Ecco chi era Rocco Nobili. E di cosa si discuteva in Appennino (e in Italia) nell’Ottocento. A Vetto l’11 agosto la presentazione

Vetto, mercoledì 11 agosto: presentazione del libro “Sulle tracce di Rocco Nobili. Un intellettuale dell’Appennino”, scritto dal pronipote Alberto Nobili durante il lockdown a Pechino

 

Alberto Nobili

Uno spaccato della Vetto, di Reggio e dell’Italia culturale di fine Ottocento. A Vetto, nella Piazza Caduti di Legoreccio, mercoledì 11 agosto alle ore 21,00 verrà presentato “Sulle tracce di Rocco Nobili. Un intellettuale dell’Appennino” il libro scritto dal pronipote Alberto Nobili (Ed. Antiche Porte, 320 pagine, 20 euro). Rocco fu un intellettuale che, da Vetto, girò in lungo e in largo l’Italia dei primi decenni postunitari e il libro ne ripercorre la vita, le opere, gli scritti.

All’incontro, condotto da Gabriele Arlotti, l’autore interverrà in video conferenza da Pechino – dove lavora - per raccontare come è nata l’idea di dedicare questa preziosa ricerca al suo antenato. L’evento prevede quindi uno straordinario momento con interventi di Roberto Macellari, etruscologo e, quindi, di traiettorie che partono da citazioni legate alla produzione poetica/letteraria del Nobili per trasformarsi in musica del suo tempo combinandosi anche in recitazioni di frammenti tratti dai suoi testi poetici con sonorità contemporanee, una parte a cura di Clementina Santi, del duo canto e piano Teresa Camellini (soprano) e  Antonella Fanfoni (pianista) nonché di Massimiliano Nobili, voce recitante e fratello di Alberto.

 

Una serata di conversazione e musica per disquisire della figura poliedrica di Rocco Nobili per come ci viene proposta nell’opera di Alberto: un libro che è frutto di una lunga e meticolosa ricerca fatta negli archivi di famiglia, in varie biblioteche italiane e che è stata resa possibile grazie all’aiuto di alcuni storici e ricercatori che operano nei luoghi in cui risiedette il Nobili.

Rocco Nobili, il “professore di Ca’ Ricci” - come veniva rispettosamente chiamato dai suoi compaesani – nacque a Vetto nel 1839 e lì si spense del febbraio del 1918. Fu un’intellettuale e patriota reggiano impegnato in svariati ambiti politico-culturali tra cui la poesia, le lettere, lo studio della preistoria e delle scienze naturali. Durante la presentazione del libro, cultura, storia e sonorità del tempo si incontreranno per rendere omaggio ed esaltare l’impegno multidisciplinare che contraddistinse l’opera e la figura del Nobili. Un personaggio molto conosciuto a Vetto e che godette di ampia stima nelle molte città italiane in cui visse. In ambito locale, tra i temi che sostenne e le iniziative che lo videro protagonista, si annoverano la diga di Vetto, lo sviluppo infrastrutturale della val d’Enza, la tratta ferroviaria transappenninica da Reggio a Lucca, una biblioteca per il paese, una scuola tecnica per Castelnovo, ricerche e scavi archeologici nel medio Appennino reggiano. Appartenente alla corrente radicale della Sinistra storica del tempo, sposò e rimase leale ai valori fondanti del pensiero garibaldino e liberale. Fu allievo ed amico di lunga data di don Gaetano Chierici, Prospero Viani, Gian Lorenzo Basetti e mantenne stretti contatti con grandi personalità del suo tempo. Annoverato tra i “Reggiani illustri” (di Mario Mazzaperlini), fu membro del Consiglio Provinciale di Reggio Emilia dal 1883 al 1887 e dal 1910 al 1914.

 

“Nell’estate del 2015, il rinvenimento nella casa paterna di Vetto di molti scritti, documenti e ricordi appartenuti a Rocco Nobili,  prozio di mio padre, mi furono di ispirazione per la stesura di un primo articolo commemorativo pubblicato nel 2018 in occasione del centenario della sua morte – spiega l'autore che ha scritto il volume tra Pechino, dove lavora occupandosi di sicurezza aziendale per multinazionali, e Sidney, dove vive la famiglia – Il rinvenimento di ulteriori scritti inediti, alcuni dei quali custoditi nell'archivio storico della prestigiosa Accademia dei Lincei di Roma, mi hanno spinto ad approfondire ulteriormente una ricerca storica che ha così assunto le sembianze di un vero e proprio libro".

 

Per partecipare alla serata che è a ingresso libero, ma con posti limitati e assegnati, è obbligatoria la prenotazione (340.834.72.37 oppure 349.67.42.408). In caso di maltempo la manifestazione sarà rinviata a giovedì 12 agosto.

Il libro è disponibile sul sito www.anticheporte.it e nelle librerie convenzionate.

 

 

L’autore

Alberto Nobili è originario di Vetto ma vive e lavora tra Sydney e Pechino. Dopo aver frequentato l’Accademia Militare di Modena ed essersi congedato dall’Arma dei Carabinieri con il grado di Capitano, ha iniziato ad occuparsi di sicurezza aziendale e gestione delle crisi per conto di importanti gruppi di sicurezza aziendale e gestione delle crisi per conto di importanti gruppi multinazionali. Ho vissuto e lavorato in Bosnia, Kosovo, Bulgaria, Kazakistan, Austria, Australia e Cina dove attualmente è impegnato come dirigente responsabile della sicurezza nella regione Asia Pacifico per conto di un prestigioso gruppo automobilistico tedesco.

 

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2 Commenti

  1. E’ doveroso da parte mia ringraziare Roberto Nobili per la pubblicazione di questo libro. Bene ha fatto a ricordare il prozio di suo padre, ma nel fare questo ha fatto “Memoria” di un grande uomo delle nostre terre, Rocco Nobili; uomini come Lui dovrebbero esserci di esempio, operavano giorno e notte per il bene comune, in un’epoca dove il bene comune era prioritario su tutto, indipendentemente se eri Garibaldino o legato alla gerarchia ecclesiale. Lui, unitamente ad altri “figli” della nostra montagna saranno per sempre ricordati per il loro grande operato. Ora noi ricordiamo Rocco Nobili ma i posteri ricorderanno qualcuno di noi per ciò che avremo fatto o per ciò che avremo lasciato a loro?, non credo, visto come stiamo riducendo questi paesi montani. Lino Franzini

    Franzini Lino

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  2. E’ doveroso da parte di tutti ricordare i grandi uomini, politici e amministratori, dei nostri paesi montani; strade, ponti, piazze, ferrovie, centrali, scuole, ecc. lo dobbiamo a loro; dopo di loro, a parte Pasquale Marconi, nessuno a mai pensato di fare qualcosa per questi territori montani; anzi direi che hanno fatto moltissimo; per farli abbandonare, ciò che peggio che ci sono riusciti.

    Ricò Davide

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