Sara Signorelli, dirigente scolastico dell’Istituto Comprensivo Carpineti-Casina, presenta “Aperto”:

Riceviamo e pubblichiamo

 

Aperto è certamente la parola che più è risuonata in questi tempi difficili.  Ha espresso desiderio, aspirazioni, necessità, volontà di essere presenti, di uscire e di ricominciare. Quante volte in questi mesi ci siamo detti l’importante è “tenere aperto” e quando i primi di marzo abbiamo chiuso le scuole ci siamo sentiti svuotati e sconfitti… poi qualche piccolo gruppo di alunni ha potuto tornare a scuola  e questo ci ha riempito di speranza.  Aperto quindi! Vissuto come il contrario di un chiuso che ha bloccato la nostra scuola in presenza e il nostro tradizionale modo di viverla.

Ma Aperto è stato anche un nuovo modo di immaginare la vita della scuola. Intesa come “all’aperto”, fuori dalle aule per respirare meglio, per rischiare meno contatti, per avere più spazi, per potere giocare più serenamente. Qui, in questo bellissimo territorio, lo spazio esterno alle scuole per fortuna non manca ed è davvero accogliente. All’inizio dell’anno scolastico abbiamo quindi cominciato a pensare che avremmo dovuto organizzarlo meglio questo spazio esterno alle scuole. Insieme alle Amministrazioni e agli Uffici tecnici si sono riprogettati  i parchi  attorno agli edifici dei plessi, per crearvi  spazi aula attrezzati per le lezioni. Poter uscire con biro e quaderno per scrivere un tema o risolvere un problema necessita di un tavolo e una panca;  ascoltare una favola o una narrazione è meglio se si dispone di una seduta circolare  per evitare di sporcarsi troppo;  fare una passeggiata all’aperto sostitutiva dell’ora di motoria è davvero piacevole  se si hanno a disposizione il “parco Matilde” o la “Pineta”.  Gli spazi all’aperto devono sempre essere fruibili e sicuri .

In questi mesi  hanno preso il via diversi progetti, è una gioia e un  dovere  condividerli con le famiglie e gli abitanti perché sono il segno concreto che la collaborazione,  il dialogo con i comuni e  il sostegno delle associazioni del territorio permettono di costruire e realizzare ciò che serve.

A Casina l’amministrazione ha acquistato, su suggerimento delle  docenti, nuovi arredi e giochi per i giardini delle scuole dell’infanzia e primarie, realizzati con un materiale innovativo di facile pulizia e manutenzione. Il parco della scuola primaria è stato riprogettato per poter essere sfruttato al meglio  grazie alla realizzazione di una scalinata in pali di castagno che costeggia il fianco dell'edificio scolastico e un camminamento che porta all'aula inferiore. Verranno poi creati angoli narrativi e spazi aula con fondo drenante anti-fango. Il parco di Paullo è già pronto ad accogliere i ragazzi, qui è stata allestita una vera  “scuola nel bosco” con molti spazi per lo studio e il gioco, mentre continuano gli interventi per migliorare l’area intorno all’edificio. Presto  arriveranno  altri arredi e due casette  per ciascuna scuola dell’Infanzia.  Nelle scorse settimane alcuni genitori coordinati dall’associazione  “Effetto Notte” hanno ultimato alla scuola primaria le piantumazioni degli arbusti nelle  scarpatine e  negli angoli con un centinaio di piantine fornite dalla Regione, 200 erano state già messe a dimora nei mesi scorsi alla scuola dell'infanzia di Casina insieme ad una cinquantina di alberi piantati lo scorso autunno, si sta ultimando anche la predisposizione dell'impianto di irrigazione. Alla scuola secondaria sono stati messi in sicurezza gli accessi con il ripristino dei cancelli e sono state consegnate delle poltroncine in plastica per i momenti di studio nel cortile. Appena termineranno i lavori degli spogliatoi della palestra si provvederà alla valorizzazione degli spazi circostanti.

A Carpineti il cuore delle attività è il “parco Matilde” che è centrale e facilmente raggiungibile da tutti i plessi. Nel parco gli alunni dispongono di un’aula all’aperto già creata e  sono in via di realizzazione altri interventi che miglioreranno la fruibilità degli spazi per l’ascolto e l’apprendimento. Anche a Carpineti sono stati risistemati i cancelli di accesso alle scuole e si è realizzato  un significativo intervento presso la secondaria che permette ai ragazzi di accedere all’area sportiva tramite una nuova  scala costruita con materiali a basso impatto ambientale.  Il parco delle scuola dell’infanzia è ricchissimo di “angoli” educativi  come il labirinto e la meridiana e in questi giorni è stato risistemato per accogliere il rientro dei piccoli. Le sedi di Casette e Valestra già godono di ampi spazi  che valorizzano la  posizione in cui si trovano.

