25 novembre, Cinzia Pedrini (Anteas): “Non mettiamo il trucco sulle ferite”

Il 25 novembre ricorre la giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Come presidente di Anteas Aps Emilia-Romagna, Associazione nazionale tutte età per la solidarietà e, come donna, vorrei rivolgermi a tutte, ragazze e madri, lavoratrici e pensionate, vittime di prepotenza che, ogni giorno, vogliono convincersi che “domani andrà tutto meglio”.
Ci sono segni che non abbiamo cercato, che non abbiamo voluto. Nello specchio troviamo un’immagine che non possiamo guardare e allo stesso tempo non riusciamo ad ignorare. È una piaga profonda, profonda fino all’anima, che non è facile portare alla luce.

Come Anteas Aps, riteniamo che il 25 novembre possa rappresentare il momento giusto per dire NO a una violenza priva di ogni giustificazione. Avere il coraggio di chiedere aiuto e di riceverlo, significa cercare soluzioni concrete insieme. I percorsi giusti oggi ci sono. Per ricominciare, per credere che c’è speranza per una nuova vita. Una nuova famiglia. Un nuovo lavoro, magari anche per una nuova esperienza di volontariato, per dare supporto a chi vive ancora oggi questi momenti drammatici.
Ricordiamoci sempre che NON SIAMO SOLE! La nostra dignità di persone viene prima tutto e nessuna mano la può soffocare. E se abbiamo cicatrici non mettiamo il trucco sulle ferite!

Il 25 novembre, come ogni giorno, Anteas Aps è dalla parte delle donne più fragili, con le parole del nostro presidente Mattarella per “spezzare la catena della violenza contrastando ogni forma di sopraffazione, di imposizione e di abuso”.

Il 25 novembre fai una buona azione, un’azione di volontariato, qualunque essa sia, ma dalla parte delle donne. Tutti insieme, possiamo!

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Un Commento

  1. Senz’altro d’accordo con l’esortazione a non mettere il trucco sulle “ferite”, ma a condizione che siano veramente tali e non piuttosto “abrasioni o escoriazioni”, destinate semmai a rimarginarsi senza lasciare cicatrici e segni, e quanto al volersi convincere che “domani andrà tutto meglio”, non sarei così drastico nello sconsigliarlo, dal momento che la vita di coppia può talora riservare momenti critici e difficili, che meritano nondimeno tentativi di “pacificazione” e convivenza, pena il rischio di indebolire la tenuta della famiglia, nel senso di renderla fragile e precaria (quando ci accorgiamo sempre più della sua importanza, quale perno e fulcro della nostra società).

    P.B. 30.11.2021

    P.B.

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