Trasporto scolastico, Delmonte: “Penalizzati i collegamenti con i Comuni dell’Appennino”

Corriere fantasma mai apparse costringono ragazzi e ragazze ad aspettare sotto le pensiline, e in questi giorni sotto la pioggia, le poche corriere che li porteranno tutti, medie e superiori, a scuola con 40 minuti di ritardo. Questa la situazione denunciata da alcuni comuni dell'Alto Crinale. A soli tre giorni dalla riapertura delle scuole, il trasporto pubblico non riesce a rispettare non solo il limite del 50% della capienza, ma neanche i nuovi orari scolastici del rientro scaglionato.

Da qui, l'interrogazione presentata alla Giunta dal consigliere regionale della Lega, Gabriele Delmonte. Rimodulare gli orari delle corse per il trasporto scolastico sui Comuni dell’Appennino Reggiano, in modo tale da operare in una vera ottica di servizio agli studenti e alle loro famiglie evitando i disagi che i primi giorni di riaperture delle scuole in presenza. L’esponente del Carroccio denuncia nel suo atto ispettivo che, "in base alle nuove misure organizzative adottate da Seta e Provincia di Reggio Emilia, il servizio in Appennino è stato stravolto. Al pomeriggio, infatti, non vi sono mezzi che dall’Alto Crinale (es. Cerreto Laghi) conducono a Castelnovo ne’ Monti, mentre fino a prima della ripresa delle lezioni in presenza si contavano 3 corse della medesima tratta. Rimanendo nel Comune di Ventasso, la partenza del bus scolastico del mattino non è più alle 7:38 da Cerreto Laghi, ma alle 8:08, costringendo in questo modo gli alunni delle scuole medie di Collagna e Busana all’arrivo con 40 minuti di ritardo".

Delmonte ricorda alla Giunta regionale che "le notizie in merito alla riapertura delle scuole superiori con la didattica in presenza si susseguono da mesi e hanno lasciato tutto il tempo all’azienda di Reggio Emilia di organizzare in modo uniforme il trasporto scolastico senza nessun tipo di discriminazione verso gli studenti delle aree più periferiche della Provincia". Ciò che, invece, non si è verificato. Anzi, conclude Delmone: "il trasporto scolastico è stato il vero anello debole del sistema scolastico nei mesi antecedenti la seconda ondata del Covid, da ciò sarebbe dovuta emergere una rinnovata presa di coscienza e un maggiore coinvolgimento dei territori, soprattutto dell’Appennino, e degli autisti che quotidianamente assistono alla realtà dei fatti".

 

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2 Commenti

  1. Pienamente d’accordo con lei, coinvolgere anche ditte private del posto era la cosa giusta….conosco meglio il territorio, ma chiudo pensando che la S.E.T.A fa come vuole e nessuno può andare contro loro…non so se mi sono spiegato.
    Saluti

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  2. Ancora più penalizzati siamo noi del comune di Baiso in cui non passano gli autobus e per raggiungere la fermata dobbiamo pagare un servizio di pulmini.
    Impossibile !
    Per mio figlio l” anno scolastico finisce qui

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