Da vent’anni presenta libri e incontra persone  

I Martedì letterari di Casina sono una delle iniziative culturali più longeve d’Appennino. Curate da Giovanna Caroli: “Che emozione il silenzio per le parole di Nando Dalla Chiesa. Prodi? Sorrideva bonariamente all’invito a fare foto”. L’incontro con migliaia di persone. Anche per il futuro

 

Giovanna Caroli, oltre che nostra apprezzata collaboratrice e donna di cultura, è la fondatrice della più longeva iniziativa culturale tutt’ora presente sul nostro Appennino. Forte di una ricetta semplice attorno ai libri, unisce cultura a presentazione, pubblico e autori a discussione con garbo. Questi appuntamento sono un must dell’estate casinese e non solo. Quest’anno alla ventesima edizione.

Giovanna, come e quando nascono i Martedì letterari?

I Martedì alla Cantoniera nascono con il consolidarsi della Casa Cantoniera come Circolo comunale ma lo loro origine si perde nella notte dei tempi, essendo frutto di una lunga e costante evoluzione mai interrotta. Le prime presentazioni di libri sono legate alla nascita della biblioteca nel 1976 come centro di attività culturali condotte da volontari e si tengono in piazza sporadicamente. La prima rassegna vera e propria che ricordo è ‘Verso alla Vita’ negli anni Novanta, poi dal 2001 a primavera ‘Le mani del mio cammino’ divise tra piazza e Castello di Sarzano appena recuperato e ‘I sentieri della Salute’ organizzati insieme al comitato di Casina della Croce Rossa a settembre. La prima rassegna alla Casa Cantoniera ha nome ‘Terre magie territori di scrittura’ e si tiene nel 2004, dal 2006 diviene ‘Martedì letterari’, dal 2011 ‘Martedì Letterari con Gusto’, poi dal 2014 ‘Martedì con gusto alla Cantoniera’, quando i più maliziosi vedono nell’aggiunta un riferimento non al sapore del sapere ma a quello del rinfresco finale… La curatrice invece è sempre la stessa.

Quando venne la prima idea di realizzarli?

Inizialmente volevano offrire una spazio a chi in montagna aveva qualcosa da dire, nel tempo sono diventati uno spazio per chi ha qualcosa da dire, da ascoltare e da discutere.

Come funziona questo calendario di appuntamenti?

Progressivamente l’attenzione si è spostata dalla narrativa ad altre materie come la storia, la medicina, la fisica, i temi del momento. La scelta degli esperti da presentare è legata alle mie letture, alle mie conoscenze ma nel tempo sono aumentati i suggerimenti e le proposte da parte del pubblico e degli amici.

Quale è, a suo avviso, la chiave del successo di questa iniziativa?
L’autenticità dell’interesse culturale, slegato da ogni altro interesse, ad esempio di partito. Poi l’essere davvero uno spazio di informazione e di formazione per tutti
Non sempre è facile presentare un libro. In Appennino ci sono iniziative spesso sporadiche. A Casina ci è contraddistinti con quello che è ormai è un marchio di fabbrica. Questo cosa significa?
Siamo stati premiati dalla costanza e dalla apartiticità, dalla vicinanza agli interessi delle persone, anche dalla umiltà, semplicità e “povertà” con cui ci proponiamo, credo, dal fatto che non girano soldi per nessuno, ma ognuno mette quel che ha, conoscenza o pezzo di parmigiano che sia. I ‘Martedì alla Cantoniera’ sono di tutto il paese, ma devono tanto ai volontari che fanno della Cantoniera uno spazio di amicizia e che nelle serate fanno trovare tutto pronto e perfetto.
Quali i principali incontri che ricorda?

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La serata che mi è rimasta più impressa è stato il secondo incontro con Nando Dalla Chiesa nel 2009 (era venuto una prima volta a Sarzano a presentare ‘Storie eretiche di cittadini per bene’): alla Cantoniera presentava ‘Album di famiglia’, intervistato da Annamaria Tagliavini. Era una serata di vento, ma lo spazio retrostante della Cantoniera era affollato e si percepiva fortissimo l’affetto per lui e la riconoscenza per il papà: quella sera prima di essere il sociologo Nando era Dalla Chiesa, il figlio di Carlo Alberto, del generale Dalla Chiesa, il vincitore delle Brigate Rosse, ucciso a Palermo.  Vorrei che potessimo raggiungerlo con lo stesso affetto ora che ha da pochi giorni perso la moglie. Poi ricordo Lidia Menapace, vera forza della natura dalle idee chiarissime anche a novant’anni. O Mariapia Veladiano della quale presentiamo un libro anche quest’anno che ad ogni invito mi ricorda che a Casina viene sempre volentieri perché l’abbiamo invitata anche quando era sconosciuta.

Come andò il dialogo con Romano Prodi? Ricorda qualche aneddoto di quella sera? Venne anche la Tv!

