Raggio di sole

Sarebbe meglio dire: “Raggio d'amore”, un raggio proiettato nel bel mezzo della foresta amazzonica

Provate solo ad immaginare: al momento della pensione, quando, per la maggior parte di noi gli ideali diventano pessimismo e cedono il passo alle costatazioni negative, alle riflessioni, ai timori, e anche alle delusioni, prendersi su e andare per sei mesi all'anno in mezzo alla foresta amazzonica, lontano dai propri familiari, dal così detto mondo civile, per dedicarsi con tutte le forze ai piccoli emarginati, procurare loro cibo e istruzione. E lì non si può andare tanto per il sottile. Occorrono intelletto, perspicacia e forza fisica. Bisogna rimboccarsi ben bene le maniche e diventare uno di loro, trasformarsi in falegname, elettricista, idraulico, cuoca, maestra, e andare a fare la spesa. Bisogna far vedere come si fanno i lavori. Spiegarli senza l'esempio è inutile. E gli altri sei mesi? In Italia, impegnati in conferenze e attività per reperire mezzi economici con cui proseguire l'opera, dal Veneto alla Lombardia a Roma. Nelle Marche è più comodo: giocano in casa.

Questo è successo ad una coppia che abita a Pesaro, Carmen e Alberto. Ne parlo su questo canale perché, oltre ad essere legato ad Alberto da un'amicizia iniziata nel 1949, il cognome Pistoni tradisce la sua origine carpinetana, quindi montanara, come la nostra.

Inizialmente dovevano essere due gli anni di esperienza, ma poi, ... ancora uno e poi basta, ... ancora uno e poi basta, sono diventati dodici, prima che gli acciacchi costringessero i nostri amici a cedere il posto ad altri. Dodici anni che hanno lasciato un segno profondo e legami indistruttibili.

Carmen e Alberto hanno agito di propria iniziativa, però in stretto contatto con la missione dei Servi di Maria nella città di Sena Madureira, ove operavano due altri emiliani, montanari dalla testa dura, due pezzi da novanta: padre Paolino Baldassarri (1926-2016), di Quinzano, frazione di Lojano (BO), proposto per il Nobel per la pace, e padre Ettore Turrini (1926 – vivente), di Iola di Montese (MO), missionari dal 1950. Costoro sono stati ripetutamente minacciati di morte (ma non intimiditi) quando è stato necessario schierarsi contro la deforestazione dell'Amazzonia. A Sena Madureira Carmen e Alberto si sono dedicati ai piccoli della periferia, quelli che non sanno cos'è una vera casa, una strada praticabile per recarsi in città, un minimo di servizi igienici, di igiene personale. Quelli che, il più delle volte, non hanno neppure un pasto nell'arco di una giornata.

Carmen e Alberto hanno costruito per loro 6 scuole, convinti che la miseria si combatte, si, col cibo, ma soprattutto con l'istruzione. L'operazione è stata battezzata Reforço escolar, molto più impegnativo del nostro dopo-scuola, una scuola a tutti gli effetti. Hanno organizzato l'insegnamento assumendo maestre diplomate del luogo, procurando a queste lo stipendio, regolarizzandole presso il ministero locale. Costruire una scuola a Senna certamente non costa come da noi, ma se non c'è chi “prende l'iniziativa” non si realizzano neppure quelle. Oltre all'istruzione, come già detto, i nostri due garantivano ai piccoli un pasto quotidiano e la merenda a proprie spese. Li hanno pure organizzati in gruppi sportivi con tanto di tornei e pubbliche premiazioni, coinvolgendo in questo modo le autorità civili. Era la dimostrazione che, se si vuole, si può realizzare molto. È la dimostrazione che “fare” vale molto più che “dire”. E soprattutto hanno spiegato ai piccoli che si può essere persone dignitose e oneste anche nella povertà.

Tutto rose e fiori? No di certo! Tra le corrispondenze trapela il virus della critica (o dell'invidia?) da parte di chi sa solo “dire” e poco “fare”. Carmen e Alberto rispondono con la massima trasparenza e serenità. Con la conclusione che tra il dire e il fare ci sono di mezzo dodici anni di dedizione e il rimpianto di non avere potuto fare tanto di più.

Tutto questo, e tante altre informazioni, si trova nel libro appena pubblicato (ricco di tante belle immagini che allietano la vista), dal titolo Raggio di sole, sottotitolo in brasiliano Rajo de sol, ma che trovate solo

presso gli autori, all'indirizzo: e fornendo ben chiaro il proprio recapito postale.

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Un Commento

  1. Per favore Savino, mandami l’indirizzo preciso, l’ultima volta sono venuti da me prima che venisse a mancare mio marito, sono persone fantastiche, vorrei tanto richiedere il libro. Grazie.
    [email protected]

    EldaZannini

    Rispondi

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