turismo di prossimità, di un turismo concentrato sul fine settimana, molto differente dai comprensori alpini. Di conseguenza le presenze turistiche dell'Appennino rispetto a quelle delle Alpi sono sicuramente poche. Come se non bastasse nel Decreto si fa riferimento al 2019, un anno in cui la neve fu carente", commenta il gestore di Cerreto Laghi.

"Ancora una volta l'Appennino è stato penalizzato - prosegue-. In questa stagione davvero difficile ed economicamente drammatica abbiamo dato sempre il massimo, il 100% delle nostre energie e delle nostre forze per far sì che gli impianti sciistici dessero un'impulso alla nostra economia. Tirando le somme ci siamo indebitati per tenere aperti gli impianti sperando anche nei ristori che puntualmente non arriveranno".

Fortunatamente ci sono stati gli atleti e le loro famiglie a tenere vivo il tessuto sociale di un territorio che si basa sul turismo invernale. "A Cerreto Laghi abbiamo avuto circa 7.000 presenze sugli impianti di risalita e quattro weekend di gare - spiega Giannarelli-. Tutto si è svolto in totale sicurezza evitando scrupolosamente gli assembramenti. Senza la nostra attività, seppur limitata dai vari Dpcm, Cerreto Laghi sarebbe stato ancor di più penalizzato".

La nota del dirigente si conclude con la richiesta agli amministratori di tutelare le realtà imprenditoriali del territorio. "Noi gestiamo seggiovie, battiamo piste, facciamo sciare le persone in sicurezza, paghiamo le tasse e pretendiamo che gli Amministratori facciano il loro lavoro, che a nostro avviso comprende anche di tutelare le realtà imprenditoriali che valorizzano il territorio".

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3 Commenti

  1. Vedo dall’intervento del signor Marco Giannarelli, che quando si sbatte contro un muro della politica reale, le illusioni si trasformano immediatamente in lividi, ferite e dolore. Una parte dei sindaci dell’Appennino, più che amministratori o sono “dipendenti di partito” o bandierine alzate per segnare una posizione. Anche i cosiddetti civici, funzionali al potere spicciolo, in vista della raccolta voti per le elezioni politiche nazionali. Il loro modesto interesse, tranne una o due eccezioni, si manifesta con alcune assunzione, tramite concorsi più o meno imparziali, appalti pubblico, rari contributi, che quando sono importanti, vanno ai soliti noti, cooperative, consulenti, clienti …
    Gestione reale del territorio, strategia per lo sviluppo economico, rinascita demografica con aiuti ai giovani …? Zero più zero. La prova ?
    L’agonia della nostra montagna, che per anni si è trascinata lentamente, ora accelera in modo evidente e drammatico. La pandemia da Covid è arrivata su un corpo sociale già gravemente malato.
    Fuori dai denti volete conoscere come sarà a breve la nostra comunità: alla fame. Nessun aiuto reale dallo Stato alle attività turistiche, che non siano briciole od elemosine. Chiuderanno alberghi, falliranno le società degli impianti sciistici.
    Bar, Ristoranti, negozi? Ne rimarranno pochissimi. E per i giovani? Dad e qualche conferenza ?
    I montanari sopravviveranno, che è gente tosta, ma saremo sempre meno, meno dei fantastici progetti, centinaia, simil culturali del Parco Nazionale, meno dei lupi, molti meno dei cinghiali e dei caprioli: si, una riserva indiana …
    Alessandro Raniero Davoli

    Alessandro Raniero Davoli

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  2. Interessante il commento di Davoli. Mi domando però: invece che stare a preoccuparsi della foto di Rabotti non era meglio se anche Davoli si fosse preoccupato di queste situazioni sollevando delle mozioni? Il tema è sempre uno: la coerenza.

    Simon

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  3. Io penso che la pubblica Amministrazione abbia agito col buon senso,. Non sarebbe stato possibile intervenire dato che la stazione sciistica è in realtà risultata aperta e funzionante Con un affluenza oltre la media. I consumi mensili e il report fornitori lo conferma. È altresi importante convogliare i sostegni laddove necessario e non dove si è lavorato e guadagnato

    Paolo Giànnafelli

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