I sindaci Bini, Manari e Sassi: “E’ il momento di riprendere in mano il progetto della Pianello – Giarola”

Se ne era dibattuto ampiamente già diversi anni fa, una volta conclusa la Gatta – Pianello e appurata la sua utilità, la sua fruizione ampia sia in ambito lavorativo per chi vive l’area del crinale, che in ambito turistico: proseguire una strada di fondovalle, a basso impatto ambientale, rispettosa dell’habitat delicato e di valore dell’alta Val Secchia, dal Pianello fino a Giarola di Ligonchio.

Per questo intervento esistono sia un progetto di massima redatto dalla Provincia, quando era Presidente Roberto Ruini, sia uno che risale agli anni ’80 del Comune di Villa Minozzo.

“Oggi chiediamo di riprendere in mano quei progetti, e alla luce delle nuove conoscenze che abbiamo compiere un deciso passo avanti verso quest’opera. La Pianello – Giarola può essere un’infrastruttura leggera ma di importanza strategica, e abbiamo più strumenti ed esperienza rispetto a 15 anni fa per realizzare una strada che sia ben integrata nell’ambiente e non lo danneggi, comportando invece consistenti benefici sia per la tenuta socio economica di un’ampia parte del crinale che per il turismo in Appennino”.

A dirlo sono i Sindaci dei territori maggiormente interessati: Enrico Bini di Castelnovo ne' Monti, Elio Ivo Sassi di Villa Minozzo, e Antonio Manari di Ventasso, che per rilanciare la proposta della Pianello – Giarola si sono dati appuntamento proprio al Pianello, lungo il ponte sul Secchia.

“Stiamo parlando di un progetto – affermano - che era in campo già 40 anni fa, e che non richiederebbe grandi sconvolgimenti e modifiche al territorio. Oggi siamo di fronte a condizioni socio economiche mutate e che richiedono risposte forti: la montagna potrà avere le risorse necessarie, anche in vista delle nuove azioni previste nella Strategia Aree Interne, appena rifinanziata dal Ministro per la Coesione Territoriale, che punterà anche su miglioramenti della viabilità. Inoltre potranno confluire anche fondi legati al Recovery plan nazionale. Questa strada rappresenterebbe un collegamento veloce tra una parte del crinale e l’area artigianale di Fora di Cavola, ma anche con il distretto ceramico. Parliamo di avvicinare un polo produttivo di grande importanza a zone montane dove ancora resistono borghi popolati, nella valle dell’Ozola, la Val Lucola, il ligonchiese e altri, le cui famiglie sono legate al loro territorio, e la cui permanenza ha un valore altissimo. Rispetto anche solo a 15 anni fa, ovvero all’ultimo periodo in cui si discusse seriamente dell’opera, abbiamo alle spalle maggiore esperienza, il caso-scuola della Gatta-Pianello, che non ha portato danni all’ambiente che attraversa e ci fornisce anche indicazioni sulle modalità costruttive per far sì che sia realizzata una strada sostenibile dal punto di vista ambientale, e dotata delle necessarie difese spondali per non essere erosa dal fiume. Inoltre in questi anni sono ovviamente migliorate anche le tecniche progettuali e costruttive: riteniamo che sia davvero il momento giusto per concretizzare l’opera”.

Concludono i Sindaci Bini, Manari e Sassi: “In questo momento assistiamo a un rinato interesse per vivere in montagna, anche grazie a progetti importanti come appunto la Strategia Aree Interne, l’ampliamento della copertura internet a banda larga, e forme di sostegno come il bando della Regione per le giovani coppie che acquistano la prima casa in Appennino. Ma le infrastrutture viarie mantengono un ruolo strategico fondamentale per accompagnare queste nuove prospettive di sviluppo del territorio”.

