Il volume di Rosy Manari “Storia di una maestra d’Appennino” sarà presentato il 16 agosto alle h 21 a Castelnovo ne’ Monti

“Storia di una maestra d’Appennino” è il titolo del libro che il 16 agosto alle ore 21 verrà presentato a Castelnovo ne’ Monti in Piazzetta delle Armi nell’ambito della rassegna #Ioescofuori. Erica Spadaccini e Emanuele Ferrari dialogheranno con l’autrice Rosa Maria Manari dai più conosciuta come Rosy.

Tante sono le storie che vengono narrate nel testo, tante quanti sono i legami della famiglia della protagonista con l’Appennino tosco-emiliano e con il tessuto socio-economico che lo costituiva a cavallo degli anni ’50 – ’70 del secolo scorso.

Si parla di piccole storie che spesso hanno una portata e una rilevanza a livello famigliare o al più interessano il paese dove accadono ma che dalla loro sommatoria si ottiene la storia con la “S” maiuscola. E’ attraverso questo percorso dunque che si scopre l’Italia di quel tempo ormai andato, che resta nei ricordi ma che dandogli una breccia pervade tuttora le nostre realtà condizionando le emozioni e dunque il vivere di oggi. E’ in quel tempo infatti che sprofondano le radici della società attuale per darle il solido supporto necessario per agire nel presente.

E’ l’Appennino che fa da spina dorsale al racconto come di fatto è l’Appennino la spina dorsale della nostra penisola. E’ il susseguirsi dei piccoli borghi che lo caratterizzano e le vicende che si sono via via intrecciate, le diverse ideologie e posizioni politico-religiose  che hanno formato l’attuale tessuto sociale  consentendogli di essere ciò che è oggi.

Filo conduttore del romanzo è proprio la storia della famiglia di Rosy. I genitori, entrambi maestri, hanno sognato e sperato in una scuola diversa “dove lo scrivere e il far di conto potesse andare a fianco della storia della terra, affinché i ragazzi potessero sentirsene cittadini”. Queste le parole con le quali l’autrice descrive in modo sintetico ma molto efficace il credo dei propri genitori.

La protagonista vera è Armanda, la maestra. E’ attraverso il racconto di ciò che le accade che si pongono in luce “le matriarche in un’aia, i comandanti partigiani invecchiati, gli emigranti verso le città, i dibattiti politici davanti ai bar” che danno un vero spaccato di quella che è stata la realtà di paese degli anni ’70 che diventa la realtà “del paese Italia”.

Rosa Maria Manari nasce nel 1957, segue un percorso di studi che la porta a conseguire la laurea in Storia Antica presso l’Alma Mater Studiorum di Bologna. Ora lavora presso l’Assemblea legislativa della Regione Emilia Romagna dove si occupa di progetti di educazione alla cittadinanza.

E’ socia fondatrice dell’associazione culturale Amanzio Fiorini che si impegna al recupero e alla trasmissione della cultura e dell’identità d’Appennino.

Rosy coltiva da anni la ricerca storica con particolare riferimento alla sua terra cioè l’Alto Appennino reggiano pubblicando nel tempo diversi articoli e volumi.

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