Tuteliamo la Val d’Enza con la Diga di Vetto, così Italia Viva

Riceviamo e pubblichiamo.

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Con la bella stagione arriva puntuale, da qualche anno, il problema siccità. Con la siccità si riapre, da troppi anni, la questione diga di Vetto.

Come Italia Viva Val D’Enza appoggiamo a pieno la richiesta di Coldiretti di un’accelerazione sulla diga, un tema a noi molto caro, sul quale ci siamo spesi in passato e continueremo a farlo in ogni occasione che possa rappresentare un volano verso un traguardo che, allo stato attuale, riteniamo imprescindibile.

Non si vuole creare un ecomostro ma garantire una risorsa preziosa come l’acqua, a tutela di un settore agroalimentare di grande valore.

La scienza ci dice che crisi idriche come quella vissute negli ultimi anni non saranno casi isolati ma sempre più frequenti con cui convivere.

L’acqua è vita.

La tutela e la salvaguardia del nostro settore agroalimentare dalla pianura alla montagna porterà sia benefici economici diretti sia attrattiva turistica e benefici indiretti che debitamente valorizzati, permetteranno al nostro operoso territorio di guardare con serenità e ottimismo al futuro, in un ottica fondamentale di marketing territoriale di area vasta Val D'Enza ma non solo.

Non di meno un invaso come quello di Vetto aiuterebbe ad evitare i disastri alluvionali come quello del 2017 nella zona di Lentigione regimentando le acque.

Se vogliamo proseguire in ordine ai benefici di tipo ambientale, aggiungiamo che la diga permetterebbe di ridurre i prelievi di acqua del Po e di quelli di falda in pianura.

Oggi disponiamo di tutte le conoscenze e le tecnologie necessarie per realizzare un’infrastruttura sostenibile.

Basta preconcetti o atteggiamenti di parte, noi invitiamo tutti gli attori locali e i portatori di interesse a confrontarsi per il bene comune, andando oltre le attuali posizioni con quel buon senso che sempre ha contraddistinto noi emiliano-romagnoli.

 

Avanti, noi ci siamo

(Marco Aleotti, coordinatore Italia Viva Val D'Enza)

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8 Commenti

  1. Egr. Sig. Aleotti ringrazio Lei e Italia Viva della presa di posizione. Pochi giorni fa, il 22 marzo 2021 in occasione della Giornata Mondiale dell’acqua, il Presidente delle Nazioni Unite ha illustrato un quadro drammatico della situazione mondiale delle acque dolci, il loro consumo nell’ultimo secolo è aumentato di sei volte per la pressione demografica, i consumi industriali e i maggiori fabbisogni procapite, a fronte di cambiamenti climatici che portano danni da esondazione o da siccità. Dall’Australia, al sud America, all’Africa, alla Cina c’è la corsa a realizzare giganteschi invasi per trattenere le acque dolci nei periodi di abbondanza in vista di questa crisi mondiale, in Africa la Salini Impregilo ne sta realizzando una da 74 miliardi di metri cubi, a fronte dei 93 milioni della diga di Vetto, una ciotola; a fronte dei 850 milioni della Cantoniera in Sardegna o dei 650 milioni della diga di Monte Cotugno in Basilicata e tante altre. Italia Viva ridà una speranza all’agricoltura di Reggio e Parma e ai paesi montani, sappia che la Diga di Vetto da solo benefici, nel letto dell’Enza anche in pieno agosto avremo acque limpide che scorrono per il DMV previsto di legge, vada a Bobbio il 15 di agosto e vedrà il Trebbia pieno di gente che fanno il bagno nelle sue acque limpide, grazie alla diga del Brugneto sul confine tra Piacenza e Genova; provi ad andare sul Secchia, Panaro o Reno e vedrà che situazione trova; ma per qualcuno dalla diga di Vetto non uscirà neppure una goccia d’acqua, come se la diga si bevesse le acque, la diga tanta ne riceve tanta ne restituisce, la restituisce in modo regimentato, eliminando qualsiasi esondazione a Valle; abbiamo bisogno di acqua per i rubinetti, di energia pulita, di migliorare il clima, di evitare le esondazioni, di dare acqua all’agricoltura, di dare lavoro, un futuro e contributi dai sovracanoni BIM ai paesi montani, ma chi non vuole tutto questo, anzi io penso che qualcuno voglia la fine del Parmigiano Reggiano e di tanti altri prodotti, continua a sostenere che la Diga di Vetto non serve, per qualcuno è meglio pomparle dal Po, con consumi spaventosi di energia, per delle acque non certo simili a quelle dell’Enza, ma questa è la situazione voluta da qualcuno, meno male che Italia Viva fa sentire la sua voce..

