Movimento terra non autorizzato a Pianello? Davoli interroga Bini / La replica dell’azienda: “Intervento dopo i crolli di massi nella notte”

Presunto movimento terra non autorizzato a Pianello. Scrive al sindaco di Castelnovo Monti il consigliere di Castelnovo Libera Alessandro Rainiero Davoli che, per altro, nei giorni scorsi, in Secchia aveva segnalato un caso di inquinamento da schiuma, fototrappolato a metà aprile. “Durante il sopralluogo che ho condotto lungo via Pianello, comune di Castelnovo Monti, ieri mattina dalle 11:30 alle 12:30, ho notato con sorpresa notevoli cumuli di terreno, lato strada comunale, ad iniziare dal tratto che, abbandonata la strada provinciale 108, scende lungo la riva sinistra del fiume Secchia, in direzione di un insediamento agricolo, un allevamento denominato 'Paradiso delle Rosse'. Proseguendo nell’area, compresa nel territorio del Parco Nazionale dell’Appennino Tosco Emiliano, notavo un mezzo movimento terra, marca Case, che stava operando a lato del capannone agricolo, e un camion poco distante. Dalle numerose foto scattate, ho scorto altri accumuli di terreno nello spiazzo a valle del capannone agricolo. I lavori di movimento terra sono tuttora in corso".
Il consigliere ha realizzato anche un video a riguardo e chiede al sindaco "di attuare un immediato controllo da parte dell’ufficio Ambiente e degli altri uffici tecnici competenti. Nessun cartello dei lavori è affisso nelle vicinanze, il che mi fa supporre che i lavori siano abusivi. Non le sfuggirà la gravità potenziale di quanto le segnalo. Sarebbe opportuno, a mio avviso, attivare un immediato controllo da parte della Polizia Locale o dei Carabinieri Forestali".
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AGGIORNAMENTO - LA REPLICA DELL'AZIENDA AGRICOLA
"A nome della azienda agricola informo sui fatti accaduti - ci scrive Michele Corsini che, nella giornata di ieri, ha avuto il sopralluogo del sindaco, oltre che di Arpa e carabinieri.
"In merito al primo punto - scrive Corsini -, sulla manutenzione d'urgenza sulla strada è accaduto che la mattina del 1 maggio abbiamo riscontrato un crollo di massi avvenuto nella notte. I massi si sono staccati dalla scarpata del monte Merlo e hanno ostruito la strada comunale di accesso all’azienda, necessaria per il passaggio del camion per il ritiro del latte. Ho quindi  provveduto a liberare la strada spingendo con una ruspa i pesanti massi - senza poterli sollevare - a distanza su lato della strada più basso a valle. A bordo strada c'è il passaggio della linea elettrica ed perciò privo di alberi e più adatto allo scolo delle acque. Si è trattato di un intervento di manutenzione straordinaria - il primo da noi effettuato sulla strada, ma purtroppo non il primo nella zona dove abbiamo recentemente (il 5 dicembre scorso) subito anche un'alluvione. Non ho alcun altro interesse se non quello di garantire il passaggio dei mezzi. Non ho danneggiato la vegetazione. Non ho modificato la destinazione dell'area a bordo strada che era e rimane corridoio di passaggio della linea elettrica. È stato un costo assunto per poter lavorare coi tempi di un'azienda agricola che vive di passione lavoro e impegno, ma anche di animali vivi e tempi di mungitura e consegna del latte molto precisi. Ho provveduto per primo ad avvertire il sindaco e il comando del corpo forestale, come già fatto a suo tempo per l'alluvione.
In merito ai movimenti di terra e materiali rilevati all'interno dell'area agricola e aziendale essi sono parte delle normali lavorazioni e assestamenti del terreno dove le mucche sono sempre libere al pascolo e non in stabulazione. Tutto ciò per informazione di chi legge".
"L'azienda - conclude Corsini - si riserva comunque di tutelare la sua immagine e i suoi diritti nelle sedi competenti".
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CONTROREPLICA DI DAVOLI: "QUANDO LA TOPPA È PEGGIO DEL BUCO"
Scrive a Redacon Alessandro Rainiero Davoli, spiegando quanto sia "interessante ma 'confusa' la replica del signor Michele Corsini. Il sindaco Enrico Bini da me interpellato, ieri mattina, 5 maggio, non mi ha riferito di essere stato “avvisato” di ipotetici crolli di massi, di frane e smottamenti, e neppure ne era al corrente personale tecnico dell’ufficio Patrimonio e Lavori Pubblici. La strada è comunale e gli interventi, se fosse stata bloccata da una frana, come afferma il Corsini, sono di competenza esclusiva del comune, che ha ingegneri, geometri, operai competenti e mezzi meccanici adeguati. Nel caso descritto, sempre dal signor Corsini, si sarebbe trattato di una frana imponente con un fronte lungo svariate decine di metri se non addirittura un centinaio. Vorrei far presente ai lettori che un punto di ristoro, un bar, il circolo Arci 'Frank', apprezzato per il gnocco fritto e l’ottima birra, si trova al termine di via 'Pianello' poco prima dell’allevamento 'Il Paradiso delle Rosse'".
Ancora Davoli: "Tra i numerosi avventori di sabato 1* maggio, vi era un tecnico del Comune, incontrato ieri in Castelnovo. Questo geometra mi ha riferito che quel giorno ha osservato perplesso gli accumuli di terreno, decine e decine di metri cubi, senza riuscire a comprenderne la ragione. Ed è un tecnico comunale con più di quarant’anni d’esperienza in frane e interventi d’urgenza. Sul lato della strada dal quale sarebbe arrivata l’improbabile frana, la vegetazione è integra, nessun segno del rotolamento di macigni o di masse di terreno. Le foto, al contrario delle persone, non 'fanno confusione', non distorcono la realtà, e sono una testimonianza oggettiva. Quindi consiglierei al signor Corsini di meditare bene sulle parole che dice, un possibile reato ambientale non migliora raccontando cose non vere".
Davoli ricorda che l’area in questione è sottoposta alle tutele del Parco
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3 Commenti