Tutto questo, oltre ai numerosi  interventi attuati all’interno dei plessi, è stato realizzato grazie alla volontà dei Sindaci, alla competenza degli uffici tecnici dei comuni con cui la scuola collabora quotidianamente e al tempo che i volontari hanno donato. Un plauso particolare a  Francesca Erriu e Daniela Monti per l’attenzione che ci riservano, la competenza e il tempo che pazientemente dedicano a concretizzare le richieste delle scuole.

L’aspetto innovativo della parola Aperto riguarda invece la didattica. Inteso, non come uscire per fare in un parco quello che faresti in classe, ma come  “Aprire la mente” , cioè imparare scoprendo quello che c’è intorno. Leggendo per la prima volta il Ptof dell’istituto non avevo ben colto cosa significasse”.. usare il territorio come aula didattica..”,  in questi mesi l’ho compreso grazie alle tante attività realizzate dai docenti. Alcune con il supporto di Snai - Laboratori Appennino Diffusi e G-locali altre con la collaborazione delle associazioni del territorio.  Le guide ambientali e i volontari conducono i ragazzi alla comprensione, anche di concetti astratti, attraverso l’esperienza e l’osservazione di ciò che li circonda e che incontrano. Ho trascorso un divertente Sabato mattina insieme ai bambini nella Valle del Tassobbio alla scoperta dell’uso della bussola, del torrente e di tanti significati leggibili  nel paesaggio con il tempo scandito dalle campane, le aziende agricole a fare da punto di riferimento, i segnali dei sentieri e dei cammini a guidarci. Ho letto la meraviglia negli occhi dei bambini quando nel cortile di Carpineti è arrivata la “Lupo mobile” con i volontari della Protezione Civile e i cani addestrati per il soccorso.  Solo due tra i tanti momenti da raccontare.

L’emozione e il ricordo sono potenti strumenti di apprendimento perché si impara di più quando si sta bene e si è felici. Sguazzare in una pozzanghera mentre si conosce il torrente o fare una foto con un bel cagnolone dopo aver capito quanto è importante essere pronti per salvare le persone lascia un’impronta emotiva nella memoria del bambino di grande  valore educativo.  Aprire la didattica significa sfruttare territori, ambienti e paesaggi per generare conoscenza,  questo richiede agli insegnanti abilità che non si improvvisano. Grazie ai percorsi Formativi  organizzati nell’ambito Snai con   “La scuola nel parco” i docenti hanno perfezionato le loro competenze e sviluppato nuovi progetti come la creazione di vasche per l’orto nei cortili delle scuole.  In questi mesi di enormi difficoltà organizzative  i docenti non si sono arresi hanno voluto offrire agli alunni esperienze e hanno ideato percorsi realizzabili nel rispetto delle tante regole.

Dirigente Scolastico

Sara Signorelli

Concludo con una promessa alle famiglie che in questi mesi hanno sentito raccontare quanto accade ai loro bimbi da un video. Quando l’emergenza finirà cambieremo i cartelli sulle porte delle scuole metteremo quelli con scritto “Aperto”  e vi faremo entrare per farvi di nuovo partecipare attivamente alla vita della Scuola.

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Un Commento

  1. L’odierno modello educativo risente giocoforza della pandemia in atto, ma da quanto riesco a capirne il sistema definito “Aperto” dovrebbe valere anche per il dopo, ed è difficile, o comunque non facile, esprimere una valutazione in merito da parte di chi, vedi il mio caso, è stato studente quando il modello educativo era piuttosto diverso da quello qui prospettato (ed era rimasto in vigore per un periodo non breve, e per più generazioni, e non aveva altresì sfigurato da quel che ne so).

    Nel corso degli anni successivi mi sembra di aver assistito a cambi abbastanza frequenti del modello scolastico, e io non sono in grado di dire se le modifiche mano a mano apportate siano state migliorative o peggiorative, rispetto al passato, ma mi sentirei nondimeno di auspicare – stante l’importanza della Scuola e sulla base di quanto ho potuto percepire nel tempo – che, una volta definito un modello ritenuto valido e rispondente, venga mantenuto tal quale per un po’ d’anni.

    P.B. 05.04.2021

    P.B.

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