Monsignor Guiscardo Mercati ricorda come il 13 maggio 1981 Papa Giovanni Paolo II scampò all’attentato

UNITÀ PASTORALE DI CARPINETI (335/8257036)

 San Prospero, San Biagio, San Donnino, San Pietro,

Onfiano, Pantano, Pianzano, Poiago e Pontone

Vita parrocchiale dal 09 al 16 maggio 2021

 

DOMENICA 

09 maggio

S. Messe: Carpineti ore 8.30 (def. Lanzi Loris) ore 11.15 (pro populo)

ore 18.00 (libera intenzione)    Pontone ore 10.00         Pantano ore 10.00 

LUNEDI’

10 maggio

Gli uomini hanno diversi motivi per trovarsi insieme: affinità, interessi, parentele, alleanze…

La comunità cristiana, che ha una sola origine e una sola ragione - Cristo -, non ha che un unico motivo di unità: amare, come Gesù ci ha amati e a dato la sua stessa vita per noi.

S. Messa: ore 18.00 (def. Filippi Remo e familiari)

MARTEDI’

11 maggio

S. Messa: ore 18.00 (def. Ghirardini Ines)
MERCOLEDI’

12 maggio

S. Messa: ore 10.30 (libera intenzione)
GIOVEDI

13 maggio

In memoria della B.V. Maria di Fatima

S. Messa: ore 18.00    ore 20.30 recita meditata del rosario

VENERDI’

14 maggio

S. Messa: ore 18.00 (def. Filippi Piero, Wanda e Alberta)
SABATO

15 maggio

S. Messe festive: ore 15.00 per i bambini e i ragazzi del catechismo

ore 18.00 a S. Donnino

DOMENICA

16 maggio

SOLENNITA’ DELL’ASCENSIONE. S. Messe: Carpineti ore 8.30 (pro populo)     ore 11.15 (def. Valcavi Enos)  ore 18.00 (libera intenzione)    Pontone ore 10.00         Pantano ore 10.00

 

Meditazione domenicale. L’amore, il comandamento del discepolo. La liturgia della parola di questa domenica è pienamente incentrata sul cuore della fede cristiana: l’amore di Dio rivelato in Gesù e l’amore dei fratelli. Gesù, il Figlio fatto carne per la nostra salvezza, è rivelazione dall’amore del Padre per il mondo e comanda ai suoi discepoli, e anche a noi, “che vi amiate gli uni gli altri”, come leggiamo nel brano di vangelo. L’amore è il comandamento del cristiano, solo così si può davvero amare e conoscere Dio, come ci ricorda la prima lettera di Giovanni, da cui è tratta la seconda lettura. “Dio è amore”, ci ha amato per primo e ha mandato nel mondo il suo Figlio. Dio non fa differenze, il suo Spirito d’amore è un dono universale rivolto a tutti. La prima lettura ci racconta il momento in cui anche la chiesa primitiva, nella figura del capo degli apostoli, Pietro, riconosce questa universale volontà salvifica, che non “fa preferenze” ma accoglie ciascuno di noi.

Tredici maggio 1981. Quarant’anni fa, nel giorno della Vergine di Fatima, Papa Giovanni Paolo II si salvò prodigiosamente dall’attentato. Più volte ebbe a dire “non mi stancherò di ripeterlo, ho visto una speciale protezione materna della Madonna”. Alle ore 17.17 il Papa, a bordo della Papa mobile, terminata l’udienza generale col solito affabile sorriso, rivolse un saluto affettuoso ai numerosi fedeli accalcati in Piazza S. Pietro. Sono gli istanti che precedono uno dei momenti più duri del suo pontificato e che hanno sconvolto il mondo intero. Alle 17.19, infatti, l’attentatore turco Ali Ajca impugnando una pistola, colpisce il Papa con due spari da una distanza di 3 metri e mezzo. Portato d’urgenza al Policlinico Gemelli, lì viene operato e malgrado l’emorragia sembri fatale, il cuore regge e batte forte mentre il mondo, ancora incredulo, si stringe a lui in un abbraccio di preghiera e supplica, attendendo notizie col fiato sospeso. Wojtyla ritenne immediatamente si fosse salvato solo grazie all’intervento della Vergine di Fatima. Il 13 di ogni mese, da maggio a ottobre, in ricordo delle apparizioni della Madonna a Fatima ai tre pastorelli, in tanti luoghi si svolgono le marce penitenziali. Anche noi partecipavamo al Santuario mariano della Pietra; con la pandemia, non è più possibile farlo se non con piccoli gruppi ed è per questo che sentiti alcuni membri del Consiglio Pastorale, proponiamo di celebrare questi 13 del mese nelle nostre parrocchie. Vi attendo giovedì 13 alle ore 20.30 per un particolare rosario meditato, per chiedere attraverso l’intercessione della madonna di Fatima, di essere liberati dalla pandemia. Cuore immacolato di Maria, prega per noi che ricorriamo a te.

