Don Creardo Cabrioni viene ricordato nel bollettino dell’Unità pastorale di Carpineti

UNITÀ PASTORALE DI CARPINETI (335/8257036)

 San Prospero, San Biagio, San Donnino, San Pietro,

Onfiano, Pantano, Pianzano, Poiago e Pontone

Vita parrocchiale dal 14 al 21 novemre 2021

 

 

DOMENICA 

14 novembre

Quinta Giornata dei Poveri

S. Messe. Carpineti ore 8.30 (libera intenzione)  ore 11.15 (pro populo)

ore 18.00 (def. Casini Nello)     Pontone   ore 10.00        Pantano ore 10.00          

LUNEDI’

15 novembre

Memoria di S. Alberto Magno

S. Messa: ore 18.00 (libera intenzione)

MARTEDI’

16 novembre

S. Messa: ore 18.00 (def. Montecchi Mariannina)
MERCOLEDI’

17 novembre

S. Messa: ore 10.30 (libera intenzione)

GIOVEDI

18 novembre

Dedicazione della Basiliche dei Ss. Pietro e Paolo

S. Messa: ore 20.30 (in memoria di D. Creardo Cabrioni)

VENERDI’

19 novembre

S. Messa: ore 18.00 (def. Bazzoni Crelio e Maddalena)
SABATO

20 novembre

Dalle ore 15 alle 16: Attività di catechismo

S. Messe festive: ore 18.00 a S. Donnino   ore 19.00 a Velluciana

DOMENICA

21 novembre

Solennità di Cristo Re. S. Messe. Carpineti ore 8.30 (per i defunti di Rivi Claudia) ore 11.15 (def. Biagini Giovanni)    ore 18.00 (pro populo)     Pontone   ore 10.00        Pantano ore 10.00          

 

Meditazione domenicale. Riconoscere il tempo della salvezza. Il cristiano sa che il Signore verrà e attende con fiducia il giorno in cui rivelerà la sua giustizia d’amore. Daniele (prima lettura) annuncia la risurrezione di coloro che dormono nella polvere della terra per il giudizio finale e la gloria con Dio. La lettera agli Ebrei (seconda lettura) rivela che Cristo ha eliminato i peccati una volta per sempre, con l’unica offerta della sua vita, compiendo l’alleanza annunciata dai profeti. Il racconto di Marco, nel vangelo, narra l’ultimo discorso fatto da Gesù a Gerusalemme, in cui egli preannuncia ai discepoli la sua venuta finale come Figlio dell’Uomo “con grande potenza e gloria”. La sua venuta richiede vigilanza, attenzione, discernimento e impegno. Ogni giorno è decisivo per la salvezza: l’incertezza del “quando” sollecita un ascolto vivo della Parola e una custodia attenta della vita umana e del creato.

 

V° giornata dei poveri. “I poveri li avete sempre con voi”. Gesù pronunciò queste parole nel contesto di un pranzo, a Betania, alcuni giorni prima della Pasqua. Come racconta l’evangelista Marco, una donna era entrata con un vaso di alabastro pieno di profumo, molto prezioso e l’aveva  versato sul capo di Gesù. Quel gesto suscitò grande stupore e diede adito a due diverse interpretazioni. La prima è l’indignazione di alcuni tra i presenti, compresi i discepoli, i quali considerando il valore del profumo – circa 300 denari – pensavano che sarebbe stato meglio venderlo e dare il ricavato ai poveri. Secondo il vangelo di Giovanni, è Giuda che si fa interprete di questa posizione: “perché non si è venduto questo profumo per 300 denari e non si sono dati ai poveri? E l’evangelista annota: “disse questo non perché gli importasse dei poveri, ma perché era un ladro e siccome teneva la cassa, prendeva quello che vi mettevano dentro”. Non è un caso che questa dura critica venga dalla bocca di un traditore: è la prova che quanti non riconoscono i poveri tradiscono l’insegnamento di Gesù e non possono essere suoi discepoli. Ricordiamo, in proposito, le parole di Origene: “Giuda sembrava preoccupato dei poveri (…). Se adesso c’è ancora qualcuno che ha la borsa della chiesa e parla a favore dei poveri come Giuda, ma poi prende quello che ci mettono dentro, abbia allora la sua parte insieme a Giuda”. La seconda interpretazione è data da Gesù stesso e permette di cogliere il senso profondo del gesto compiuto dalla donna. Egli dice: “lasciatela stare; perché la infastidite? Ha compiuto un’azione buona verso di me”. Gesù sa che la sua morte è vicina e vede in quel gesto l’anticipo dell’unzione del suo corpo senza vita prima di essere posto nel sepolcro. Questa visione va al di là di ogni aspettativa dei commensali. Gesù ricorda loro che il primo povero è lui, il più povero tra i poveri perché li rappresenta tutti. Ed è anche a nome dei poveri, e delle persone sole, emarginate e discriminate, che il Figlio di Dio accetta il gesto di quella donna. Ella, con la sua sensibilità femminile, mostra di essere l’unica a comprendere lo stato d’animo del Signore. Ci auguriamo che la Giornata Mondiale dei Poveri possa radicarsi sempre più nelle nostre Chiese locali e aprirsi a un movimento di evangelizzazione che incontri in prima istanza i poveri, là dove si trovano.