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7 Commenti

  1. Fosse vero !!
    Sarebbe un’ opera molto importante per gli abitanti del crinale e ccostituirebbe un ulteriore passo avanti per mantenere un livello di popolazione residente più accettabile per i borghi dell’ alto crinale.
    Inoltre e di sicuro garantirebbe ulteriori presenze turistiche che possono portare grandi benefici ai ns. piccoli borghi.
    Speriamo solamente che non intervengano troppo zelanti ambientalisti ad ostacolare.
    Sono certo che questa fondovalle se realizzata con i criteri necessari, porterà solo benefici, senza deturpare il lungo Secchia.
    Chissà che davvero stavolta, dopo 40 anni, non sia la volta buona !!
    Saluti Vittorio Bigoi

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  2. Incredibile!
    Ricordo di aver partecipato, nel 2005 (solo 16 anni fa), ad un incontro a Castelnovo Monti dove l’allora Comitato per la fondovalle del Secchia presentava un primo “studio di fattibilità” del tracciato, elencando tutte le motivazioni sulla necessità dell’intervento: le stesse che ho trovato nelle dichiarazioni dei Sindaci.
    Allora, in contrapposizione, per lo sviluppo delle infrastrutture in montagna la politica non trovò di meglio che lanciare l’ipotesi di un tunnel sotto Cerreto e creare una Commissione Permanente per la SS 63 di cui si persero presto le tracce. Della serie se la locomotiva non è nostra meglio far deragliare il treno.
    Ok, cerchiamo di non giudicare oggi il passato (anche se dimenticarlo è impossibile…).
    Meno male che la Pianello-Giarola sia ancora una grande idea e che la Politica Amministrativa entri nel merito, senza pregiudizi, senza giustificazioni di impossibilità per normative stringenti e senza algoritmi da rispettare.
    Buon lavoro!
    Giuseppe Herman

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  3. Ricordo molto bene la mattina del 29 maggio 2004 quando alle fonti di Poiano venne inaugurata la tanto attesa Gatta-Pianello. La necessità di realizzare quella strada fu il motivo principale che mi avvicinò alla politica (…fine millennio scorso…). Le dichiarazioni dei sindaci del Crinale, che oggi indicano questa infrastruttura quale prioritaria, mi rendono personalmente felice: credo che chiunque di noi si sia fattivamente impegnato per questo obiettivo possa sentirsi ripagato da questo comunicato.
    Questo è il momento giusto per avanzare progetti concreti, indispensabili per la montagna e, credo di non sbagliare, utili a tutta la nostra provincia. PNRR e aree interne ci chiedono di essere lungimiranti: questa è un’ottima risposta!
    Emanuele Coli

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  4. Incredibile davvero. Ricordo di aver sentito l’ing. Rubini parlare della fondovalle del Secchia nel 1967. 54 anni fa. Ricordo che si parlava anche di una sorta di bacinizzazione del fiume, tra la Gatta e il Pianello, per ottenere superfici d’acqua per sport di vela. Una capacità di visione mortificata allora dai limiti di una politica che ci auguriamo possano essere oggi superati.

    Giovanni Annigoni

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  5. Credo sia una Ottima Idea! Fondamentale collegamento ! Speriamo che il tutto non venga messo a repentaglio dagli ambientalisti. Sperem ben… Che la Forza sia con Voi !
    Max Pinelli

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  6. Sarebbe interessante capire chi sono stati i partiti, di destra, di sinistra o di centro, che nei 57 anni, di cui parla Annigoni, si sono sempre opposti al completamento di quest’opera utilissima, come lo era la fondovalle Val d’Enza. La riterrei una presa in giro o peggio ancora una mossa elettorale se i partiti che sostengono i Sindaci che oggi la propongono rientrassero tra quei partiti chi si sono sempre opposti a quest’opera. Dare la colpa ad ambientalisti vari è solo una favola, questi sono mossi dai partiti

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  7. Mi ha messo in un forte imbarazzo, avrei dovuto citare gente che non c’è più e ho deciso di non farlo. Condivido con chi dice di non giudicare il passato, ben sapendo che il non dimenticare è l’esperienza che ognuno di noi ha, e che, prima o poi, ti aiuta a capire.

    Giovanni Annigoni

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