Inaugurazione di una “stanza tutta per sé” presso il Comando di Castelnovo ne’ Monti

Questa mattina, alle ore 10, è stata inaugurata presso il Comando compagnia carabinieri di Castelnovo ne' Monti una "stanza tutta per sé", destinata ad ospitare le donne vittime di violenza dei territori montani. L'apertura era stata annunciata da tempo, subito dopo l'inaugurazione lo scorso aprile di altre due stanze: quella all'interno della caserma di Corso Cairoli a Reggio Emilia e nella sede di Guastalla. "In questo modo - ha spiegato il colonnello Cristiano Desideri - riusciamo a coprire i tre poli principali di questa provincia: città, Bassa e Appennino".

All'evento erano presenti il comandante della compagnia José Ghisilieri, il presidente dell'Unione dei Comuni, Tiziano Borghi, il sindaco di Castelnovo ne' Monti, Enrico Bini e la presidente di Soroptimist, Chiara Davoli. Quella fra Arma reggiana e Soroptimist è una collaborazione iniziata nel 2019, che punta non solo alla creazione di stanze sicure, in cui le vittime possano aprirsi e trovare un aiuto concreto, ma che si impegna anche alla formazione degli operatori di polizia con un neuropsichiatra. "La fase dell'accoglienza è un momento delicato per la donna che denuncia un abuso o una violenza - spiega Chiara Davoli-. La formazione del personale permette agli operatori di comprendere al meglio come comportarsi durante il primo approccio".

Il 25 novembre del 2019, l’allora comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Giovanni Nistri e la presidente di Soroptimist Mariolina Coppola sottoscrissero un formale protocollo finalizzato a disciplinare l’attività di collaborazione nell’ambito del progetto "Una stanza tutta per sé". Il protocollo contiene le linee guida per l’allestimento delle stanze, che devono tenere conto della psicologia dei colori e delle immagini. Ogni stanza, inoltre, è dotata di un sistema audio-video per la verbalizzazione computerizzata, per evitare così alla vittima di dover testimoniare più volte e che può servire per la fase processuale successiva.

La stanza dove ascoltare la donna che denuncia atti persecutori, maltrattamenti, stalking e ogni altro atto violento è un ambiente protetto e dedicato, che incentiva un approccio meno traumatico con gli operatori di polizia e trasmettere alla persona una sensazione di accoglienza e una particolare attenzione per le sofferenze subite.

Il progetto "Una stanza tutta per sé", il cui nome deriva dall'omonimo libro di Virginia Wolf, comprende inoltre un percorso di sensibilizzazione alla denuncia degli abusi subiti, nonché si propone di pubblicizzare l'esistenza di queste "stanze" presenti in tutta l’Italia.

Un presidio fondamentale in Appennino per contrastare un fenomeno, purtroppo, in continua crescita, soprattutto tra le mura domestiche. Complice una convivenza forzata e un clima di ristrettezze economiche, nel 2020 sono state 94 le persone arrestate per atti persecutori e maltrattamenti in famiglia, 255 quelle denunciate per lesioni personali, 54 per percosse e 234 per minacce. Numeri elevati anche nei primi tre mesi del 2021: 20 i criminali arrestati e denunciati per atti persecutori e maltrattamenti, 54 le denunce per lesioni personali, 13 per percosse e 58 per minacce.

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