Graffiti sulla Pietra, il Parco: “Irrispettose dell’identità di Bismantova. Stiamo valutando ulteriori misure”

Qualche giorno fa viene riportato all'attenzione del presidente del Parco nazionale dell'Appennino tosco-emiliano un graffito presente nel settore "le terrazze" sulla Pietra di Bismantova. L'incisione nella roccia sembrerebbe essere fatta da tempo, come commenta il presidente Fausto Giovanelli: "Ho assunto prime - non definitive e non confermate - informazioni dalle quali risulta che questa incisione della roccia sia stata fatta da anni e sia stata segnalata già da tempo. L'autore era già stato contattato e diffidato e pertanto la cosa non si é ripetuta".

Il graffito in questione, però, non sarebbe l'unica "opera" presente sulla Pietra di Bismantova: che sia scolpita o dipinta nessuna di queste sarebbe comunque commissionata dal Parco, come afferma Giovanelli: "Non le ha commissionate il Parco nazionale dell'Appennino. Proprio no. Anzi ritengo non solo siano brutte, ma del tutto irrispettose dell'ambiente e dell'identità di Bismantova che, anche come identità culturale, è un patrimonio comune da proteggere".

Come ecosistema fragile sono stati già numerosi i provvedimenti che limiterebbero la fruibilità della Pietra, tra cui il recente divieto per bike e mountain bike di salire sulla sommità. "Stiamo approfondendo tutti gli interrogativi che si sono riproposti e valutando eventuali ulteriori misure - conclude quindi il presidente -. È evidente che cose simili non possono essere e non sono consentite. Danneggiano il patrimonio naturale e culturale comune".

Tutti d'accordo sul preservare la Pietra di Bismantova, ma qualcuno avanza timori che questo possa sfociare in un ulteriore divieto ai frequentatori. L'obiezione è che queste "opere" possono essere accettate o meno a seconda della sensibilità di ognuno, perché c'è chi queste opere le vive come uno dei mille aspetti della Pietra stessa e mettere l'ennesimo divieto d'imperio potrebbe non essere la soluzione.

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8 Commenti

  1. Invece di preoccuparvi di graffiti, presenti da anni, sarebbe bene che si facesse la manutenzione sulla sommità, come ad esempio lo sfalcio dell’erba.
    Quello sì, prima della nascita del parco, veniva fatta spesso e sempre per tempo. Siamo al 7 di luglio, e l’erba in alcuni punti è alta quanto un uomo.

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  2. Il problema che alla sera non ci sono controlli, al sabato sera nella zona del orto dei frati è sempre baracca ,grigliate e schiamazzi fino alle 3 del mattino, macchine che scendono alla notte e risalgono al mattino, forse ci siamo messi in casa gente sbagliata.

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  3. In effetti gli sfalci di sommità vanno fatti e sono essenziali ! Situazione al limite della decenza, i viandanti rimangono oltremodo sbalorditi !
    Poco tempo fa siamo andati a Pratizzano e gli sfalci erano veramente indecorosi… Mi auguro e spero che siano stati presi provvedimenti adeguati…
    Successivamente ci si occuperà dei graffiti…
    Le nuove misure hanno un nome : MANUTENZIONI!

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  4. Quel graffito “presente da anni’ rappresenta tutte quelle persone che da anni vivono la Pietra, da più di 20 anni salgono col bello o brutto tempo, persone che hanno vissuto la Pietra come voi non la avete mai vissuta. Hanno trascorso i loro anni più belli, i loro momenti più brutti e per fortuna la Pietra era sempre lì. Il legame che c’è tra queste persone è la Pietra è unico. Non lo capirà mai il turista della domenica che sale solo per farsi un selfie o mettere i piedi sotto a un tavolo. Bisognerebbe incentivare un turismo legato alla montagna, non al consumo,se si vuole preservare la Pietra.

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    • Sono completamente d’accordo, il graffito non può essere equiparato a delle scritte che imbrattano la parete, è una vera opera d’arte che rappresenta tutti quelli che vivono e amano la Pietra da prima che esistesse “l’ente” Parco ad “occuparsene”.
      Il fatto che non possa capirlo il turista della domenica non è un problema. Mentre risulta grave che l’ente Parco nella persona del Sig. Giovannelli non comprenda questa distinzione.
      Se volete preservare il luogo e riportarlo allo stato originale, Sarebbe bene allargare lo sguardo, e ripensare alle reali attività adatte al luogo.
      Altro che autorizzare altri BAR , CHIOSCHI PER APERITIVI , RISTORANTI, oltre alle aree che avete creato (vedi “orto dei frati” ) che con griglia e tavolini portano solo turismo da Sbaraccata e bevuta… questo di nuovo avete portato. altro che luogo di raccoglimento, preghiera e meditazione.

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  5. ..sarebbe il caso di pensare ai servizi basici che mancano, tipo i cestini dell’ immondizia al piazzale.

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  6. Vorrei fare presente al giornalista che ha scritto questo articolo che le scritte considerate come “graffiti” in realtà sono nomi scritti alla base delle via di arrampicata sportiva per identificarle. E’ pratica comune all’interno delle falesie di arrampicata scrivere i nomi delle vie per aiutare chi scala ad identificarle.
    Nello specifico quelle sono vie del settore denominato “Le Terrazze”, qualsiasi scalatore anche dilettante conosce quel settore e questa pratica. Mi sembra francamente ridicolo accorpare quelle foto alle scritte descritte come abusive o illegali. Sarebbe bastato un minimo più di professionalità e verifica da parte di chi a scritto l’articolo per evitare questo malinteso ma evidentemente non interessa la qualità. Saluti

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  7. Come ben si vede dalle foto anche i nomi delle vie, volutamente inserite nell’articolo, sono qualcosa di artefatto. Il graffito “presente da anni, rappresenta quelle persone che da anni vivono la Pietra” ma non rappresenta me che da molti più anni in vivo la Pietra. La segnaletica dei sentieri è necessaria ma come vedete certamente ridondante. L’immagine della Madonna cui siamo tutti affezionati, come la lucertola scolpita o i cannocchiali in acciaio sono ritenuti da tutti molti “belli” ma non sono stati autorizzati. E anche le opere autorizzate come gli orribili e inutili (a parer mio) tavoli in sasso sono certamente discutibili, così come discutibile è l’avere rivestito le pareti con chiodature, corde e moschettoni. Occorre cominciare a vedere la Pietra come un ambiente naturale da condividere con persone che hanno diversa sensibilità, dove ogni piccolo intervento è opportuno se necessario altrimenti occorre provare a farne senza come abbiamo fatto fino a ieri. Non condivido l’avere bloccato le biciclette, ho rispetto per gli scalatori ma, per fortuna, alla Pietra oggi girano tante persone e occorre averlo ben presente.

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