Ricordiamo i nostri morti. Severi Nico di anni 25, deceduto a Castelnuovo Monti il 30 aprile. La notizia della sua prematura e drammatica morte ci ha lasciati attoniti e increduli. Spontaneamente penso che nella mente e nel cuore di tanti sia nato questo interrogativo: perché? Non ci sono risposte certe e tanto meno, come ho detto nell’omelia del suo commiato, giudizi ma misericordia e solidale compassione con la sua famiglia, rimasta nel grande dolore. È sempre difficile rapportarsi con l’esperienza della morte, specialmente quando si tratta di una giovane vita e anche per un parroco trovare le parole per infondere speranza e conforto, cercando non tanto di far tacere i sensi di colpa quanto di interrogarsi sul rapporto e l’attenzione che abbiamo gli uni verso gli altri. Sia il momento di veglia che il giorno del funerale ho visto la presenza di tanti ragazzi e giovani più o meno coetanei di Nico e mi è venuto spontaneo pensare al ruolo e all’incidenza che noi adulti abbiamo nella loro vita. Questi mesi di pandemia non favoriscono certamente le relazioni ma non debbono impedirci di avere attenzione e dialogo con le persone che ci stanno accanto. “Signore, tu hai conosciuto il turbamento di Nico e il suo non trovare risposte qui fra noi, dagli pace e serenità nel posto che gli hai preparato”…queste parole sono il cuore della nostra preghiera rivolta al Signore. Per lui e per i suoi familiari. Nel Vangelo che ho scelto, Gesù dice: “Io sono la via, la verità e la vita”. Il suo ricordo rimarrà vivo nei suoi familiari e negli amici e certamente in Dio che come Padre Misericordioso, l’ha accolto tra le sue braccia. Abbiamo affidato alla terra del camposanto di Poiago le sue spoglie mortali. Quel pomeriggio, dopo la celebrazione anche il cielo ha pianto. Ma poi uno splendido arcobaleno è apparso. Quasi un saluto di speranza che Nico ci ha voluto comunicare. Nella fede che vive in Dio e nella certezza della Resurrezione, riposi in pace. Condoglianze ai familiari.

Rivi Edda Flora in Morani di anni 87, deceduta a Reggio Emilia il 30 aprile. Sposata con Giuseppe, ha generato due figlie: Laura e Annamaria. Nel suo annuncio funebre è stato scritto che ha speso tutta la sua vita per la famiglia e il lavoro, chi l’ha conosciuta ne può dare testimonianza. Ha infatti lavorato accanto allo sposo per tantissimi anni, gestendo uno dei primi lavaggi per autovetture e pompe di benzina del paese con una disponibilità diuturna, ancor prima che si installassero i self-service. Persona di natura riservata, non si sottraeva comunque al dialogo. Gli ultimi anni della sua esistenza sono stati segnati dalla malattia che ha sempre affrontato con dignità, sostenuta dai suoi familiari. La Madonna, madre di misericordia, affidataci da Gesù ai piedi della croce, la accolga in Paradiso. Il suo funerale è stato celebrato nelle camere ardenti di Reggio Emilia e il suo corpo è stato sepolto nel cimitero di Pontone, suo paese natale. Vi riposi in pace. Condoglianze ai familiari.

 

Offerte ricevute: In memoria di Severi Nico per la Caritas.  Monti Clementina per la parrocchia in memoria di Mercati Italina, i familiari per la chiesa di San Donnino. A tutti grazie!

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