Bini interviene nel dibattito sugli ospedali provinciali, sull’attuale ripresa delle attività e la situazione del Sant’Anna

Il sindaco di Castelnovo Monti e delegato alla sanità nell’ambito dell’Unione dei comuni appenninici, Enrico Bini, interviene in relazione al quadro dei servizi dell’ospedale montano.

"In queste settimane  - dichiara il sindaco - è molto vivace il dibattito a livello provinciale, in relazione al periodo di ripresa non solo socio – economica, ma anche sanitaria in relazione alla situazione pandemica, con l’ovvio auspicio che gli attuali dati in leggera risalita non riportino a una situazione emergenziale, grazie alla stragrande maggioranza della popolazione che, con senso di responsabilità, ha scelto di vaccinarsi. Ci è sembrato opportuno, in questo momento, compiere anche un excursus sulla sanità in montagna, a partire dall’Ospedale Sant’Anna, pilastro fondamentale della tenuta sociale del nostro territorio”.

 “L’attuale situazione pandemica – continua – ha sottolineato come sia necessario mantenere una risposta adeguata dei vari presidi sanitari territoriali integrati in quel complesso sistema di rete ospedaliera che costituisce il Presidio Provinciale Ausl”.

Secondo i dati Ausl il quadro emergenziale legato al Covid si è inserito nel più complesso mutamento del quadro epidemiologico (con aumento delle patologie cronico-degenerative), dei cambiamenti demografici e l’invecchiamento della popolazione, dei progressi delle tecnologie (diagnostica per immagini, tecnica chirurgica, procedure anestesiologiche e rianimatorie, genetica, trapianti, etica, ecc.) e del rapido sviluppo della medicina (aumento della sopravvivenza e dell’aspettativa di vita).

“Con le progettualità del PNRR – prosegue Bini – e le varie disposizioni legislative degli ultimi 18 mesi, è iniziato un percorso di rifinanziamento e riorganizzazione del sistema sanità, per ripensare e riorganizzare le cure primarie, ma anche riflettere sul ruolo degli Ospedali, tra i quali anche il Sant’Anna. Nel corso del prossimo quinquennio 2022-2026 l’assetto strutturale dell’Ospedale di Castelnovo vedrà una profonda serie di interventi di adeguamento e miglioramento: il servizio di pronto soccorso si amplierà e adeguerà la propria logistica ai mutamenti organizzativo-gestionali emersi con la pandemia, mantenendo però intatta, durante tutto il tempo previsto per i lavori, la propria efficienza e capacità di risposta grazie ad una serie di spostamenti e collocazioni provvisorie all’interno dei locali dell’Ospedale stesso. L’intervento, in parte già previsto all’interno del Progetto Sant’Anna Plus, è stato integrato sulla base delle indicazione del ex D.L.34/2020 che prevedono l’adeguamento alle normative di sicurezza introdotte con la pandemia e prevede l’ampliamento della struttura con l’identificazione di spazi triage, aree di attesa e percorsi differenziati tra gli utenti potenzialmente sospetti e quelli non sospetti, migliorando, nel contempo, le disponibilità di accoglienza e trattamento di tutta la casistica che il Pronto Soccorso di Castelnovo da sempre tratta, così da rendere ancor più efficace ed efficiente il servizio di Emergenza e Urgenza per il territorio montano”.

Questa prima parte di intervento, del costo complessivo di circa 3 milioni di euro si svilupperà, articolata in varie fasi, nel corso degli anni 2022 e 2023.

“Contemporaneamente – aggiunge il sindaco di Castelnovo – vedrà la progettazione e accantieramento di un più ampio intervento di adeguamento sismico di due dei complessi storici dell’Ospedale, che attualmente ospitano sia spazi di ricovero che di servizi: sostanzialmente l’ingresso Day Surgery–Day Hospital Oncologico e il Piano Uffici Amministrativi e l’area della Cardiologia-Medicina ed Ostetricia. Questo intervento di elevata complessità ed impatto, garantirà l’adeguamento alle più recenti norme antisismiche di tutto l’Ospedale, e, a fronte di un costo complessivo stimabile in circa 7,3 milioni di euro: vedrà termine entro il 2026. Anche nel corso di questa complessa fase di ristrutturazione, verranno compiuti spostamenti, ricollocazioni e riorganizzazione dei vari servizi interessati, così da garantire sempre la continuità della offerta di risposte ai cittadini del Distretto Montano”.

