Monsignor Guiscardo Mercati porta un pensiero da Lourdes per la sua comunità

UNITÀ PASTORALE DI CARPINETI (335/8257036)

San Prospero, San Biagio, San Donnino, San Pietro,

Onfiano, Pantano, Pianzano, Poiago e Pontone

Vita parrocchiale dal 29 agosto al 05 settembre 2021

 

DOMENICA 

29 agosto

S. Messe: Carpineti ore 8.30 (def. Schenetti Domenico e Zoe) ore 11.15 (pro populo) ore 18.00 (def. Ferri Riccardo)       Pontone ore 10.00   Pantano ore 10.00   Abbazia di Marola ore 11.00
LUNEDI’

30 agosto

 

S. Messa: ore 18.00 (libera intenzione)

MARTEDI’

31 agosto

S. Messa: ore 18.00 (libera intenzione)
MERCOLEDI’

01 settembre

S. Messe: ore 10.30 (def. Gatti Marina)

ore  20.30 (def. Campani Angelo e Franca) chiesa di Onfiano

GIOVEDI

02 settembre

S. Messa: ore 18.00 (libera intenzione)
VENERDI’

03 settembre

Mosè aveva dato al popolo norme che dovevano aiutarlo a servire Dio e a restare nella libertà ricevuta in dono. Ma senza una vera conversione e con una osservanza solo esteriore queste norme divennero presto una nuova forma di schiavitù.

 

1°venerdì del mese. Memoria di S. Gregorio Magno

S. Messa: ore 18.00 (sec int. di Capitani Paolo)

SABATO

04 settembre

S. Messe festive: ore 18.00 a S. Donnino   ore 20.00 a Velluciana
DOMENICA

05 settembre

S. Messe: Carpineti ore 8.30 () ore 11.15 (pro populo) ore 18.00 (def. Rossi Domenico e Genitori)

Pontone   ore 10.00        Pantano ore 10.00          Abbazia di Marola ore 11.00

 

Meditazione domenicale Un cuore da purificare. Il cuore è il centro della relazione con se stessi, con Dio e con gli altri. Nel Deuteronomio (prima lettura) Dio è liberatore del suo popolo e insegna, attraverso Mosè, la Parola da ascoltare per vivere felici, come espressione di fedeltà all’alleanza. La lettera di Giacomo (seconda lettura) esorta a comprendere come la relazione con Dio Padre è “rigenerante nella sua parola di verità”, e deve essere sempre vissuta nella carità. Nel vangelo, secondo la redazione di Marco, Gesù interrogato sul perché i suoi discepoli mangiano con mani impure, senza fare i lavaggi, non rispettando, quindi, le tradizioni degli antichi, risponde precisando che, in verità, nulla entra dall’esterno e rende impuro l’uomo. Solo il male che agisce dal di dentro, dal suo cuore, porta al peccato e rende impuri.

 

Un pensiero per le vacanze. Anarchia, ribellione o benedizione? In gran parte d’Europa i viali alberati sono la più antica forma di inverdimento ai bordi delle strade. Essi segnano in modo quasi indelebile i tragitti vari. In origine, le alberature servivano a consolidare e a rendere permanenti e riconoscibili le vie di comunicazione. Le radici degli alberi impedivano che la superficie stradale, non pavimentata, si rovinasse; le chiome creavano una piacevole zona d’ombra proteggendo il viaggiatore dal caldo estivo, dalla pioggia e dalla neve nella stagione invernale. Così è della legge di Dio. Essa ci protegge dal deviare dalla strada giusta. Se la Parola di Dio non è conosciuta e rispettata, un popolo è abbandonato a se stesso, all’anarchia dove i costumi diventano sfrenati. Chi invece osserva i comandamenti della Bibbia è veramente benedetto. Sono felici, infatti, quelli che osservano gli insegnamenti del Signore, che lo cercano con tutto il cuore e non commettono il male, ma camminano sulle sue vie. Dio ha dato i suoi precetti perché siano osservati con cura. Il giusto vivrà per fede e la sua fede sarà fonte di speranza e di gioia.

