Laws against abortion: interview to Barbara Zolnowska. Leggi contro l’aborto: intervista a Barbara Zolnowska. Speakeasy a cura di Ernesto Zambonini e Chiara Sorbi

Continua la collaborazione tra il liceo linguistico "Cattaneo-Dall'Aglio" e Redacon tramite la rubrica "Speakeasy" curata direttamente dagli studenti dell'anno scolastico 2020-2021.

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Ernesto Zambonini e Chiara Sorbi

At the beginning of October 2020, laws against abortion were proposed in Poland. This event has caused a lot of unrest among the citizens. As a matter of fact, lots of demonstrations have taken place with the aim of having these laws abolished. This news has also caused interest in Italy, for this reason we have decided to interview a Polish teenager like us named Barbara Zolnowska to find out what kind of effects (after a few months) this reform has had on people’s lives and in general on society.

How important is religion in your country?

“Well, let’s start by saying that religion in my country is really important. According to Główny Urząd Statystyczny (GUS), main office on statistics, in 2011, 87% of the entire population was Catholic. It cannot be denied that the church played a very important role in the enactment of the laws against abortion. Religion is also significant for teenagers, especially for those who went to public schools and had to interact with teachers who strongly believe in God. Fortunately now there is a climate of tolerance even in schools, particularly between believers and atheists.”

Do you think that religion has also influenced the general opinion?

“For sure, as I said before, the church has tried as much as possible, from the beginning, to have this legislation passed by working in agreement with the government. The fact is that churches were no longer places of worship but became places for political debate where priests were focusing more on politics than worship. However, notably in this period, the citizens have understood the general situation and have taken their distances from what happened in most religious places.

The protest of the movement "Strajk Kobiet" (la manifestazione del movimento "Strajk Kobiet")

Have there been demonstrations against these laws?

“Most Polish citizens don’t agree with the law against abortion, for this reason when the government proposed it, many protest movements were born. The symbol of the protestants is a red bolt of lightning and a lot of people printed it and stuck it to windows or buildings: in Poland these posters were everywhere! Most of the demonstrations happened in Warsaw, they were huge and no one expected it would be that much. The protests took place in many cities, even in the smallest ones, of course in Krakow as well. All kinds of people took part in these protests, no matter the age or the gender, because they all had the same goal: create some chances of changing the law against abortion. The police sometimes reacted in a violent way, by pulling people out of the crowd in order to bring them to the police station and to question them.”

What effects has this situation had on teenagers?

Symbol of the movement
"Jebać Pis" (il simbolo del movimento "Jebać Pis")

“Teenagers played an unexpected role, they organized lots and lots of demonstrations. In addition they created real movements and slogans. One of the most important movements is called   “STRAJK KOBIET” which means “women’s protest”. Teenagers also gave birth to the movement called “Jebać Pis” characterized  by eight red and blue asterisks. This group was created to fight against the Polish government. That’s not all, teenagers really fought against police and all law enforcement forces in order to have the right to protest. All in all, I was impressed by the sense of unity that was created between all teenagers, because freedom of speech is an issue every government should care about and it must often be obtained through protest.

Do you personally consider these laws important?

A girl demonstrates against the approval of abortion laws (ragazza manifesta contro l'approvazione delle leggi sull'aborto)

“I think these laws violate human rights and what happened in Poland shouldn’t have happened in a democratic country, especially because most of the citizens don’t agree with them. I definitely think that parents should have the possibility to choose whether to have abortion or not, because they are the ones who are going to take care of the child and they might not have the means to ensure a good life for the baby. I believe that even if people don’t agree with abortion and think it’s unethical, nobody would force them to do it themselves, so they should leave freedom of choice to other people.”

Have these demonstrations brought changes?

It’s really hard to say now if these demonstrations have brought any changes, however they definitely show that many people disagree with the situation and in particular with the prohibition of abortion. I don’t know if these protests have helped to change anything, but they gave hope to many people that something might change in the future.

( Ernesto Zambonini e Chiara Sorbi, classe 4ªQ)

 

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Alla fine dell’ ottobre 2020 in Polonia sono state proposte le leggi contro l'aborto. Questo evento ha provocato molto scontento tra i cittadini. Di fatto si sono verificate diverse proteste al fine di abolire queste leggi. Questa notizia ha sconvolto in parte anche l’Italia, per questo motivo abbiamo deciso di intervistare una nostra coetanea polacca di nome Barbara Zolnowska per capire quali effetti ha avuto (a distanza di pochi mesi) questa riforma sulla vita delle persone ed in generale sulla società.