    Franzini Lino Presidente del Bacino Imbrifero Montano dell’Enza

    Rispondi
    • Buonasera egregio sig. Franzini, sono io a ringraziarla per la chiarezza e per i dati oggettivi della Sua risposta che danno ancor più valore all’idea che come Italia Viva vogliamo portare avanti sulla realizzazione dell’invaso come opportunità di crescita economica, tutela ambientale e valorizzazione del territorio. Ci piacerebbe poter approfondire con Lei questo tema previa la Sua disponibilità.
      Grazie

      Marco Aleotti Coordinatore Italia Viva Val D’Enza

      Rispondi
  2. Buongiorno Egregio Aleotti,
    personalmente credo sia una Giusta Presa di Posizione Politica. Credo possano sussistere i presupposti per un confronto… mi auguro… Leale. Ma che poi vi sia un seguito … in un senso o nell’altro… altrimenti rischia di diventare veramente una soap opera… Interminabile!
    Egregio Franzini ! Forza! Il Coraggio per Lei è un dettaglio!

    Massimo Pinelli

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    • Egregio sig. Pinelli, noi siamo pronti ad confrontarci con l’obiettivo di arrivare se possibile a mettere intorno ad un tavolo tutti gli attori interessati e ragionare di proposte concrete e realizzabili come ho già scritto senza preconcetti, compito vero della politica è progettare e realizzare il futuro vivendo nel presente, e quindi obbligatoriamente bisogna uscire dagli schemi e valutare bene tutte le possibilità.
      Grazie

      Marco Aleotti Coordinatore Italia Viva Val D’Enza

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  3. Non sono un Renziano, ma è indubbio che in questo partito ci sono esponenti che parlano pensando al bene e alle necessità di un territorio. Non ho mai sentito Renzi dire cose senza senso, si potrà condividere o meno la sua linea politica ma ciò che dice ha sempre un fondamento. Ci auguriamo che Aleotti persegua le sue idee; da parte mia oggi opporsi alla diga di Vetto è veramente la cosa più assurda che uno possa fare; chi lo fa temo che lo faccia solo perchè ha l’occasione di apparire, di dire di no.

    Pierluigi

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  4. Non deve esserci colore politico se in ballo ci sono interessi primari dei cittadini.Speriamo che altri si uniscano alla richiesta mettendo da parte pregiudizi ed ideologie. Non si può non essere d’accordo con il presidente Franzini, che come sempre esprime le sue idee in modo chiaro, documentandole.

    maru

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  5. Egregio Sg. Aleotti,
    grazie a Lei per aver risposto. Il mio augurio è un Grande in bocca al Lupo a tutti coloro che perlomeno… ci mettono la faccia e si adoperano per combattere una buona battaglia!
    Questa era… è e rimane un ‘ Opera Fondamentale per la Ns. Amata Montagna.
    Mi piace pensare che le Persone Vere possano ancora fare la differenza!Indipendentemente da colori e bandiere. Queste Persone sono fondamentali per i Ns. Giovani. Unica Risorsa tangibile per il Ns. Appennino.

    Massimo Pinelli

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  6. Egr. Sig. o Sig.ra Maru e Sig. Pinelli, grazie per il commento, tenga conto che la Valle dell’Enza, a livello Nazionale, è forse rimasta l’unica Valle che consente di impostare uno sbarramento che realizza un discreto invaso ad un costo, e lo dico computo metrico estimativo alla mano andato andato in appalto, irrisorio, rispetto ai metri cubi di acqua che veniva invasata. In Lire un metro cubo di acqua invasata a Vetto costava meno di mille lire, a fronte dei circa 10 mila lire costato per realizzare le altre dighe, tipo il Bilancino o Ridracoli. Questo portò la Stretta di Vetto ad essere definita “il miracolo della Stretta di Vetto”, un piccolo sbarramento alto 83 metri (Ridracoli è 103) che a monte ha una valle molto aperta che consentiva di invasare 102 milioni di metri cubi e di trattenerne fino a 130 milioni in caso di grandissima alluvione, Ma mentre ovunque si stanno facendo dighe da decine e decine di miliardi di metri cubi, qui una certa politica, appoggiata dai NO a tutto, impediscono quest’opera, utile come l’aria che respiriamo; decretando la fine dei paesi montani di questa Valle e delle terre del Parmigiano Reggiano.

    Franzini Lino

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