 

Auguri di pronta guarigione al nostro vescovo. Come era stato annunciato in questa domenica, sarebbe dovuto essere presente in mezzo a noi il vescovo Massimo, ma un’imprevista indisposizione glielo ha impedito. Questo ci dispiace e gli auguriamo di rimettersi presto in salute. Mi ha telefonato scusandosi e rattristato per non riuscire ad essere presente, cosa che avrebbe tanto desiderato. Mi prega di portare il suo saluto e la sua benedizione assicurandomi che appena gli sarà possibile sarà lieto di venirci a visitare e celebrare con noi l’Eucaristia!

 

Ricordiamo i nostri morti. Piagni Amara vedova  Montecchi di anni 90 deceduta a Poiago il 10 novembre. Persona conosciuta nel carpinetano grazie al suo carattere estroverso e schietto; ha gestito per anni il Bar Centrale per poi cambiare lavoro diventando bidella presso un istituto reggiano, dove alunni e insegnanti la ricordano ancora per il suo servizio, ma soprattutto per la schiettezza e immediatezza. Allegra e dalla battuta pronta, carattere volitivo e a volte “impulsivo”, ma comunque sempre disposta al confronto e al dialogo. Si era sposata con Luigi e dalla loro unione è nato il figlio Massimo, per il quale si è spesa con amore di madre. Ogni giorno percorreva le strade del paese, col suo immancabile carrellino per la spesa, diventando una presenza caratteristica. Rimasta vedova, si era risposata religiosamente con Molgora, che ha assistito nella sua malattia. Rimasta nuovamente sola, ha gestito la sua vita fino a quando i primi sintomi della malattia hanno fatto decidere al figlio di farla entrare come ospite nella Casa di Riposo Don Cavalletti, dove ha concluso i suoi giorni terreni. La sua fede la dimostrava partecipando alla S. Messa domenicale, e in particolare negli ultimi tempi, evocando, come l’aveva imparata da ragazza in latino, la preghiera dell’Ave Maria. Alla Madonna Santissima la affidiamo perché la introduca presso Dio. Il suo funerale lo abbiamo celebrato nella chiesa di Maria Ausiliatrice. Il suo corpo, sepolto nella terra benedetta del cimitero di San Prospero, accanto ai suoi cari, vi riposi in pace. Condoglianze ai familiari.

Offerte ricevute. In memoria di Piagni Amara il figlio per la chiesa. Grazie!

ricordando con gratitudine il lungo e fecondo ministero sacerdotale di don Creardo Cabrioni. Riporto il comunicato diffuso dai mezzi di comunicazione sociale.