Sui progetti tecnologici, Bini afferma: “Il più importante impegno previsto in ambito di implementazione tecnologica dell’Ospedale è costituto dalla sostituzione dell’apparecchiatura di Risonanza Magnetica che, dall’attuale dotazione di apparecchio da 0,4 Tesla passerà ad una più performante apparecchiatura da 1,5 Tesla, che consentirà di effettuare in loco anche tutte quelle indagini diagnostiche sull’addome, vie urinarie e prostata; encefalo e sistema nervoso; apparato osteomuscolare e apparato cardio respiratorio per le quali attualmente i cittadini del Distretto Montano devono recarsi in altri Ospedali della provincia. Questo intervento, del costo stimato di 700 mila euro, si concretizzerà entro il 2022. Sono infine previsti anche interventi organizzativi: negli ultimi due anni, pur in piena emergenza pandemica, sono state consolidate tutte le Strutture operanti in ambito ospedaliero con l’attribuzione della nuova Direzione alla Struttura Complessa di Medicina Interna, della Responsabile delle Strutture Semplici di Endoscopia, Laboratorio Analisi e Trasfusionale e Pediatria, l’attribuzione del Ruolo di Direttore Facente Funzioni (in attesa di espletamento delle procedure di selezione concorsuale) per la Struttura Complessa di Chirurgia Generale e la trasformazione della Struttura Semplice di Ortopedia e Traumatologia in Struttura Complessa di Ortopedia e Traumatologia di Castelnovo Monti – Scandiano".

"Quest’ultima azione riorganizzativa - conclude - partita nel Novembre 2020, vede l’integrazione tra le preesistenti equipes ortopediche di Castelnovo e Scandiano per costituire un’unica equipe che opera in entrambi gli Ospedali, dedicando l’Ospedale di Castelnovo all’attività chirurgica a maggiore complessità (degenza in ricovero ordinario, attività chirurgica maggiore con anestesista dedicato, interventi di ortopedia programmata, anche implantologica e protesica, su tutti i distretti ed articolazioni dello scheletro appendicolare, nonché tutta l’attività di traumatologia effettuabile secondo il setting assistenziale dell’ Ospedale) mentre sull’Ospedale di Scandiano si è sviluppata tutta l’attività Ambulatoriale e di Day Surgery. Per quanto riguarda il Punto nascite, su cui ovviamente si continua a discutere e mantenere alta l’attenzione, continuiamo a sollecitare costantemente la Regione affinché spinga il Governo a pronunciarsi sulla sperimentazione, così che possa consentire la riapertura sulla quale il Presidente Bonaccini si è impegnato. Ritengo comunque che il quadro che emerge sia incontrovertibilmente quello di un Ospedale Sant’Anna che migliora e si consolida, e che guarda al futuro”.

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7 Commenti

  1. Si parla di oltre 10 milioni di euro di spese; c’è ancora chi spera sul futuro di questi paesi montani, oppure qualcuno vuol far credere che questo futuro ci sarà. Al sottoscritto, quanto fatto sull’Appennino Reggiano, meglio sarebbe dire quanto non fatto, non da più speranze sul futuro di questi territori. Pavullo nel Frignano nel 2001 aveva 15.000 abitanti, ora ne ha 18.000, Langhirano nel 2001 ne aveva 8.400 ora ne ha 10.600, Castelnovo ne Monti nel 2001 ne aveva 10.030 ora ne ha 10.500. Se fossero state fatte le grandi opere avviate, dalla fondovalle Val d’Enza, alla Diga di Vetto e la fondovalle Val Secchia, Castelnovo ne Monti sarebbe diventata una città. Purtroppo non ricordo un Amministratore di Castelnovo che abbia sostenuto queste opere. Un vecchio detto dice: abbiamo ciò che ci meritiamo. I treni delle grandi opere sono passati ma si è impedito che si fermassero, di questo penso che qualche politico ha delle responsabilità, i posteri li ricorderanno per queste responsabilità.