XVI° giornata per la custodia del creato. Mercoledì 01 settembre ci viene ricordato che non siamo padroni della terra e dell’universo, ma usufruttuari e che se vogliamo continuare a vivere su di essa, dobbiamo imparare non solo a sfruttarla ma anche ad amarla e rispettarla. Papa Francesco nella sua Enciclica “Laudato sì” ha risvegliato le coscienze dei popoli sulla necessità della salvaguardia del creato. Come cristiani, abbiamo il dovere e la gioia di diffondere la speranza attraverso concrete scelte di vita veramente ecologica. Ottocento anni fa San Francesco col “Cantico delle creature”, che è bene richiamare e conoscere, lo aveva già intuito e proposto. In questi secoli, molti l’hanno seguito ma, purtroppo, molti di più lo hanno ignorato. Non basta celebrare la giornata per la custodia del creato, bisogna ogni giorno avere coscienza di essere parte del creato e contribuire alla sua salvezza.

Un pensiero rientrando da Lourdes. Ci sono momenti nella vita che costituiscono un po’ una “prova della verità”, la verità di chi li affronta, ma anche una prova del valore della vita stessa, dell’affidabilità, del suo significato: il fallimento, il dolore, una malattia seria, la perdita di una persona cara, lo spezzarsi di una relazione importante… sono gli eventi che per tutti costituiscono un passaggio critico; lo sono ancora di più per i giovani, che della fragilità non hanno ancora fatto in genere un’esperienza impegnativa. Nel contesto culturale di oggi le esperienze negative tendono ad essere occultate, nel timore che mettano in crisi l’immagine sempre vincente che si è andata affermando con sempre maggiore decisione: oggi bisogna avere sempre successo, essere sempre in forma, essere efficienti… chi non rientra in questi parametri è come se non esistesse, dimenticato, nel timore che la sua presenza metta in dubbio il modello di vita e il termine di confronto con cui si misura. A Lourdes tutto questo ti viene messo di fronte, senza veli, senza filtri, ma nella vera realtà. Ma il miracolo di quel luogo è che, anziché avvilirti, ti dona serenità, accettazione e fiducia. Riflettiamo: con la comparsa sulla scena mondiale di un virus che ha sfidato la scienza medica e l’organizzazione sanitaria, economica e sociale di tutti i paesi del mondo, esso ha avuto un effetto dirompente. Ha fatto riaffiorare nell’orizzonte umano il limite, la precarietà, l’impotenza, la morte. Un’umanità che si era convinta di essere in grado di far fronte ad ogni evento, in una sorta di delirio di onnipotenza diffuso, si è vista sconfitta da un essere invisibile e misterioso, che ha avuto tra le altre, una funzione rivelativa: ha gettato una luce sulla vita umana, ha svelato chi siamo come persone e come comunità, nel modo con cui abbiamo affrontato le conseguenze della crisi. I disastri che il virus ha provocato sul piano sociale ed economico si sono visti e ancor più si vedranno andando avanti; quelli che ha provocato nella storia delle persone, nella loro interiorità, nel loro modo di affrontare la vita, si vedranno in futuro, soprattutto nelle nuove generazioni, le più sprovvedute di risorse davanti ai grandi interrogativi che la pandemia ha suscitato. A Lourdes ho toccato con mano la situazione sopra descritta, ma ho sperimentato anche che nella preghiera e nella fede le persone ritrovano coraggio per ripartire e continuare a sperare. C’è uno slogan che circola in questi mesi: “niente sarà più come prima”, ma nel silenzio di Lourdes, io e altri abbiamo capito che il futuro potrà essere migliore, ce lo auguriamo.

Offerte ricevute. Per il battesimo di Borghi Federico, i genitori per la chiesa. Anonimo offerente per la Caritas.. A tutti grazie!

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