Vendesi (poesia di Alberto Bottazzi)

Vendesi

Lungo la vecchia via del borgo

incespico sul tuo nome, quella

casa chiusa ferisce l'anima come

una freccia appuntita nel fianco.

Scalpitano i fantasmi del passato,

fremono i ricordi, stringono la

gola spietati, irriverenti, flagellando

la mente come frustate sulla schiena.

Quel triste cartello “VENDESI”, inchiodato

al balcone di legno ha il sapore amaro e crudele

di una vita di tanti sacrifici e poche gioie,

come la maggior parte delle vite di paese.

Era la casa degli incontri di gioventù,

delle prime tenerezze amorose, delle

pazze notti in attesa del chiarore dell'alba,

era il focolare bollente dei nostri vent'anni.

Oggi quelle persiane chiuse hanno l'aspetto

sbiadito e pallido delle labbra senza rossetto...

occhi spenti nell'oblio, paladine e prigioniere

del mondo frizzante di allora, libero e ribelle.

Un mondo di idee in fermento, figlie della giovinezza,

trascinavano il pensiero verso l’incognita del futuro;

la tua immagine sulla soglia dell'uscio saluta quel tempo:

Non si possono mettere in vendita i ricordi!”.

Alberto Bottazzi

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