Ricordo il piacere di ascoltare le sue analisi lucide. Mi sorpresero le polemiche nei giorni precedenti sui social che vedevano in lui non l’ex presidente della Commissione Europea e nemmeno il professore di Nomisma, ma solo l’uomo di partito nonostante non ne avesse uno…. Ricordo il sorriso bonario con cui accoglieva il ripetuto invito di Silvano a fare una foto con ciascuno dei presenti.

Come si sostiene questa iniziativa? E chi occorre ringraziare, oltre a lei?

L’iniziativa gode del contributo del Comune alla Cantoniera, per l’intera rassegna 500 euro nei tempi normali, 300 su mia richiesta lo scorso anno viste le difficoltà della pandemia. Fondamentale l’ospitalità degli amici della Cantoniera, ma importante anche il contributo degli sponsor per la stampa della pubblicità e dei commercianti per il rinfresco finale fino al 2019. Lo scorso anno e quest’anno la locandina ospita gratuitamente e con gratitudine la pubblicità agli esercizi commerciali che un tempo offrivano il rinfresco finale e oggi subiscono la pandemia.

Quanto pubblico partecipa mediamente a queste serate?

Sul numero dei presenti ha molta influenza il meteo. Fino al 2019 il numero andava mediamente dai 40 ai 100/150 con punte di 230/250. Lo scorso anno c’è stato un calo del 20%. Tuttora imbattuto il record di 600 persone per la presentazione dell’autobiografia di Pietro Meglioli (‘Da contadino a parrucchiere’, ne scrivemmo qui ndr).

In 20 anni quale potrebbe essere la stima di autori e libri presentati e numero di spettatori?

Difficile dire, ma certo nell’ordine delle centinaia gli autori, alcune migliaia i partecipanti tra il pubblico. Un pubblico fifty fifty tra villeggianti e residenti, ma ancora assenti i giovani.

Avrebbe mai immaginato che potesse durare così a lungo?

Spero che sia ancora niente…

Un ricordo piacevole e uno buffo di queste serate?

Piacevole la simpatia delle persone, buffo… non mi sovviene!

I Martedì letterari sono una delle iniziative culturali più longeve e conosciute dell’Appennino? Si può quindi fare grande cultura anche in montagna?

Si può fare cultura diffusa e partecipata: sono importanti centri come la Cantoniera, le biblioteche, le associazioni anche spontanee. Io vedo un bel crescendo nei diversi paesi e persone sempre più attive.

Cosa ci riserva questa 20° edizione?

Un ampliamento dell’offerta aggiungendo diverse domeniche a tutti i martedì tra inizio giugno e fine agosto, uscendo anche dalla Cantoniera per parlare di arte contemporanea nella Autocarrozzeria Ghirelli e di api in un bed and breakfast di prossima apertura al Faieto in località Casello. Poi molto spazio alla medicina, all’agricoltura, alla fisica, alla storia e alla narrativa locale. Nel 2002 avevo presentato “l’Istituzione del Dipartimento delle Cure Primarie: che cosa cambia nella politica sanitaria del distretto” con i maggiori dirigenti dell’epoca, quest’anno presentiamo “Cosa offrono le cure primarie sul territorio” con i maggiori dirigenti di oggi. Poi con Mariapia Veladiano e il suo romanzo “Adesso che sei qui” trattiamo il tema del vivere con i colpiti dalla demenza con la geriatra Roberta Boiardi e la psicologa Federica Aleotti…

Per il futuro come immagina i prossimi 20 anni dei Martedì Letterari?

Molto vivaci e capaci di sorprendere, in mezzo alla gente e con la gente. Spero di godermene una parte comodamente seduta…

 

 

CHI E’ GIOVANNA CAROLI

Insegnante, assessore alla cultura dal 2001 al 2013, collaboratrice di Redacon e di Tuttomontagna, appassionata di storia, ha all’attivo diverse pubblicazioni su Casina in guerra e nella Resistenza, e poi Le storie del nostro ieri, Casa Comune, La maestra Ada. La raccolta delle lettere dei caduti di Casina e di Carpineti e la biografia di Maria Bertolani Del Rio, la creatrice dell’Ars Canusina nonché fondatrice della casa di riposo di Casina conferma anche nel campo della storia la vera passione sono le persone.

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2 Commenti

  1. Un’amica affidabile e saggia, un’appassionata di storia e problemi di attualità, che presenta con competenza ed empatia nei Martedì a Casina. Continua così, Giovanna, sei la solida colonna della cultura e della divulgazione della nostra montagna (e oltre)!!!
    Angela Pietranera

    Rispondi
  2. ….e sincera e di specchiata onestà, come si diceva una volta. E appassionata del suo paese e del nostro Appennino. Negli anni dei suoi assessorati Casina ha avuto più volte l’ onore delle pagine culturali nazionali. Se tutti gli amministratori fossero come lei l’Italia sarebbe un paese migliore.
    Dalmazia Notari

    Rispondi

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