    (Franzini Lino Presidente della Municipalità di Ramiseto)

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    • Se non sbaglio il Sig. Franzini è stato sindaco di Palanzano per 5 anni (non ricandidandosi) e attualmente presidente della municipalità di Ramiseto.
      Quindi sarebbe meglio che si occupasse di fare il meglio adesso che è in carica lui piuttosto che commentare i suoi colleghi, visto che ora siamo nelle sue mani… come lo erano gli abitanti di Palanzano nei 5 anni di suo mandato….

      (Robby)

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  2. I posteri? Temo, Signor Franzini, che il “concetto di futuro”, almeno da noi, sia stato sepolto molto tempo fa. Indirettamente, forse, era questo che De Gasperi voleva dire quando disse : “Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.“ Manchiamo di visione, di strategia e di coraggio. Ci si illude, temo, nel presentare l’ovvio, il banale, il buon senso a chi, politicamente, non ne conosce il significato e continua a sparare cifre forse senza nemmeno sapere quanto fastidio arriva a chi lo legge o lo ascolta.

    (Giovanni Annigoni)

    ()

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  3. Il concetto del Sig. Annigoni calza perfettamente alla situazione dei Comuni montani del nostro Appennino; da tempo si persegue la politica del: meglio un uovo oggi che una gallina domani. I cittadini dei paesi montani vengono illusi mostrando loro il “luccichio” di un po’ di soldi per interventi che non cambieranno assolutamente le cose. Quando si parla di ospedale S. Anna la vera bella notizia che aspettiamo è la riapertura del Punto nascite, ma si continua a prendere tempo.

    (Sergio)

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  4. Egr. Sig. Robby, Le assicuro che provvederò a fare del mio meglio come Presidente del Municipio di Ramiseto, tenga conto che il mio potere si limita a partecipare ai Consigli Comunali senza avere neppure il diritto di voto, pertanto comprenderà che nessuno è nelle mie mani. Da parte mia considero le Municipalità il “contentino” che fu dato agli ex Comuni al fine di assicurarsi la vittoria al referendum sulle fusioni; senza questo “contentino” la fusione dei quattro Comuni non sarebbe passata. A parte questo sappia che il Sindaco di Ventasso, Enrico Ferretti, farà quello che avrebbero dovuto fare i vari Amministratori dei Comuni dell’Appennino Reggiano, ha già sottoscritto il documento favorevole alla ripresa dei lavori della Diga di Vetto, si è già espresso a favore della riapertura del Punto nascite di Castelnovo, della fondovalle Val Secchia e a tante altre opere; opere che non avrà certo il potere di fare, ma almeno Le chiederà con tutte le sue forze, semplicemente perchè non prende ordini da qualcuno ma pensa solo al bene del territorio. Opere che a Lei non importeranno nulla, ma se Lei fosse un vero montanaro che ama questi territori e guardasse le cose con i suoi occhi e non con quelli del partito o delle ideologie, capirebbe che lo spopolamento, il dissesto e l’abbandono di questi territori è dovuto alla mancanza di infrastrutture, mai sostenute. Questi territori, a differenza di altri territori montani, avevano le potenzialità di crescere, di svilupparsi, invece stanno morendo. Lei è libero di sostenere chi vuole, anche chi ha ridotto i paesi montani in questo stato, ma La pregherei di non criticare chi vorrebbe fermare il treno prima del precipizio.

    (Franzini Lino Presidente della Municipalità di RamisetoEnza)

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  5. Spendiamo pure milioni di euro per adeguamenti sismici all’ospedale Sant’Anna, ma per chi?; tra non molto toccherà a Castelnovo chiudere Ospedale, poste, carabinieri, banche, scuole, ecc., forse allora qualcuno capirà. I Comuni o ex comuni del crinale reggiano non solo sono stati completamente abbandonati, questi Amministratori non hanno neppure sostenuto le opere avviate; basta aprire gli occhi come sostiene Franzini per vedere le cose. Ora si parla di bretella o tangenziale di Rivalta e da Ramiseto a Vetto si passa con dei camion su una strada allucinante e su dei guadi. Chi non vede queste cose a mio avviso è cieco o acciecato.

    (Pierluigi)

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