  1. Non vedo altrettanta solerzia a segnalare e fare rimuovere gli alberi di alto fusto sradicati dalle piene e presenti sul greto del fiume. Erano alcuni anni che non passavo lungo il Secchia e l’altro giorno ho fatto, in bici, il tratto Colombaia E Gatta Pianello. Oltre ad abnormi, anche se naturali, accumuli di ghiai e sabbia e numerose “pericolose” anse del fiume a ridosso della pista, alcune decine di alberi destinati, alla prossima piena, a diventare chiuse naturali e creare inevitabili disastri. Manutenzione è quella che hanno fatto gli agricoltori e che si dovrebbero abbligare a fare chi è o dovrebbe essere autorizzato a cavare sabbia e ghiaia anche per reggimentare il letto del fiume per limitare i sempre più frequenti danni in occasione di piene. Piuttosto che interventi spot che hanno il sapore di ripicche politiche, pressiamo le istituzioni competenti ad eseguire la giusta manutenzione dei fiumi, rimuovendo anche limiti paesaggistici e naturalistici ormai anacronistici ed abbinando alle concessioni estrattive con vincoli di pulizia e manutenzione del fiume nel tratto di competenza facendo fare veri controlli sostanziali, e non formali, ai Carabinieri Forestali.

    (Massimo Muratori)

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  2. Buongiorno,
    a proposito degli alberi da fusto sul letto del fiume.
    Sono un privato e spesso alla fine dell’inverno mi trovo in debito di legna.
    Volevo saper se posso raccogliere la legna sul letto del fiume oppure incorro in qualche sanzione?
    Grazie anticipatamente a chi mi risponderà

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    • Sembrerà assurdo, eppure nn si può pulire il letto del fiume nemmeno da tronchi secchi, che invece sono pericolosissimi in caso di piene. Raccoglierli è reato penale, seppur sull’ambiente sarebbe un aiuto concreto, oltre ad essere legna da ardere.
      Leggi stupidissime, eppure…!!

      Rispondi

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