“Un piano per gli anziani in montagna”, le richieste della Fnp tra Reggio e Modena

Si avvicina la data del congresso della Fnp Cisl Emilia Centrale, la categoria dei pensionati della Cisl che raccoglie 44.000 iscritti tra Reggio Emilia e Modena. Stamane a Castelnovo Monti, domani - martedì 19 ottobre a Pavullo, tra le tante nei territori.

Per la montagna di Reggio e per la zona a sud della via Emilia di Modena abbiamo dato la parola a Claudio Bucci, responsabile per la zona montana della Fnp Cisl Emilia Centrale e membro del consiglio generale Fnp Cisl Emilia Centrale, e a Pietro Piefferi, responsabile provinciale per la provincia di Modena - (Sassuolo, Formigine, Maranello, Fiorano e per la montagna, Montefiorino, Frassinoro, Palagano e Pignano).

Claudio Bucci

I due esponenti della federazione illustrano, nei dettagli, le proposte e gli interventi che intendono portare al tavolo di discussione; tra le questioni: la legge in itinere sulla non autosufficienza, la difesa e l’incremento del reddito delle pensioni, la sanità regionale con l’evoluzione collegata all’uso delle risorse destinate dal Pnrr e il ruolo e la presenza dei pensionati sul territorio.

“Ci apprestiamo al nostro Congresso di zona, in vista del congresso della Cisl - afferma Claudio Bucci - anzitutto nella consapevolezza che le politiche necessarie per la popolazione anziana del nostro territorio, non possano prescindere da una considerazione delle caratteristiche del nostro Appennino, una realtà molto estesa, decentrata in molti paesi spesso piccoli e mancanti di vita sociale. È anche per questo che, in occasione delle consultazioni che abbiamo con i Comuni in vista dei propri bilanci di previsione, insistiamo

credo affinché le istituzioni locali favoriscano la permanenza sul territorio degli anziani consapevoli che anche gli esercizi commerciali, negozi, bar, fungono in certe realtà da elemento di aggregazione sociale.

“Così come – continua - essendo evidente che l’anziano, per quanto possibile, desideri rimanere nel proprio ambiente di vita e, a quanto affermano gli esperti, ciò è congeniale anche alla sua salute, insistiamo affinché si investa nella assistenza sociale domiciliare. Sono temi resi ancora più acuti dalla pandemia ed è quindi necessario investire di più”. “Se, come afferma monsignor Paglia  - aggiunge - cui il Governo ha affidato la presidenza di una importante Commissione per gli anziani ma livello nazionale, lo Stato spende per le Rsa (Residenze sanitarie assistenziali) 12 miliardi di Euro all’anno e per l’assistenza domiciliare solo 2 miliardi che avvalendosi anche delle risorse europee, occorra investire molto di più”.

 

“Nelle nostre piattaforme sindacali – spiega Bucci - un posto centrale assumono le politiche per la non autosufficienza. Ebbene quando si rende necessario entrare in una “struttura protetta”, è fondamentale che tali strutture siano pubbliche o convenzionate e nelle più adeguate condizioni per far sentire l’ospite in un ambiente più “familiare” possibile. Affinché ciò sia possibile le strutture debbono essere qualificate e adeguatamente sostenute per accogliere anche, direi soprattutto, i meno abbienti”.

 

Infine, Bucci ricorda: “Come Fnp siamo presenti nella sede Cisl di Castelnovo ne’ Monti e nei nostri recapiti decentrati sia per rispondere a singole esigenze anche con gli operator i del Patronato e dei Centri di Assistenza Fiscale, ma assieme a tutto il movimento sindacale, a lottare per una sempre maggiore attenzione a chi ha dato una vita di lavoro alla comunità e avrebbe diritto al massimo di attenzione e , quando serve, di assistenza”.

Pietro Pifferi

Sulle stesse posizioni anche Pietro Pifferi, responsabile provinciale della provincia di Modena - (Sassuolo, Formigine, Maranello, Fiorano e per la montagna, Montefiorino, Frassinoro, Palagano e Pignano) - che sottolinea: “La pandemia ha fatto emergere la necessità di incentivare i canali di comunicazione per instaurare un dialogo con i pensionati e i lavoratori prossimi alla pensione, spesso ignari dei loro diritti e tutto quello che attiene alla conoscenza sulla previdenza. Quindi, la necessità di prendere ‘in carico’ e spiegare loro cosa stiamo facendo; spiegare perché hanno bisogno di un sindacato per essere seguiti.

Ad esempio siamo intervenuti sulla quattordicesima, le pensioni perdono potere d’acquisto, ma non tutti lo sanno. “Auspichiamo continua -  alla separazione tra assistenza e previdenza, visto che i secondi sono già versati durante gli anni lavorativi. Da qui, dunque, la necessità di aggregare gli anziani e per farlo dobbiamo inventarci un’organizzazione che sia in grado di informare costantemente, ma anche ascoltare le edigenze di ciascuno. Poi, ci proponiamo di assistere i giovani in quanto, allo stato attuale rischiano di percepire una pensione da fame”.

 

Pifferi ricorda che, per l’assistenza domiciliare, è stato sottoscritto un contratto con le Unioni dei Comuni, ma la cosa più importante è lavorare “ affinché non si ritorni mai più a quelle disfunzioni create dalla pandemia”, riferendosi, in particolare alle tante morti che si sono verificate nelle Rsa e, in generale, alla sofferenza dei più deboli.

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