Quanto è importante la religione nel tuo paese?

“Bene, diciamo che la religione nel mio paese è molto importante. Secondo “Główny Urząd Statystyczny” (GUS), principale ufficio statistico, nel 2011 ben l’87% di tutta la popolazione polacca era cattolica. E’ ovvio che la chiesa ha giocato un ruolo molto importante nel favorire l’approvazione delle leggi sull’aborto. La religione è anche molto importante per i giovani, specialmente per tutti quelli che hanno frequentato una scuola pubblica ed hanno dovuto confrontarsi con professori molto devoti. Fortunatamente ora si è creata una situazione di generale tolleranza anche nelle scuole, specialmente tra credenti ed atei.

Pensi che la religione abbia influenzato l’opinione generale?

“Certamente, come ho già detto, la chiesa ha cercato il più possibile di favorire l’approvazione di queste leggi creando anche accordi con il governo polacco. Il punto è che le chiese sono diventate non più luoghi di culto ma luoghi di discussione politica dove i preti si sono concentrati più sulla politica e meno sulla religione. Tuttavia, specialmente in questo periodo, i cittadini hanno capito la situazione generale e hanno preso le distanze da tutto ciò che succedeva in gran parte dei luoghi religiosi.

Ci sono state manifestazioni contro queste leggi?

“La maggior parte dei cittadini polacchi non è d’accordo con la legge contro l’aborto, per questo motivo quando il governo l’ha proposta sono sorti molti movimenti di protesta. Il simbolo dei dimostranti è un fulmine rosso e molte persone lo hanno stampato e lo hanno attaccato alle finestre oppure ad altri edifici: in Polonia questi cartelloni erano ovunque! La maggior parte delle manifestazioni si sono tenute a Varsavia, sono state davvero enormi e nessuno si aspettava che lo sarebbero state così tanto. Le proteste hanno avuto luogo in molte città, anche nelle più piccole, e ovviamente anche a Cracovia. Ogni genere di persona ha preso parte a queste proteste, indipendentemente dall’età o dal genere, perché tutti avevano lo stesso obiettivo: creare possibilità di cambiamento della legge contro l’aborto. A volte la polizia ha reagito in maniera violenta, prelevando dalla folla alcune persone per portarle in commissariato e interrogarle”.

Quali effetti hanno avuto queste leggi sugli adolescenti?

“I giovani hanno svolto un ruolo inaspettato, hanno creato molte manifestazioni. In più i giovani hanno creato veri e propri movimenti e slogan. Uno dei più importanti movimenti si chiama “Strajk Kobiet”, che significa “protesta delle donne”. Un altro importante movimento si chiama “Jebać Pis” caratterizzato da ben otto asterischi di colore blu e rosso. Questo gruppo è stato creato soprattutto come forma di protesta contro il governo polacco. Ma non è tutto, gli adolescenti hanno lottato contro la polizia e tutte le forze dell’ordine per avere il diritto di protestare. Tutto sommato sono rimasta colpita dall’unione che si è creata tra gli adolescenti, la libertà di espressione e di protestare deve essere uno dei fattori chiave che tutti gli stati devono avere alla base”

Personalmente consideri queste leggi importanti?

“Penso che queste leggi vadano contro ai diritti umani e che ciò che è successo in Polonia non sarebbe dovuto accadere in un paese democratico, soprattutto perché la maggior parte dei cittadini non sono d’accordo. Penso fermamente, che i genitori dovrebbero avere la possibilità di scegliere se praticare l’aborto oppure no, perché sono loro che si prenderanno cura del bambino e potrebbero non possedere le risorse per garantirgli una buona vita. Credo che anche se una parte della popolazione non è d’accordo con l’aborto e lo considera come qualcosa di non etico, nessuno è costretto a farlo, per questo si dovrebbe lasciare agli altri individui la libertà di scelta”.

Queste manifestazioni hanno portato qualche cambiamento?

“È molto difficile dire ora se queste dimostrazioni hanno portato dei cambiamenti, tuttavia hanno sicuramente messo in luce che molte persone non sono d’accordo con la situazione che si sta verificando e in particolare con la proibizione dell’aborto. Non so se queste proteste abbiano aiutato a cambiare qualcosa, ma hanno donato a molte persone la speranza che qualcosa in futuro potrebbe cambiare”.

(Ernesto Zambonini e Chiara Sorbi, classe 4ªQ)

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