Nella notte tra il 10 e l’11 novembre si è spento don Creardo Cabrioni di ottantotto anni. Da pochi mesi gli era stata diagnosticata una malattia incurabile. Don Creardo era stato messo al corrente del suo stato terminale ed ha affrontato lucidamente le ultime settimane, preparandosi all’incontro con il Padre. “Finché ha potuto, fino a pochi giorni fa, ha detto Mons. Guiscardo Mercati parroco moderatore dell’unità pastorale di Carpineti, ha esercitato il suo ministero di sacerdote celebrando l’Eucarestia e confessando”. Don Creardo si è spento a Boastra, località vicino a Marola ai piedi del seminario, dove risiedeva insieme ai familiari. Mano a mano che la malattia lo spegneva, e perdeva autonomia, è stato assistito giorno e notte da un gruppo di parenti e amici che si sono alternati al suo fianco. Creardo era fratello di Angelo che nel 1973 ha fondato il biscottificio che porta il nome di famiglia. Don Cabrioni era nato il 2 febbraio 1933 a S. Donnino di Marola ed è stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1959. Ha frequentato il Seminario Minore e Maggiore di Marola dove è diventato amico di don Amedeo Vacondio, scomparso la settimana scorsa. Nel 1959, giovane presbitero, don Creardo è stato vicario parrocchiale a Borzano di Albinea per un anno e a Roncolo per altri dodici mesi. Nel 1961 il Vescovo Beniamino Socche gli affida l’incarico di Cappellano degli operai fino al 1965. Negli stessi anni - dal 1962 al 1965 - è stato anche direttore spirituale dell’Istituto Artigianelli. Per un triennio, dal 1966 al 1968, don Cabrioni è parroco del Preziosissimo Sangue in città e nel 1968 don Creardo parte per la missione diocesana in Brasile. In Sudamerica consolida il suo stile di annuncio: disponibile, servizievole, positivo e profondamente legato alla Parola. Era il prete “della gente” e molto amato. “Ha sempre accolto tutti, a prescindere dalla fede e dalla condizione economica e sociale, aggiunge don Guiscardo. E’ morto nel giorno in cui la chiesa ricorda San Martino e come il santo di Tours, anche don Creardo ha dato il mantello e non solo, per gli altri”. “Era segnato dall’amore per tutti i fratelli e per la Parola di Dio”, lo ricorda Fabiana Guerra. Rientrato in Diocesi nel 1979, don Creardo è parroco di Febbio e Asta per sette anni. Nel 1986 gli viene chiesto di svolgere il suo ministero tra Piolo, Caprile, Cinquecerri e Montecagno ai quali si aggiunge Casalino fino al 1994. Poi, per sei anni è parroco a Coviolo. Don Creardo si è sempre sentito un annunciatore, ricorda Fabiana. Un peccatore immerso nell’infinita misericordia del Padre. E nell’incontro con gli altri era in grado di esprimere questi sentimenti. Era molto buono. Negli ultimi vent’anni il ministero di don Creardo si è svolto in montagna: dal 2000 al 2013 è stato collaboratore dell’unità pastorale di Ramiseto (parrocchie di Ramiseto, Nigone, Gazzolo, Cereggio, Camporella, Pieve San Vincenzo, Succiso) e poi nell’unità pastorale di Carpineti - per le parrocchie di San Prospero di Carpineti, San Pietro di Carpineti, Pantano, Pontone, San Donnino di Marola, San Biagio di Carpineti, Pianzano, Onfiano e Poiago – in collaborazione con il parroco Mons. Guiscardo Mercati: “don Creardo ha chiesto di essere sepolto nel cimitero di Miscoso e così sarà fatto. Ha scelto quel posto per la sua esposizione a oriente e perché non vi è sepolto alcun prete. Inoltre all’ingresso vi è sepolto un bambino piccolo e i piccoli sono sempre stati nel cuore del suo ministero”.

Nel retro dell’immagine ricordo che lo ritrae all’interno della suo ”eremo” abbiamo scritto:

Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di lieti annunci che annuncia la pace, messaggero di bene che annuncia la salvezza. Che dice a Sion: “regna il tuo Dio” (Isaia 52,7)

 Don Creardo Cabrioni

                         02 febbraio 1933        Boastra        10 novembre 2021

Sacerdote, parroco e missionario, ha vissuto per 62 anni la gioia del suo sacerdozio testimoniandola a quanti ha incontrato nel cammino della sua vita. Gli ultimi anni trascorsi a Boastra, sua casa natale, sono stati la preparazione alla gioia eterna in Cristo.

Grazie don Creardo! L’Unità Pastorale di Carpineti - Valestra ti ricorda con affetto nella preghiera.

 

In ogni tempo ci sono coloro che annunciano l’arrivo della fine del mondo con disastri e terremoti.

Altri invece che rassicurano l’uomo narcotizzandolo in una  vita senza timore ne conversione.

Il cristiano invece, resta  in vigile attesa dedito all’edificazione del Regno, obbediente alla parola del Signore.

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